Il 15 maggio cade il settantottesimo anniversario della Nakba. Il 15 maggio del 1948 le forze sioniste guidate da Ben Gurion autoproclamarono la costituzione dello stato d’Israele e dettero impulso, con il piano Dalet, all’espulsione della popolazione palestinese da città, villaggi e campagne. Il popolo palestinese vide le proprie case e le proprie terre requisite, villaggi e città saccheggiate e circa 800.000 palestinesi furono costretti a fuggire dalla propria patria ed espulsi dai territori autoproclamati “stato d’Israele”.
Da 78 anni il popolo palestinese resiste eroicamente all’occupazione dei criminali sionisti, oggi resiste a un genocidio dispiegato che avviene in diretta mondiale. Da 78 anni la Resistenza palestinese parla alle masse popolari e ai popoli del mondo. Insegnando loro che se c’è chi la promuove ed è deciso a vincere, la resistenza si sviluppa e vince. Quali che siano le condizioni della lotta imposte dal nemico, quale che sia la forza e la ferocia del nemico.
Alle masse popolari dei paesi imperialisti, come il nostro, ha mostrato in questi anni quanto la loro mobilitazione incide direttamente sulle condizioni in cui il popolo palestinese combatte. Scoperchiando con più chiarezza che lo Stato illegittimo d’Israele esiste solo grazie al sostegno della Comunità Internazionale degli imperialisti Usa e Ue.
L’Italia è uno dei paesi imperialisti che contribuisce all’esistenza dello Stato illegittimo d’Israele, che contribuisce quindi all’occupazione della Palestina, all’oppressione del popolo palestinese e al genocidio in corso. Ma la cosa riguarda direttamente anche le masse popolari italiane.
L’Italia è direttamente e costantemente coinvolta nell’occupazione della palestina e nel genocidio del popolo palestinese. Non solo per la riconosciuta sottomissione delle Larghe Intese e dei loro governi agli imperialisti Usa e ai sionisti, ma anche perché – manifestazione di ciò – gli agenti sionisti nel nostro paese sono diffusi e radicati nelle istituzioni, nei partiti delle Larghe intese, tra i padroni, giornalisti, affaristi, militari. Hanno interessi e ruoli apicali nell’economia del paese, nelle scuole e università, nella sanità, nella cultura e nell’informazione.
Per questo dare un nome e cognome agli agenti sionisti operanti in Italia è un primo passo per conoscerli e individuarli, uno strumento concreto per contribuire a sviluppare la lotta contro il genocidio in corso in Palestina. A questo scopo il (n)PCI nel 2024 ha pubblicato una lista, in aggiornamento, degli agenti sionisti presenti nel nostro paese.
Consulta la Lista degli agenti sionisti in Italia
Nel corso di questi anni diversi altri organismi solidali con la Palestina hanno individuato aziende ed esponenti legati mani e piedi alle politiche sioniste e le hanno bersagliate con blocchi e boicottaggi. Così come quegli organismi che nei territori si battono contro la guerra e la sua estensione hanno denunciato l’uso delle basi e installazioni italiane per le manovre sporche di Israele (tra cui gli attacchi alla Flotilla partiti lo scorso anno da Sigonella).
La denuncia pubblica degli agenti sionisti operanti in Italia, la denuncia delle loro coperture, la mappatura delle aziende che collaborano con Israele e delle strutture Usa Nato rafforzano le mobilitazioni di piazza e di massa (ecco perché le autorità giudiziarie si accaniscono con la repressione contro chi le promuove)
Per quanto ci riguarda continueremo a operare in questa direzione e a sostenere tutti quelli che lo fanno. A maggior ragione a seguito delle denunce arrivate a 9 compagni, di cui 7 del P.Carc, per il reato di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa (art. 604 del codice penale), istigazione a delinquere (art. 414), per alcuni in concorso (art. 81), con l’aggravante, fra le altre possibili, che il reato è avvenuto nel contesto di manifestazioni pubbliche (art. 339). Denunce arrivate proprio per aver indicato pubblicamente alcuni agenti sionisti nostrani.
Il più alto ed efficace contributo che le masse popolari italiane possono dare alla lotta del popolo palestinese è spezzare la catena del sostegno e della complicità fra Italia e Stato illegittimo d’Israele. Ed è una lotta che riguarda anche il nostro paese e la liberazione da criminali e guerrafondai che lo governano.
Cacciare dal nostro paese guerrafondai, agenti sionisti e complici del genocidio significa oggi convogliare tutte le iniziative e le mobilitazioni verso l’obiettivo di installare in Italia un governo partigiano della liberazione della Palestina e della pace.
Nei prossimi giorni, in occasione della ricorrenza della Nakba si terranno presidi, iniziative e manifestazioni in tutto il paese, mentre la Flotilla ha ripreso oggi la navigazione verso Gaza. Facciamo delle giornate che abbiamo di fronte tappe della lotta per fermare concretamente e a partire da qui io sionismo e i suoi agenti. Per liberare il nostro paese.
Siamo appena al 15 maggio e abbiamo davanti diverse mobilitazioni e due scioperi generali per far valere tutta la forza di chi oggi vuole fermare il genocidio in Palestina e i crimini dei sionisti verso altri paesi, come Libano e Iran. Di chi oggi vuole sottrarre il paese dalla spirale della Terza guerra mondiale.



![[Genova] Solidarietà a tutti gli indagati e denunciati. Contro la repressione passare al contrattacco!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/02/corteo-22-settembre-gaza-941100.jpeg?fit=1024%2C577&ssl=1)

