Pubblichiamo l’intervista rilasciata alla nostra Agenzia Stampa da Jacopo, compagno e militante del Comitato Perugia Solidale costituitosi durante la pandemia da Covid-19 per sostenere le famiglie nel far fronte agli effetti che il lockdown ha avuto in termini di perdita di posti di lavoro e di crisi del diritto all’abitare.

Da un’inchiesta svolta sul territorio attraverso l’uso di questionari e assemblee pubbliche nei quartieri popolari è emersa una realtà drammatica, fatta di appartamenti fatiscenti e degrado che hanno portato alcuni compagni di Perugia Solidale a trovare nella difesa del diritto all’abitare una linea di sviluppo per la loro attività.

Si è così costituita la sezione perugina di Asia-USB che oggi oltre a proseguire il lavoro avviato mesi fa, ha fatto partire uno sportello volto a sostenere e organizzare i disoccupati e i lavoratori della città contro il carovita e contro il rincaro delle bollette, diretta conseguenza delle sanzioni imposte alla Federazione russa.

Jacopo ci spiega dunque come è nato lo sportello contro il carovita e come questo sia uno strumento per informare, promuovere l’organizzazione dal basso e propagandare lo sciopero generale indetto dai sindacati di base per il 2 dicembre e la manifestazione nazionale “Giù le armi, su i salari” prevista il 3 dicembre a Roma.

L’esperienza riportata di seguito si inserisce positivamente nel processo di difesa dei diritti e delle condizioni dei lavoratori e del resto delle masse popolari che devono organizzarsi, mobilitarsi e coordinarsi verso il cambiamento sociale profondo di cui il paese ha bisogno.

  • Tra le varie attività avete da poco avviato uno sportello contro il carovita e il carobollette. Come è nato il progetto e in cosa consiste?

Il progetto è nato dalla necessità di dare una risposta, anche per via legale, all’aumento delle bollette di gas e luce legato alla situazione geopolitica europea.

I prezzi del gas sono infatti speculativi e riflettono non i costi reali della materia prima, ma le scommesse che vengono fatte nei mercati speculativi, come quello di Amsterdam. Da sempre ci dicono che ci sono delle autorità che sono state create per evitare che vengano aumentati i prezzi senza motivo delle multinazionali, che sappiamo sono brave a svuotare le tasche della gente. Ora vogliamo vedere se AgCOM, Arera e gli altri faranno la loro parte

  • Tra le linee di sviluppo di molte organizzazioni che si pongono come avanguardia nella lotta al carovita c’è quella di sviluppare il legame con i lavoratori. Come state lavorando su questo aspetto?

Il carovita deve essere il tema per la ricostruzione del soggetto politico “popolo”, che altrimenti nella fase attuale appare difficile. Da parte nostra faremo assemblee di quartiere ma anche noi luoghi di lavoro, specialmente dove sappiamo che ci sono realtà sindacali attive e combattive. Alla fine si tratta di dire solo “basta”. E che quel “basta” sia contagioso.

  • Il 2 dicembre ci sarà lo sciopero generale dei sindacati di base in cui sono previste mobilitazioni locali, mentre il 3 dicembre ci sarà una manifestazione nazionale a Roma, si tratta di due date di lotta importanti nella lotta alle politiche di guerra che il governo Meloni continua a perseguire e al carovita. Qual è il vostro programma in quelle due giornate?

Presenza davanti ai luoghi di lavoro, nell’Università e soprattutto corteo a Roma il 3 dicembre. È un percorso che viene da lontano ma ancora è lungo. Il nostro è un territorio particolare, molto diversificato ma non vuol dire che le lotte non si possano unire.

  • Da poco si è svolto il congresso di USB. Quali sono le impressioni che hai avuto e quali sono le prospettive di lotta che sono state individuate anche con riferimento all’attività che Asia-USB porta avanti sul territorio perugino?

È stato un congresso che ha segnato la crescita dell’USB, anzitutto sul piano numerico degli iscritti. Ma anche a livello di qualità delle lotte. Sul fronte del diritto all’abitare ci sono nuove realtà molto attive, oltre alla storica realtà romana. Bologna, Palermo, Catania, Torino, Milano. Ma anche realtà non Metropolitane come Perugia hanno avuto spazio, specialmente per la maggiore facilità di incrociare le pratiche nei territori. Sul diritto all’abitare noi ci troviamo in una situazione in peggioramento continuo. La crisi che stava nelle grandi città arriva anche da noi e occorre preparaci a resistere, su ogni fronte. Lo Sportello è un momento di incontro con le esigenze, ma da lì occorre passare all’organizzazione e all’azione.

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