Lo scorso 8 marzo l’associazione Non Una di Meno (NUDM) ha organizzato in molte piazze italiane mobilitazioni e iniziative per la Giornata Internazionale della Donna e molti sindacati di base hanno anche indetto lo sciopero. Nonostante le restrizioni, le zone gialle, arancioni o rosse, migliaia di persone hanno scioperato e manifestato, in una giornata che, ancora più degli altri anni, ha visto confluire nelle piazze non solo le donne.

Le piazze di quest’anno sono state a dir poco variegate: alle donne di NUDM si sono uniti i sindacati di base, gli studenti, i comitati locali di Priorità alla Scuola, i gruppi di lavoratrici in lotta, i comitati per la sanità e tanti altri ancora. L’8 marzo ha di fatto coagulato tutte le mobilitazioni che agitano ampi settori delle masse popolari.

Quest’anno le questioni di genere si sono legate più strettamente che in passato al tema del lavoro,  dell’istruzione, della difesa dell’ambiente e della salute delle masse popolari.

Come P.CARC abbiamo partecipato attivamente alle mobilitazioni rafforzando con il nostro intervento e la nostra propaganda la promozione della solidarietà di classe tra le donne e le lavoratrici delle masse popolari, portando la parola d’ordine dell’organizzazione per abbattere i cardini della società borghese e avanzare nella costruzione del socialismo. Solo in una società basata sul funzionamento collettivo libero dallo sfruttamento si potrà modificare radicalmente anche la condizione della donna!

Lombardia

In vista della Giornata Internazionale della Donna, la Sezione di Milano del P.CARC ha organizzato all’interno della libreria Anarres il primo incontro del ciclo di letture collettive di Rivoluzionaria Professionale, autobiografia della partigiana comunista Teresa Noce. Questo nell’ottica di parlare di emancipazione della donna, per studiare la storia del nostro paese da un punto di vista di una proletaria, donna, dirigente comunista che nella lotta di classe ha realizzato la sua emancipazione.
Per l’8 marzo, invece, la Segreteria Federale ha partecipato alle mobilitazioni cittadine che hanno visto in piazza Duomo la presenza di migliaia di persone. I compagni hanno allestito un banchetto e portato cartelli per promuovere la solidarietà alle lavoratrici in lotta, come le operaie della Whirlpool di Napoli che sono alle prese con la chiusura del loro stabilimento.
A Gratosoglio (MI), il collettivo GTA ha organizzato una lettura collettiva partendo dall’articolo pubblicato su RE03(21) sulla Giornata Internazionale della Donna. È emerso come elemento di riflessione che la chiusura delle scuole nel 2020 ha sortito l’effetto di costringere moltissime donne ad abbandonare il lavoro per accudire i figli, dato questo   confermato anche dall’ISTAT: su 101mila nuovi disoccupati nel 2020, 99mila sono donne.
Anche le sezioni di Brescia e Bergamo hanno preso parte alle manifestazioni di piazza della giornata nelle rispettive città che hanno visto una buona partecipazione soprattutto di giovani. Da segnalare a Brescia il presidio della mattina sotto la sede dell’Associazione Industriale Bresciana organizzato dall’Assemblea delle Lavoratrici e dei Lavoratori Combattivi con molti operai uomini a sostegno dei diritti delle donne lavoratrici.

Verbania

La Sezione ha partecipato alle celebrazioni promosse dall’ARCI “Casa di Alice”, un circolo la cui gestione è in mano a delle compagne e che ha ricordato per l’8 marzo la storia di alcune donne che hanno contribuito a fare la storia del territorio. Invece, il 20 marzo, la Sezione ha organizzato in piazza una presentazione del libro Rivoluzionaria Professionale: è stato un modo per parlare della Noce, ma anche per riprendere a fare attività culturali in mezzo alle persone, dato che circoli, spazi e locali sono ancora chiusi.

