Nella giornata di oggi in tutta Italia si terranno presidi e azioni di lotta per la giornata europea di liberalizzazione dei vaccini. La mobilitazione è frutto e si inserisce nell’emergenza sanitaria in corso. Nei paesi imperialisti non ci sono vaccini sufficienti per tutta la popolazione e la loro produzione, distribuzione e somministrazione è diventata ambito di speculazioni di ogni tipo. Le grandi case farmaceutiche, che detengono i brevetti, si preoccupano principalmente di vendere al miglior offerente il loro prodotto.

In virtù degli “accordi” cui si è piegata, l’Italia ha ricevuto, ad oggi, un numero limitato di vaccini, solo della tipologia decisa dalla UE (per ora Pfizer/Biontech) e al prezzo da essa deciso. In questo quadro il governo Draghi punterà a proseguire e favorire la cricca dei malavitosi delle aziende farmaceutiche e alla banda di funzionari delle autorità economiche comunitarie. Solo l’organizzazione e la mobilitazione delle masse popolari può invertire questa tendenza e imporre una politica sanitaria che vada negli interessi della maggioranza della popolazione. Questo perché la questione vaccini non è una questione “principalmente etica” o “esclusivamente medico-sanitaria”: è una questione politica, un campo della lotta di classe.

Proprio in queste settimane da Cuba è arrivata la dimostrazione – l’ennesima – della superiorità del socialismo (e dei suoi lasciti in paesi socialisti della prima ondata come Cuba), un sistema basato sulle aziende pubbliche e sulla cooperazione anziché sull’impresa individuale, il profitto e la concorrenza. Le aziende farmaceutiche cubane – pubbliche – hanno avviato la sperimentazione di 4 vaccini anti Covid-19 e uno di essi, il Soberana 2, mentre scriviamo, è prossimo a entrare nella terza e ultima fase di sperimentazione (la somministrazione su 150 mila volontari cubani e 50 mila iraniani) e inizierà ad essere prodotto su vasta scala e diffuso, anche fuori da Cuba. La produzione nel 2021 è prevista in 100 milioni di dosi.

Per fermare la pandemia occorre organizzarsi e mobilitarsi per fare fronte comune contro le politiche antipopolari del governo Draghi per:

– avviare costruttivi rapporti di collaborazione con quei paesi come Cuba e Cina che hanno dimostrato al mondo di saper fronteggiare efficacemente la pandemia e che mettono i loro vaccini a disposizione,

– incentivare e garantire sull’intero processo di progettazione, distribuzione e impiego dei vaccini un controllo “dal basso” attraverso la collettivizzazione dei dati e la partecipazione attiva di organizzazioni popolari che già oggi sono disponibili a mettere le loro capacità e professionalità a disposizione,

– abolire i brevetti e i diritti di proprietà per garantire a tutti il diritto alla cura.

“I vaccini sono una grande conquista dell’umanità” dicono i vari portavoce delle multinazionali farmaceutiche, non dicono, però, che sono una conquista universalmente godibile solo se messa nelle mani delle masse popolari e utilizzate nei loro interessi.

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NESSUN PROFITTO SULLA PANDEMIA! VACCINO BENE COMUNE!

GIOVEDÌ 11 MARZO GIORNATA EUROPEA DI MOBILITAZIONE

Oggi, 11 marzo, è un anno dalla dichiarazione di Pandemia Globale, ma il virus è ancora diffusissimo. Per batterlo, serve garantire a tutti e tutte l’accesso ai farmaci e al vaccino anti-Covid, senza distinzioni geografiche o di categoria!

L’attuale produzione non basta! Questi rimedi, a partire dai vaccini, sono coperti da brevetto, e dunque possono essere prodotti in via esclusiva in pochissimi stabilimenti, escludendo dalla produzione i laboratori della maggior parte del mondo, Italia compresa.

Perché? Semplice, perché in questo modo le multinazionali come Pfizer, Astra Zeneca etc. mantengono il monopolio dei vaccini, garantendosi alti tassi di profitto. Pfizer quest’anno si aspetta 12,4 miliardi di euro di profitti in più.

In questo modo però la diffusione dei vaccini procede a un ritmo troppo lento. In Italia a questo ritmo saremo tutti vaccinati nel 2023. Moderna, Pfizer/BioNTech e AstraZeneca, nel 2021 produrranno vaccini per appena 1,5% della popolazione mondiale. Nei pasi più poveri la vaccinazione potrebbe essere completata solo tra 7 anni, ma il virus, si sa, non conosce frontiere.

Dobbiamo sconfiggere il virus nello stesso momento e ovunque. Per questo occorre aumentare la capacità produttiva dei farmaci e dei vaccini, e farlo subito.

‍India e Sudafrica hanno richiesto all’Organizzazione Mondiale del Commercio la sospensione dei trattati sulla proprietà intellettuale per poter riprodurre il vaccino ovunque. Hanno raccolto consensi tra 100 paesi, ma i paesi ricchi, Stati Uniti, Unione Europea e Giappone si oppongono. Il nostro Paese si oppone.

Eppure è assurdo che un vaccino prodotto attraverso ricerche pubbliche, con finanziamenti pubblici, sia bloccato da un brevetto privato. Infatti gli Stati, con le nostre tasse, hanno finanziato la ricerca pubblica di questi vaccini, sia attraverso finanziamenti diretti, sia attraverso start-up nate sulla base di ricerche pubbliche.

Nei fatti il vaccino lo abbiamo pagato tre volte: finanziando la ricerca; stipulando contratti con le multinazionali; accettando di pagare eventuali malfunzionamenti.

I nostri governi sono stati in grado di imporci limitazioni delle libertà senza precedenti, ma di fronte a un pugno di ricchi imprenditori si sono inginocchiati: i contratti stipulati dalla Commissione europea, oltre ad essere poco trasparenti sui prezzi e sulle sanzioni nei confronti delle multinazionali, sono uno schiaffo a tutti i cittadini europei.

È ora di cambiare per il bene di tutti. Firma anche tu l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) per sbloccare i brevetti sui vaccini e sui farmaci. A questo link (https://noprofitonpandemic.eu/it/) oppure direttamente l’11 marzo!

L’11 MARZO siamo in piazza qui in Italia e in centinaia di città in tutta Europa per dire che la vita dei nostri popoli conta e deve contare più dei profitti delle aziende di Big Pharma!

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