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[Italia] Le partite IVA bloccano il paese: ristori e promesse non bastano

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Aprile 26, 2021
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Il 19 aprile è stata un’altra giornata di mobilitazione per le partite IVA del paese. Dopo quella del 12 aprile organizzata a Roma da IoApro, in Toscana i ristoratori del gruppo di associazioni legate a TNI (Tutela Nazionale Imprese) hanno organizzato il blocco dell’autostrada A1 nei pressi dell’uscita di Incisa (Firenze) in entrambe le direzioni per pretendere la riapertura delle proprie attività nel rispetto dei protocolli e nel corso del quale un manifestante, Antonio Alfieri, è stato investito senza gravi conseguenze.

Per lo stesso motivo anche sulla tangenziale di Torino all’altezza dello svincolo della Statale 24 a Collegno ristoratori e partite IVA hanno bloccato il traffico con una trentina di veicoli, sono usciti allo svincolo del Sito Interporto per poi invertire la marcia fino allo svincolo Allamano a Rivoli e proseguire la manifestazione fino a ad un autogrill.

Infine, anche in provincia di Perugia la carreggiata nord della E45 è stata bloccata al traffico per venti minuti, mobilitazione nel corso della quale è intervenuta la Digos che ha proceduto all’identificazione dei manifestanti.

Sono i ristoratori e le partite IVA ormai in ginocchio a causa della gestione della pandemia messa in atto dal governo Conte 2 prima e da quello Draghi poi. Titolari di attività la cui esistenza fino ad un anno fa era data per scontata ma su cui adesso pende una condanna a morte. Una sentenza già scritta che il governo prova ancora a mascherare promettendo ristori che per tante attività sono inaccessibili o insufficienti e continuando a propagandare un messaggio di unità nazionale per il quale “andrà tutto bene” al quale però non crede più nessuno.

Nonostante il nuovo decreto Draghi garantisca la riapertura delle attività a partire dal 26 aprile, seppur mantenendo il coprifuoco dalle 22, nei fatti molti ristoratori si troveranno costretti a non poter ripartire ugualmente perché non dotati di spazi all’aperto, requisito essenziale per poter riaprire: oltre a questo vincolo, molti altri sono i balzelli da rispettare tenendo conto anche del fatto che anche riaprendo molti di questi locali vedranno drastici cali dei propri introiti, dovuti al fatto che la gran massa della popolazione si è impoverita ancora di più rispetto a prima.

Più che un’iniezione di fiducia quella del governo sembra più un’iniezione letale per quella massa di popolazione che fino a ieri era remunerativa per questo sistema ma che oggi è destinata a scomparire, con la differenza che anziché sedare le vittime destinate al trapasso, le agita e le porta sul campo della mobilitazione per pretendere lavoro e dignità, per lottare contro le politiche di Mario Draghi e del suo governo espressione dei banchieri e finanzieri usurai della UE, garante degli interessi di questi e degli imperialisti USA, del Vaticano e della criminalità organizzata.

La battaglia dei ristoratori e delle partite IVA è la lotta degli operai delle aziende capitaliste e dei lavoratori delle aziende pubbliche, degli studenti, dei precari e per questo non deve rimanere isolata. La loro lotta non può avere un futuro se non si unisce a quella grande massa di lavoratori (da Alitalia alla Texprint, dalla Fedex/TNT all’Ilva e il resto della siderurgia, dal comparto FCA a Whirlpool ecc) per la garanzia di un lavoro dignitoso, alla massa di comitati e organismi che ogni giorno si mobilitano per impedire le speculazioni e i saccheggi dei territori a cui il Governo Draghi ha dato il mandato di operare senza indugi: dall’autorizzazione a riprendere ogni tipo di trivellazioni all’avvio dei lavori di un secondo cantiere TAV in Val Susa, alla faccia della “transizione ecologica”.

È per questo che indichiamo ai commercianti e alle partite IVA di Torino di unirsi alla resistenza e alle mobilitazioni dei No Tav contro cui il governo Draghi continua e intensifica lo schieramento di eserciti e manganelli; a quelle di Firenze di unirsi alle lotte degli operai e degli studenti oggi in corso; a quelle di Milano di unirsi alle lotte dei riders e alle Brigate Volontarie per l’Emergenza; a quelle di Napoli di legarsi alle lotte degli operai della Whirlpool, quelle dei riders e dei lavoratori dello spettacolo, a quelle portate avanti dai comitati della sanità.

Dal 25 aprile al 1 maggio commercianti, ristoratori e partite IVA devono costruire, insieme alla classe operaia e al resto delle masse popolari, 10, 100, 1000 azioni di lotta e mobilitazioni per rendere il paese ingovernabile a dimostrazione della forza di cui le masse popolari sono capaci per imporre le misure necessarie per far fronte all’emergenza economica e sanitaria.

Il nemico di tutte le masse popolari oggi ha un nome ed un cognome: Mario Draghi, il commissario che UE e Vaticano hanno imposto con l’unico obiettivo di spolpare i lavoratori, i precari, ristoratori, commercianti e i disoccupati. È necessario impedirglielo rendendo questa e le prossime settimane una tappa della riscossa contro il governo Draghi e per imporre il Governo di Emergenza Popolare che faccia uscire il paese dalla pandemia e nel frattempo adotti misure indispensabili alle masse popolari, compresi commercianti e partite IVA per farvi fronte.

La pandemia è la fase finale di una crisi di lunga durata che impone la necessità di cambiare la società.

Uniti è possibile essere parte di quella trasformazione che porterà ad abbattere il capitalismo e a costruire il socialismo, a fare dell’Italia un nuovo paese socialista.

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