Le elezioni amministrative del 2021 si svolgono in cinque fra le principali città italiane: Milano, Roma, Torino, Napoli e Bologna. Sono già decine i candidati che fanno appelli e tante promesse alle masse popolari per racimolare voti e consensi. Ma qual è il candidato che serve alle masse popolari?

Il primo aspetto decisivo è quello di non bersi le promesse elettorali ma sin da subito incalzare, spingere e imporre ai candidati la partecipazione, il sostegno e la promozione di azioni di lotta e iniziative che rafforzano il movimento dei comitati, delle associazioni e delle organizzazioni popolari. Bisogna fare in modo che ciascun candidato faccia sin da subito quello che promette di fare una volta eletto, mettendosi senza riserve al servizio delle masse popolari organizzate. Bisogna ribaltare il rapporto tra eletto ed elettore, rompere con la delega o con la variante di sinistra di tale delega, quella del candidato che “rappresenta” le lotte.

Quali sono queste azioni concrete? Ecco alcuni esempi:

  • organizzino sin da subito ispezioni nelle aziende per verificare le condizioni di lavoro e i dispositivi di sicurezza (ci sono tre morti al giorno sui luoghi di lavoro!);
  • organizzino ispezioni negli ospedali pubblici e nelle strutture private o nelle carceri;
  • partecipino alle manifestazioni dei lavoratori e dei commercianti;
  • facciano ricorsi contro le rappresaglie che colpiscono chi denuncia condizioni insostenibili di lavoro (vedi quanto ancora oggi accade ai danni di medici e infermieri);
  • partecipino ai picchetti contro gli sfratti (che vengono eseguiti nonostante siano formalmente sospesi);
  • diano visibilità alle azioni di autorganizzazione dei disoccupati contro il degrado urbano e gli altri mille problemi delle città e sostengano la battaglia per il pagamento di queste giornate di lavoro in tutte le forme possibili (imponendolo all’amministrazione o municipalità locale, attraverso gli espropri proletari, l’erogazione di buoni pasto, l’esenzione da imposte e tributi, ecc.).

Questo vuol dire agire al servizio e negli interessi delle masse popolari.

La parola d’ordine è: “tutto quello che afferma gli interessi delle masse popolari è legittimo anche se è illegale”.

Si tratta di azioni che mostrano nel concreto da quale parte il candidato decide di schierarsi, non per una lista, un candidato sindaco o uno schieramento, per le masse popolari.

È questo il modo migliore per evitare le “fregature” di cui sempre si parla nelle assemblee e comizi elettorali: questo o quel candidato era un parolaio, quell’altro ha tradito il mandato che aveva detto di assumere, ecc.

Il punto non è credere alle belle parole e neanche accettare che Tizio o Caio si ponga come “referente” o portavoce delle masse popolari: i candidati vanno misurati, prima e dopo le elezioni, in base alla pratica e di questa devono dare conto.

Sono questi i criteri anche per incalzare, spingere e valutare gli amministratori una volta eletti.

È in corso una guerra contro le masse popolari, servono quindi amministrazioni locali strumento di questa guerra. Quanto siano sbagliate le promesse e illusioni di fare gli interessi delle masse popolari facendo i “buoni amministratori”, negli ultimi anni abbiamo avuto decine di riprove (M5S, giunte arancioni e simili). Le amministrazioni locali che servono devono essere Amministrazioni Locali d’Emergenza.

Il secondo aspetto e campo d’azione è quello di “unire ciò che l’elettoralismo divide” e mobilitarsi per fare fronte comune e contrastare il consolidamento del governo Draghi. Per fare questo non basta che i vari candidati si dicano a parole favorevoli all’unità ma devono operare, con azioni e iniziative concrete, per rafforzare tale fronte. Questo vuol dire agire sin da subito al servizio delle masse popolari per impedire ogni manovra di Draghi e compagnia per restaurare e abolire misure come Quota 100, il reddito di cittadinanza, il taglio dei vitalizi, ecc.

