Pubblichiamo l’intervista che Giulio Chinappi, blogger ed esperto di Vietnam, con cui abbiamo approfondito in che modo il Vietnam stia affrontando la pandemia.

A partire dall’inizio del 2020 la pandemia da Covid-19 ha investito tutto il mondo. Essa ha confermato o smentito alcune “verità” da tempo proclamate sul corso delle cose. In particolare ha confermato l’analisi riguardante i primi paesi socialisti, quelli creati durante la prima ondata (1917 – 1976) della rivoluzione proletaria (socialista o di nuova democrazia) e la superiorità del socialismo.

Tutti i paesi (Cuba, Repubblica Popolare Cinese, Repubblica Socialista del Vietnam, Repubblica Democratica Popolare del Laos, Repubblica Popolare Democratica di Corea) dove in misura più o meno ampia vigono istituzioni e altri aspetti del sistema sociale creato nel corso della prima ondata, affrontano la pandemia con misure diverse da quelle adottate nei paesi imperialisti o soggetti al sistema imperialista mondiale e con migliori risultati (basta ad esempio confrontare i decessi indicati con gli oltre 100 mila decessi su circa 60 milioni di abitanti in Italia e gli oltre 545 mila decessi su circa 332 milioni di abitanti USA).

In termini generali, i risultati che questi paesi hanno ottenuto sono dovuti:

  • all’unità di interessi che lega le autorità pubbliche (statali e locali) e le masse popolari;
  • al capillare sistema di organizzazioni di massa che raccoglie una larga parte della popolazione e fa capo al partito comunista;
  • alla forte direzione pubblica di gran parte dell’attività economica del paese: settore pubblico dell’economia e pianificazione non solo orientativa (cioè tramite incentivi finanziari, fiscali e affini) ma anche amministrativa (tramite assegnazione di compiti e prescrizioni);
  • a un sistema sanitario volto alla tutela della salute della popolazione. Migliori risultati sono ottenuti anche in alcuni dei paesi che resistono alla dominazione della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti UE, USA e sionisti. La Repubblica Socialista del Vietnam (abitanti: 97.3 milioni), all’oggi, registra 2.488 contagiati, 1.920 ricoverati e 35 decessi (fonte Ministero della Salute, OMS). Le misure assunte dalle autorità e istituzioni nella lotta al virus: – tracciamento massiccio della popolazione per l’individuazione dei contagiati;
  • quarantena obbligatoria di 14 giorni per casi sospetti e/o in attesa di responso del test molecolare;
  • campagne di sensibilizzazione sul territorio nazionale improntate all’unità nazionale (“lottare contro il virus è come combattere contro l’invasore”);
  • prevenzione basata su una vasta rete di medicina territoriale di base dove alla medicina moderna si affianca quella tradizionale; trasparenza nella trasmissione dei dati alla popolazione.

Per quanto riguarda la mobilitazione popolare nella lotta alla pandemia, di particolare rilievo il ruolo di alcune organizzazioni di massa quali l’Unione delle donne vietnamite e l’Unione dei giovani comunisti Ho Chi Minh, entrambe facenti capo al Partito Comunista del Vietnam (PCV).

Il primo organismo si è occupato di:

  • donazioni in denaro per associazioni e individui poveri (contadini, disoccupati, ecc.) che affrontano la quarantena; diffusione di DPI in tutte le province del paese;
  • preparazione di pasti per le comunità più colpite dalle disuguaglianze socioeconomiche.
  • sensibilizzazione rispetto alla prevenzione nei quartieri e nelle scuole (asili, elementari, medie).

Il secondo organismo, invece, ha fornito supporto volontario a medici e personale sanitario in:

  • tracciamento dei contagi, attraverso il metodo del “porta a porta”;
  • disinfezione di quartieri interi dei grandi agglomerati urbani (Ho Chi Minh City e Hanoi soprattutto) e di piccole province;
  • installazione di apparecchiature mediche di ultima generazione negli ospedali e presidi ambulatoriali a livello nazionale; – sinergia tra produttori e rete di distribuzione alimentare;
  • affiancamento della polizia, dell’esercito e dei lavoratori della sanità pubblica da parte di studenti universitari e altri volontari nello svolgimento di test rapidi e molecolari.
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