Mattarella bis: nauseabondo teatrino della politica borghese

La rielezione di Mattarella al Quirinale è esattamente il contrario di come i media di regime l’hanno descritta: non è una manifestazione di stabilità politica. È il tentativo dei vertici della Repubblica Pontificia di tenere in piedi un sistema politico, quello delle Larghe Intese, avviluppato in uno stallo di lungo periodo, una crisi politica che può avere soluzione solo con una rottura.

Le Larghe Intese sono prigioniere delle regole e delle leggi della democrazia borghese. Ogni volta che sono costrette a passare da una qualche consultazione elettorale, le manifestazioni del distacco e dell’insofferenza delle masse popolari aumentano.

Giorgio Napolitano è stato il Presidente della Repubblica che per conto dei vertici della Repubblica Pontificia ha dovuto gestire la situazione quando la manifestazione del distacco e dell’insofferenza per il teatrino della politica borghese ha assunto la forma del voto di protesta per il M5S.
Lo ha fatto rendendosi autore di una serie di forzature e di colpi di mano inediti nella storia repubblicana, finanche rompendo la consuetudine del limite di mandato, facendosi rieleggere nel 2013 per “gestire lo scossone” provocato dall’irruzione in parlamento del M5S.

Sergio Mattarella è il Presidente della Repubblica che ha dovuto fare i conti la vittoria del M5S alle elezioni del 2018 e con la breccia che i governi Conte (in particolare il Conte 1) avevano aperto nel sistema politico delle Larghe Intese.
È solo in ragione della progressiva sottomissione del M5S al sistema delle Larghe Intese (“l’abbraccio mortale con il PD”) che Mattarella ha potuto manovrare, per conto della UE, degli imperialisti USA e del Vaticano, per cacciare Conte dal governo e installare Draghi.

È grazie a Mattarella se il nostro paese è diventato più succube della Comunità Internazionale degli imperialisti di quanto già non lo fosse, se anche il Consiglio dei Ministri, oltre al Parlamento, è diventato camera di ratifica di decisioni prese altrove. Il “servizio” di Mattarella era concluso allo scadere del suo mandato. Ma i risultati e le prospettive della sua opera hanno alimentato la crisi politica.

Se la rielezione di Napolitano nel 2013 è stata “una tragedia”, per le liturgie del teatrino della politica borghese, la rielezione di Mattarella è una farsa. Una farsa che ha mandato in frantumi la maggioranza di governo e che alimenta la crisi in ogni partito delle Larghe Intese, accelerandone la disgregazione (è iniziato per tutti il “momento dei chiarimenti” e la resa dei conti fra correnti interne). Ma soprattutto una manovra che spinge Draghi a fare ciò che non avrebbe mai voluto fare (e nemmeno era “nei patti” che facesse): assumersi la responsabilità del suo operato.

Mattarella è chiamato a tramare e a manovrare ancora, ma in un contesto in cui le contraddizioni fra i vertici della Repubblica Pontificia sono più aperte, in cui i partiti delle Larghe Intese sono allo sbando e in cui, quali che saranno le condizioni in cui avverranno le prossime elezioni, lo scollamento fra larghe masse popolari e sistema politico è destinato ad allargarsi, la protesta a dilagare, la mobilitazione a crescere.

Tutte le forze di opposizione a Draghi e alle Larghe Intese possono – e devono – fare qualcosa di più che commentare la situazione.

La fase politica che si è aperta è simile alla precedente solo per il fatto che nel passaggio “dalla tragedia alla farsa”, i vertici della Repubblica Pontificia sono ancora, temporaneamente, al governo del paese. Ma possono essere cacciati. Le condizioni sono più favorevoli di prima e anzi, cacciarli è l’unica strada per deviare il paese dal corso disastroso delle cose su cui è stato spinto.
Tocca ai comunisti, agli organismi operai e popolari, ai movimenti, ai sinceri democratici e progressisti farla finita con il nauseabondo teatrino della politica borghese e imporre un governo di emergenza delle masse popolari organizzate.

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  1. Quanta borghese e filocapitalistica retorica nella rielezione di Mattarella. Il vaso di Pandora si stava aprendo e hanno dovuto in fretta e furia metterci un coperchio sopra. Quanta ipocrisia! Quanta falsità e non senso attoriale. Quanto vuoto e assenza di valori democratici. Insomma devono tenerci zitti e buoni. Questi brutti maiali. È ora di reagire!!! Rivoluzione!!! Adesso!!!!

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