Sempre più il governo fa riferimento al commissariamento della sanità in diverse regioni del paese.

La gestione criminale e speculativa della sanità nelle diverse regioni, pur con proprie specificità, è il frutto di una gestione dell’intera società da parte della classe dominate incompatibile con il benessere collettivo.

Nell’ambito dei balletti per commissariamenti e scelta dei commissari la spinta alla nomina di Gino strada come commissario per la Calabria ha squarciato il velo del teatrino. Una proposta che è arrivata da parlamentari, senatori e consiglieri del Movimento 5 Stelle, ma una proposta che viene da molto più lontano. Viene infatti dal lavoro che Emergency ha svolto in Calabria come in Lombardia e in altre regioni d’Italia durante la prima ondata di pandemia. Dal lavoro di medici e infermieri che in coordinamento con le Brigate di Solidarietà hanno prontamente individuato le misure necessarie a far fronte all’emergenza sanitaria e si sono adoperati per metterle in atto. Dal lavoro che ancora oggi proseguono, mettendo a disposizione le proprie competenze per formare sempre più le Brigate di Solidarietà a far fronte alle misure sanitarie per il tracciamento, l’orientamento e il sostegno delle masse popolari (è di alcune settimane fa l’organizzazione della formazione dedicata alle BdS in Lombardia).

La proposta e la spinta per la nomina di Gino Strada a commissario della sanità viene da tutto questo e va lontano, aprendo a una via.

È la via che le masse popolari in parte hanno già iniziato a percorrere e di cui questi sono i primi frutti, è la via che è necessario percorrere per fronteggiare l’emergenza. Commissariare le giunte, controllare direttamente speculazioni e mercificazione della sanità, individuando e imponendo i propri uomini e le proprie donne di fiducia è necessario e urgente. Questo è il processo in atto in Lombardia con il commissariamento popolare della giunta criminale Fontana-Gallera, questo è il contenuto dell’attività della Consulta Popolare salute e sanità di Napoli, organismo popolare a cui sono già stati riconosciuti poteri di controllo dall’amministrazione locale, questo è il processo che si è innescato anche in Calabria con la costituzione di un coordinamento per il controllo rispetto alle scelte operate dalla gestione commissariale della sanità calabrese.

Questi sono alcuni degli esempi di sbocco delle mobilitazioni territoriali di personale sanitario e utenti, di comitati in difesa della salute pubblica e delle Brigate di Solidarietà che da mesi gestiscono l’emergenza sanitaria; queste sono, in embrione, le istituzioni che le masse popolari stanno costituendo dal basso in ogni territorio e che possono contendere alle istituzioni borghesi la gestione della sanità.

La proposta per la nomina di Strada dimostra che la nomina di un uomo o una donna di fiducia delle masse popolari, imposta dal basso e raccolta dagli eletti apre concretamente la strada alla conquista di terreno su questo campo; apre la strada alla gestione di parti di governo del territorio, tramite le amministrazioni locali, sotto il controllo delle masse popolari e tramite nomine da queste scelte e imposte. Alla costituzione pezzo dopo pezzo, quindi, di amministrazioni che rispondano agli interessi della collettività e che agiscano con misure d’emergenza individuate proprio dalle masse popolari; amministrazioni che si costituiranno a macchia di leopardo su spinta della prima esperienza. Per questo i Gratteri e Sperlì di turno si sperticano a denigrare la possibilità di nominare Gino Strada, per questo le loro crisi di panico appena si è aperta la possibilità della nomina e questa ha raccolto il consenso e la mobilitazione di lavoratori e utenti calabresi.

Auspicabile ma difficile? L’esempio di Gino Strada dimostra il contrario! Già la sola proposta sul territorio calabrese ha aperto a mobilitazioni superiori. Nei giorni successivi i comitati in difesa della sanità preesistenti si sono rafforzati, di nuovi ne sono nati e sono oggi in mobilitazione per la sua nomina; si è costituito il coordinamento per il controllo dal basso del commissariamento e della sanità di cui sopra. Queste mobilitazioni hanno spinto anche 400 sindaci a fare altrettanto e andare sotto Montecitorio per essere coinvolti nel tavolo di commissariamento della sanità.

La vicenda dimostra chiaramente che l’organizzazione dei comitati per la sanità, assieme alle Brigate di Solidarietà sul territorio nazionale ha spinto concretamente alcuni degli eletti del M5S a imboccare nuovamente la strada degli interessi delle masse popolari e ad agire conseguentemente. Dimostra anche che queste possono condurre ad agire congiuntamente diversi partiti e organismi (dai 5 Stelle a Emergency passando per partiti come PaP, PRC,PC ecc.) mettendo al centro gli interessi della collettività e le misure necessarie. Dimostra quindi ancora una volta la natura del governo Conte due, proprio per la presenza del M5S, e le superiori possibilità per le masse popolari di utilizzare a proprio vantaggio contraddizioni, fessure e appigli che si aprono. Dimostra in ultimo che questo è un processo che avviene per salti che immediatamente ne aprono ad altri e superiori, e che in questo modo si procede verso la costituzione di amministrazioni di emergenza.

La via da percorrere è quella intrapresa. Lavoratori, utenti e comitati devono combattere per individuare e attuare le misure necessarie, per imporle e per commissariare e cacciare speculatori e affaristi che fanno profitto sulla loro pelle e su quella dei loro cari! Mille comitati e brigate simili fioriscano per proseguire la battaglia per imporre propri uomini e donne di fiducia e muovere gli eletti concretamente in questa direzione. Per una gestione della sanità in linea con gli interessi collettivi le masse popolari devono porsi il problema del governo dei territori e del paese; possono e devono puntare a governare!

 

 

 

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