[Bologna] Organizzarsi e coordinarsi dal basso contro il carovita: intervista al Molino Urbano di Bologna

Abbiamo intervistato Oberdan Cappa, gestore del “Panificio Molino Urbano” di Bologna: mercoledì 19 ottobre Oberdan, per protestare contro le bollette insostenibili che gli sono arrivate, ha inscenato una sorta di sciopero al contrario. Ha deciso di regalare il pane a chi lo volesse e a chi ne avesse la necessità, diventando così, nel solco della campagna Noi Non Paghiamo, un primo “presidio” per l’intero quartiere e stimolando al contempo la tessitura di una rete solidale dal basso.

L’esperienza di Oberdan dà visibilità alla situazione dei piccoli esercenti (aggravata dalla crisi generale del capitalismo che si manifesta in guerra, in rialzo del costo delle materie prime, in speculazione sull’energia, eccetera) e deve essere di sprone per tutti, sia quelli che come lui hanno deciso di mobilitarsi per far fronte a una situazione insostenibile sia quelli che ancora non sanno cosa fare. Le strade dei quartieri delle nostre città sono sempre più un susseguirsi di vetrine vuote e saracinesche abbassate: l’esperienza di Oberdan dà forza e coraggio per invertire la rotta. La soluzione sta nell’organizzazione in ogni dove e nel coordinamento tra settori, dal basso!
Come scriviamo nel numero 10 di Resistenza:
“Per valorizzarla e dare seguito a quanto finora si è fatto e costruito [nell’abito del movimento per il carovita], nel prossimo periodo occorre:

  1. riprendere ed estendere le iniziative di lotta, non dare respiro alle istituzioni e governi della classe dominante;
  2. collegare tra loro le varie iniziative e fare fronte unito al di là delle differenti appartenenze politiche e/o sindacali. Le masse popolari possono farla finita con chi le affama e specula, ma devono marciare unite contro il nemico comune: la comunità internazionale degli imperialisti e le autorità e i governi a lei asserviti. È necessario costruire un fronte unito contro il carovita che raccolga tutte le forze popolari, dagli operai agli studenti, dalle partite IVA ai piccoli imprenditori, dalle forze sindacali ai partiti antisistema, fino ai comitati di quartiere e tematici;
  3. sviluppare una rete di banchetti e sportelli contro il carovita in ogni quartiere e territorio in cui abbiamo la forza per farlo. Sportelli che propagandano le iniziative di lotta, che promuovono il ritiro della domiciliazione bancaria per il pagamento delle bollette e le campagne di autoriduzione. È questo l’aspetto decisivo per rendere capillare la campagna contro il carovita, per estenderla al grosso delle masse popolari, per passare con le autoriduzioni a imporre direttamente e dal basso le misure che le istituzioni borghesi non vogliono né possono prendere”.

Che la protesta degli esercenti (e non solo) si estenda, si elevi in organizzazione e si coordini con il resto del movimento! Il 22 ottobre tutte e tutti alla manifestazione “Convergere per insorgere”: concentramento in p.zza XX Settembre a Bologna, ore 15:00.

Buona visione: qui il video dell’intervista.

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