Toscana

Domenica 7 marzo, la Segreteria Federale ha organizzato a Firenze un pranzo sociale e proiezione del film Miss Marx, sia per celebrare la Giornata Internazionale della Donna approfondendo la storia del movimento femminista, sia per riprendersi spazi di socialità e aggregazione chiusi per le restrizioni anti-Covid. L’iniziativa, ristretta a pochi compagni, si è svolta, infatti, all’interno di un circolo ARCI, proprio per testimoniare la necessità di riappropriarsi degli spazi di aggregazione delle masse popolari che la classe dominante sta cercando di smantellare.
Anche a Firenze NUDM ha organizzato la piazza dell’8 marzo e il P.CARC ha partecipato portando i contenuti della solidarietà di classe alle lavoratrici precarie o licenziate. Quest’anno, a causa della disastrosa gestione della pandemia, si è vista nelle piazze una consapevolezza maggiore: per risolvere la contraddizione di genere, per mettere mano alla doppia oppressione (di genere e di classe) delle donne delle masse popolari, è necessario intervenire sugli aspetti connessi principalmente all’appartenenza di classe. I partecipanti erano in prevalenza giovani e studenti, ma soprattutto c’erano tante donne lavoratrici. Da segnalare l’intervento di una compagna che ha ricordato la strage nel carcere di Modena avvenuta proprio l’8 marzo dell’anno scorso (vedi articolo).
A Prato, la Sezione ha aderito a un coordinamento di forze cittadine composto dalle lavoratrici FISAC CGIL-MPS, Assemblea sulla stessa Barca, Collettivo Queer Riot, Priorità alla Scuola, Rete degli Studenti Medi, Rifondazione Comunista, Toscana a Sinistra e Giovani Democratici. Il coordinamento ha promosso per l’8 marzo mobilitazioni in punti diversi della città. La mattina, dopo un presidio alla stazione, si è spostato davanti all’ospedale per portare la solidarietà alle lavoratrici della sanità e sostenerle nella lotta contro il vincolo di fedeltà aziendale che impedisce di denunciare l’inadeguatezza/mancanza dei DPI e condizioni di lavoro che mettono a rischio la salute di tutti gli operatori sanitari e dei malati. Nel corso della giornata si è svolto anche un presidio davanti alla biblioteca comunale per denunciare la necessità di riaprire in sicurezza scuole e luoghi di aggregazione e studio ormai sostituiti dalla didattica a distanza.

Roma

I compagni della Sezione hanno organizzato un’iniziativa pubblica sulle conquiste delle donne in Unione Sovietica, concentrandosi sui temi del lavoro e della salute. Oggi, infatti, molte donne sono state costrette a rinunciare al proprio posto di lavoro per accudire figli o altri familiari, a subire le conseguenze di contratti sempre più precari, per non parlare del fatto che sono stati sospesi i programmi di prevenzione e screening, interrotti gli accessi nelle strutture sanitarie per garantire le interruzioni di gravidanza mentre sono aumentate le violenze domestiche a seguito del confinamento a casa. La particolarità del dibattito è stata che i partecipanti erano quasi tutti uomini, a ulteriore riprova del fatto che la questione dell’emancipazione delle donne è cosa che riguarda e interessa tutte le masse popolari al di là del genere. Molti gli interventi, tutti più o meno concordi sul fatto che una vera liberazione delle donne può passare solo dalla lotta contro questo sistema che genera le disuguaglianze innanzitutto di classe e secondariamente di genere. È solo partecipando alla costruzione di una società nuova che le donne delle masse popolari potranno veramente conquistare i diritti che oggi sono loro negati.

Napoli

I compagni della Segreteria Federale hanno partecipato insieme al Comitato No alla chiusura dell’Ospedale San Gennaro, al presidio indetto dal SI Cobas per l’8 marzo sotto la sede della Regione. Al presidio erano presenti un centinaio di persone, tra cui compagni di ISKRA, della Mensa Occupata, i Disoccupati 7 Novembre, lavoratori dello spettacolo e riders. Anche in questo caso il tema centrale della mobilitazione è stato quello del lavoro e il presidio si è poi trasformato nel blocco stradale del lungomare andato avanti fino a quando i manifestanti, che chiedevano a gran voce un tavolo regionale per il lavoro, non sono stati ricevuti dalle istituzioni.

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