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Unità! 

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Novembre 14, 2022
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Durante la manifestazione di sabato 5 novembre a Roma “Cessate il fuoco subito, negoziato per la Pace! Mettiamo al bando le armi nucleari. Solidarietà con il popolo ucraino e con le vittime di tutte le guerre” abbiamo raccolto le interviste di Fabio Massimo Vernillo – segretario regionale del Lazio del Partito Comunista e esponente di Italia Sovrana e Popolare (ISP) – e di Matteo Prencipe – segretario provinciale di Rifondazione Comunista Milano e esponente di Unione Popolare (UP). 

https://youtube.com/playlist?list=PLOUDl5SzuuwEG_gsLjXNCaUkJoygKm34-
https://www.youtube.com/watch?v=39qsRx4dB84

Il fatto che entrambi gli schieramenti, ISP e UP, fossero presenti nella piazza (se pur ISP a margine del corteo) è la manifestazione che oggettivamente chi vuole fare gli interessi delle masse popolari è portato a stare dalla stessa parte e a sostenere le stesse giuste battaglie. È portato cioè a contrapporsi alle politiche lacrime e sangue dei partiti delle Larghe Intese. Questo è vero anche per la manifestazione di sabato 5 novembre a Roma, perché – al netto del fatto che alla testa della mobilitazione de 5 novembre abbia provato a mettersi il PD con le sue organizzazioni tentacolari – in quella piazza c’era ben oltre il PD. 

Partendo da questo dato di fatto, che le interviste confermano, bisogna fare un passo ulteriore. E il punto adesso è fare un bilancio serio di quanto fatto e non fatto nella scorsa campagna elettorale.

Compagni, non farlo significa ripercorrere gli stessi errori già fatti e questo non porta “solo” a non riuscire a operare per fare gli interessi di operai e masse popolari, molto peggio, porta a danneggiare operai e masse popolari, a fomentare divisioni e sfiducia! 

Alcuni dei limiti del bilancio che viene tratto della campagna elettorale emergono già nelle interviste: sostenere che il motivo per cui non si è costruita l’unità sta nella mancata volontà delle altre organizzazioni significa non ragionare approfonditamente su come si costruisce l’unità e su quali sono i passi per costruirla. Su quali passi vanno fatti davvero e in maniera diversa da come si sono fatti in passato. 

Allo stesso modo la campagna elettorale, per come è stata condotta, va analizzata e criticata perché bisogna cambiare nettamente rotta. Le campagne elettorali di entrambe le organizzazioni sono state condotte alla ricerca di comparsate e del convincimento delle masse popolari sulle buone intenzioni. Questo perché i programmi sono rimasti buone intenzioni e non si sono trasformati in fatti. Esempi di fatti sono stati i volantinaggi davanti alle fabbriche e anche l’ispezione fatta alla base militare di Ghedi, ma son stati eventi del tutto sporadici e non sufficienti. 

Adesso e per i prossimi mesi bisogna dare contenuto alla forte opposizione di piazza e di territorio (fare politica sui territori) che si promette per non lasciare anche questa alle buone intenzioni. 

Il contenuto ordinario delle attività svolte da tutte le forze che si oppongono alle politiche delle Larghe Intese è farsi promotori dell’opposizione operaia e popolare! Non farsi sponda politica in attesa di rientrare in parlamento ma mettersi con dedizione a lavorare perché le organizzazioni operaie e popolari esistenti facciano quello che sta facendo il Collettivo di Fabbrica della ex-Gkn (qui una sintesi efficace dell’importanza del lavoro che sta svolgendo), che si mettano tutte a farlo sul proprio territorio e a livello nazionale e perché ne nascano altri 1000 di organismi simili. Quindi lavorare perché si costituisca davvero una classe dirigente che può prendere in mano le sorti del paese a partire dai problemi più urgenti e necessari. Fermare la guerra non può che partire e imporsi dagli operai che boicottano l’invio di armi, da quelli che organizzano presidi e ispezioni nelle basi militari, da chi si oppone all’ampliamento e alla realizzazioni di opere dannose e inutili. Così come fermare il carovita non può che partire dalle masse popolari che si organizzano per non pagarle o per ridurre gli importi! 

A tutte le liste che si oppongono davvero alle Larghe Intese sta organizzarli per farlo, rafforzare gli organismi esistenti, sostenerli e farli coordinare su scala nazionale. Questo è il primo terreno su cui sviluppare adesso quell’unità d’azione che non si è sviluppata in campagna elettorale per colpa di personalismi e della difesa degli orticelli portata avanti dai capi politici. I militanti di ognuna di queste liste, ISP e UP in particolar modo, devono far accadere ciò che i capi impediscono se non fanno un serio bilancio di quanto fatto fin qui. 

Ribadiamo ancora che la via attraverso cui farlo è promuovere il dibattito interno alle proprie organizzazioni e proporre assemblee o incontri pubblici dei diversi capi politici. A fianco a questo i militanti dei diversi territori devono portare avanti attività unitarie sulle questioni più urgenti per le masse popolari per costruire dalla base l’unità d’azione. 

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