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[Toscana] Ancora tagli alla sanità pubblica nel pieno dell’emergenza!

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Novembre 20, 2020
in Federazione Toscana
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È di qualche giorno fa l’uscita dell’ordinanza regionale n. 107 che prevede, tra le altre cose, la riduzione della continuità assistenziale notturna, la cosiddetta guardia medica. Infatti la “sperimentazione” consiste nel limitare l’assistenza notturna (dalla mezzanotte alle 8) alle sole telefonate, senza possibilità di fare visite ai pazienti. La motivazione è che il personale della guardia medica deve essere dirottato sull’assistenza diurna, fondamentalmente perché c’è una grave carenza di medici.

Tutto questo nel bel mezzo di una pandemia mondiale e di uno stato di emergenza sanitaria: i servizi pubblici, a partire da quelli sanitari, devono essere ampliati, non ridotti! Nella nostra regione da anni è in atto lo smantellamento del sistema sanitario pubblico e con l’arrivo del Covid-19 ricevere cure adeguate per le masse popolari è diventata un’impresa. Dalla difficoltà di farsi fare i tamponi, a quella di avere una diagnosi e sapere come comportarsi, a quella di doversi curare per le mille altre malattie e necessità che non sono legate al Covid, i cittadini pagano il prezzo di decenni di attacco al diritto alla salute su tutti i fronti.

Limitare, soprattutto in questo momento, un servizio essenziale come quello della Guardia Medica porterà inevitabilmente a un peggioramento delle condizioni di vita delle masse popolari, sempre più abbandonate a sé stesse, che saranno costrette a rivolgersi al 118 e ai Pronto Soccorso, già intasati a causa della mancanza di personale, di strutture adeguate e di prevenzione. Per non parlare dei lavoratori della sanità, stremati da mesi di guerra più che contro il virus contro le carenze del SSN.

Purtroppo questa è solo l’ultima delle tante misure criminali che la classe dominante a vari livelli ha preso: la confusione è totale, ma a fare le spese di queste “riorganizzazioni” dettate da interessi economici e giochi politici sono sempre e solo le masse popolari e i lavoratori. Negli ultimi mesi abbiamo visto migliaia di persone morire per malattie curabili (Covid ma anche tutte le altre che sono state trascurate), ricattate e costrette a lavorare senza le minime condizioni di sicurezza, molti con problemi psicologici dovuti alla situazione o da essa aggravati. Ma questo non ferma la classe dominante, costretta sempre in un modo o nell’altro a valorizzare il suo capitale, e allora si taglia di qui, si mette una pezza di qua e speriamo di cavarcela. Ma se siamo in una situazione di emergenza servono misure d’emergenza!

Le istituzioni borghesi non sono minimamente in grado di porre rimedio alla situazione, men che meno di garantire il diritto alla salute delle masse popolari. Dopo la prima ondata del virus in cui è emerso con evidenza lo stato disastroso del nostro SSN, in estate non è stato fatto assolutamente niente per rimediare: niente assunzioni, niente aumento di posti letto e reparti, niente prevenzione, nessun ampliamento dei servizi. E adesso siamo in questa situazione, peggiore di quella della scorsa primavera.

Ma una cosa è emersa con forza e si sta sempre di più sedimentando nella coscienza delle masse popolari. Se non possiamo effettivamente aspettarci niente di buono da chi ci governa, l’unica forza che invece può nella pratica gestire l’emergenza e pensare anche al “dopo”, sono le masse popolari stesse.

Già durante il primo lockdown lo abbiamo visto. Parlando di sanità, l’unico motivo per cui non è andato tutto a catafascio è l’abnegazione del personale medico che ha lavorato pur essendo stato mandato allo sbaraglio, che a volte ha denunciato e fatto venire allo scoperto situazioni critiche (disobbedendo all’infame vincolo di fedeltà aziendale), che si è messo a disposizione anche per il supporto psicologico e talvolta medico alle tante persone che ne avevano bisogno, anche oltre il loro orario di lavoro.

Quello che serve adesso è prendere in mano con risolutezza le sorti della sanità toscana e nazionale:

– servono assunzioni immediate di personale medico e ospedaliero e la requisizione senza indennizzo di strutture e personale delle cliniche private (spesso in mano alla Chiesa): la stessa Costituzione con cui Giani&Co si sciacquano la bocca spesso e volentieri lo prevede!

– bisogna che il personale medico denunci sempre più, in forma anonima e non, quello che succede davvero all’interno degli ospedali, non possiamo essere complici di chi ci manda a morire e ci dice pure che dobbiamo farlo stando zitti, è un’azione di controllo dei lavoratori fondamentale per prevenire nuovi disastri!

– dobbiamo moltiplicare i Comitati di Salute Pubblica su tutti i territori e le Brigate Mediche di Solidarietà come quella di Quarto (NA). Sono ancora piccoli ma preziosi esempi che dimostrano che, davanti alla distruzione portata avanti dalla classe dominante, le masse popolari possono organizzarsi e prendere in mano il loro destino, cominciando praticamente a prendersi cura in sicurezza della propria salute senza aspettare “aiuti” che non arrivano e non arriveranno.

Lavoratori, studenti, pazienti e famiglie sono dalla stessa parte della barricata. Mobilitiamoci compatti e organizziamoci per imporre le misure che servono, facciamolo senza paura perché è l’unico modo nel quale potremo uscire davvero dall’emergenza e porre le basi per un nuovo tipo di società, nella quale al centro non ci saranno gli interessi di Confindustria e dei vari capitalisti ma quelli delle masse popolari!

I criminali che ci hanno portato a questo disastro, che “grazie” alla riforma del Titolo V della Costituzione hanno in mano la Sanità, vanno cacciati dalla guida delle Regioni. I comitati popolari, le brigate di solidarietà, le organizzazioni operaie, di giovani e tematiche devono imporre persone di loro fiducia che mettano mano da subito con decreti di urgenza alla situazione: è la via più rapida e meno dolorosa per uscire da questo disastro e avanzare verso il socialismo: i dati del contagio a Cuba e in Cina mostrano qual è l’orizzonte da raggiungere!

 

Partito dei CARC, Federazione Toscana

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