Per fare questo è necessario far leva su quanti già si mobilitano (sindacati, partiti, associazioni, settori sociali, ecc.), sgombrando il campo dalle logiche concorrenziali. Le elezioni amministrative, infatti, si svolgeranno in importanti comuni, con un valore politico nazionale, e rappresenteranno una mina vagante per la compagine governativa). Per questo vanno sfruttate di modo che ogni lista – comunista o popolare – contribuisca con la sua specifica campagna elettorale al rafforzamento del fronte comune, legando la lotta al governo Draghi a quella per imporre un governo espressione delle masse popolari organizzate, il Governo di Emergenza Popolare, grazie al quale conquistare posizioni e raccogliere forze utili alla rinascita del movimento comunista e alla costruzione della rivoluzione socialista nel nostro paese.

A partire da questo orientamento possiamo rispondere alla domanda e definire alcuni criteri e passi per stabilire “qual è il candidato che serve alle masse popolari”. Abbiamo scelto filoni e battaglie che riguardano tutti i comuni del nostro paese, ma certamente ciascun territorio ha battaglie e questioni specifiche per cui mobilitarsi. Quello che serve, quindi, è un candidato che si metta senza riserve al servizio degli organismi operai e popolari e che sia:

  1. In prima linea perché nessun lavoratore venga licenziato – Partecipare e dare visibilità a tutte le mobilitazioni e lotte degli operai e dei lavoratori del territorio contro chiusure, delocalizzazioni delle aziende e lo sblocco dei licenziamenti del governo Draghi.
  2. Contro lo sblocco degli sfratti, la casa è un diritto di tutti – Schierarsi pubblicamente a sostegno di tutte le mobilitazioni contro gli attacchi che il governo Draghi sta confezionando con lo sblocco degli sfratti. 10, 100, 1000 nuove occupazioni e picchetti anti sfratto in campagna elettorale!
  3. Per una sanità pubblica, territoriale, gratuita e di qualità – Dare pubblicità e sostegno pratico a tutte le mobilitazioni dei lavoratori della sanità e dei comitati in lotta per una sanità territoriale pubblica ed efficiente. Il diritto alla salute non si tocca!
  4. Con studenti e insegnanti per rifondare la scuola pubblica – Sostenere le lotte degli studenti e degli insegnamenti per una scuola pubblica fondata sul protagonismo di chi vi studia e vi lavora!
  5. Dalla parte di chi lavora non di chi sfrutta – Dare visibilità a tutti i lavoratori che denunciano le condizioni in cui padroni e dirigenti d’azienda li costringono a lavorare. No agli obblighi di fedeltà aziendale!
  6. Al fianco di chi boicotta le guerre imperialiste – Promuovere e sostenere tutte le iniziative e le mobilitazioni di solidarietà con la Palestina e tutti i paesi oppressi dal capitalismo, a partire da quelle di boicottaggio di tutti i servi e soci della NATO, UE e dei sionisti nel nostro paese!
  7. Solidale contro ogni forma di repressione – Schierarsi in prima persona e chiamare pubblicamente alla solidarietà contro ogni attacco repressivo contro i lavoratori, i disoccupati, i sindacalisti combattivi e i comunisti. La repressione non passerà!
  8. A sostegno di ogni lotta per un lavoro utile e dignitoso – Partecipare e promuovere iniziative e mobilitazioni per imporre un lavoro utile e dignitoso per tutti i disoccupati e precari della città. Un lavoro utile e dignitoso per tutti!
  9. In lotta per un fronte anti Larghe Intese – Mobilitarsi senza se e senza ma contro il governo Draghi e i partiti delle Larghe Intese PD, Italia Viva, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e simili. Coordinarsi con tutti gli altri oppositori delle Larghe Intese e del governo Draghi!

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1 COMMENT

  1. Dubito che vi metterete con Rifondazione Comunista, sbaglio? Potete dirmi chi è il vostro candidato per Torino? Grazie.

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