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[Italia] I sionisti e la lotta nel nostro paese a sostegno del popolo palestinese

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Giugno 10, 2021
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A Foras, movimento contro l’occupazione militare della Sardegna, un movimento che denuncia l’abuso del suolo sardo perpetrato dal Ministero della Difesa e dalle autorità italiane, dalla NATO e dalle industrie belliche e ciò che ne consegue in termini di sovranità popolare, repressione, inquinamento, svela tramite un comunicato che l’esercito israeliano si addestrerà in Italia e in Sardegna tramite l’utilizzo degli spazi aerei e delle basi concesse dal governo italiano.

Fatti come questi smontano da soli l’intero baldacchino della propaganda di regime che intende mettere sullo stesso piano carnefici e vittime, ossia l’esercito israeliano e i gruppi di affari sionisti con la popolazione palestinese che resiste da oltre settant’anni al furto di terra e acqua, alla migrazione forzata imposta dalla repressione e dall’oppressione israeliana, ai bombardamenti e alla pulizia etnica. Fatti come questo dimostrano da che parte sta l’Italia e il governo Draghi, che tramite il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, uomo di fiducia delle Larghe Intese, concede all’esercito israeliano cieli e basi per poter perpetrare la guerra contro il popolo palestinese, mentre pubblicamente esponenti dei partiti delle Larghe Intese (da Letta a Salvini) parlano di risoluzioni di pace, di “cessate il fuoco”, di soluzioni pacifiche per la convivenza di Israele e Palestina. E’ la maschera dietro cui nascondono gli accordi sotto banco e l’appoggio agli interessi sionisti nel Medio Oriente. Mentre da un lato tutti i partiti di governo si riempiono la bocca rispetto a quali debbano essere le priorità del paese, alimentando il teatrino e la confusione, danno mano libera alla ripresa delle esercitazioni di guerra e alla guerra imperialista in Medio Oriente!

La lotta di resistenza del popolo palestinese deve essere uno sprone e un esempio: per dare un sostegno concreto alla loro lotta di liberazione, bisogna cacciare tutti i governi che in Italia perseguono gli interessi della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti e appoggiano le scorrerie dei sionisti, costruire un governo che intenda perseguire oltre agli interessi delle masse popolari italiane, anche la costruzione di percorsi e rapporti di solidarietà e scambio con tutti quei paesi che oggi soffrono il giogo dell’imperialismo (Cuba, Venezuela, la Palestina e tanti altri), in una comune lotta per sostenere la liberazione e l’emancipazione di tutti i popoli del mondo. Muoversi immediatamente verso questo orizzonte oggi vuol dire:

  • Organizzare ovunque presidi e iniziative di protesta e in solidarietà al popolo palestinese, per denunciare gli intenti del governo italiano di sostenere Israele nella ripresa dei bombardamenti e delle aggressioni a danno del popolo palestinese;
  • Promuovere giornate di lotta e mobilitazione (come è avvenuto il 2 giugno a Capo Teulada, in Sardegna) nei pressi di basi militari, poligoni, caserme e altri luoghi simbolo dell’oppressione militare, della promozione della guerra imperialista fino anche a promuovere azioni di intralcio alle manovre a sostegno dei sionisti da parte delle autorità italiane.

Esempi positivi in questo senso sono i portuali di Genova del CALP (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) che con la loro azione impedisce alle navi cargo di imbarcare armamenti diretti ai paesi in guerra, dando senso pratico all’articolo 11 della Costituzione Italiana (“L’Italia ripudia la guerra”), e laddove non riesce a impedire questi traffici promuove una costante opera di vigilanza e mobilitazione. Esempio positivo, sono gli stessi compagni di A Foras che per lunedì 14 giugno hanno indetto un presidio sotto il Consiglio regionale della Sardegna.

Come la classe dominante di ogni paese si stringe sotto la bandiera di Israele (e la rivoltante dimostrazione l’abbiamo avuta anche a Roma dove PD, FI, parte del M5S, Lega e FdI hanno manifestato insieme), allo stesso modo le classi oppresse di tutto il mondo, a milioni, si stringono sventolando la bandiera palestinese, simbolo di resistenza, di lotta e di riscossa. Alimentiamo la solidarietà, alimentiamo la lotta!

***

L’ESERCITO ISRAELIANO SI ADDESTRA SUI CIELI DELLA SARDEGNA DAL 6 AL 15 GIUGNO

L’annuncio arriva dall’account twitter della Israeli Defense Force. Lo squadrone Adir, che opera sui famigerati F-35, è sbarcato in Italia dove si eserciterà insieme alle aeronautiche italiana, britannica e statunitense nel quadro della Falcon Strike, cominciata ieri domenica 6 giugno e destinata a concludersi il 15.

L’esercitazione ha come base l’aeroporto di Amendola (Foggia) e si svolgerà su due teatri: il golfo di Taranto a Est e il mar Tirreno e il canale di Sardegna a Ovest. Al momento non risultano ordinanze di sgombero legate all’interdizione dello spazio terrestre e marino relativo al Poligono di Quirra, ma solo avvisi per la navigazione area che interessano fortemente la zona della base di Capo San Lorenzo.

La notizia pone due gravi problemi. In primo luogo, sono passate poche settimane dal violento attacco israeliano contro la popolazione palestinese. In questo momento, in Palestina, vige un fragile cessate il fuoco, ma non c’è una situazione di pace. Questo significa che l’Italia sta consentendo a un paese in guerra di addestrarsi nel proprio spazio aereo.

In secondo luogo, l’esercitazione costituisce un grave precedente per l’occupazione militare in Sardegna. Da qualche anno, infatti, Regione e Difesa hanno raggiunto un accordo che impone lo stop alle esercitazioni dal primo giugno sino al 30 settembre. Le esercitazioni in corso in questo momento violano palesemente questo accordo, aggravando ancora di più il peso che la comunità sarda subisce a causa dell’occupazione militare della propria terra.

Il 2 giugno abbiamo manifestato al poligono di Teulada, portando come parole d’ordine la solidarietà al popolo palestinese e il contrasto all’occupazione militare della Sardegna. Ora scopriamo che non ci sbagliavamo per niente, nel mettere insieme queste due questioni. Il miglior atto di solidarietà internazionale che il popolo sardo può compiere, in favore degli altri popoli oppressi della terra e per il proprio futuro, è contrastare con ogni forza l’occupazione militare, impedendo agli eserciti occidentali e alleati di testare sulle nostre teste le armi che porteranno distruzione nel resto del pianeta.

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