Nel pieno dei lavori per gli Stati Generali la fase che sta attraversando il Movimento 5 Stelle è sempre più chiara a chi vuole vederla.

Nel 2013 e nel 2018 l’exploit del 5 Stelle non è derivato né da una strategia comunicativa efficace all’interno del teatrino della politica borghese, né dall’affidabilità e credibilità degli esponenti nel fare accordi con speculatori e affaristi di turno ma è invece derivato dalla credibilità e affidabilità nei rispetti delle masse popolari e dalla conseguente guerra che il M5S aveva dichiarato ai partiti delle Larghe Intese e al programma politico ed economico che da oltre 40 anni mettono in atto. Questo e solo questo ha permesso al M5S di radicarsi in ogni territorio, di legarsi strettamente alle masse popolari attivandole e mobilitandole in meetup, comitati e organizzazioni che individuassero problematiche e soluzioni e che mobilitassero la cittadinanza a metterle in pratica. Il sostegno da parte delle masse popolari al M5S è dato da un progressivo distacco di queste verso tutti gli altri partiti che hanno governato in precedenza (polo PD e polo Berlusconi) all’insegna delle misure di lacrime e sangue contro le masse popolari; è un distacco che cresce e crescerà al di là del M5S, anzi quanto più questo cercherà accordo con quei partiti, accetterà la sottomissione alla UE, agli USA, alle banche e ai poteri forti, tanto più verrà spazzato via. Che le masse supportino il Movimento fin tanto che va nella direzione che loro indicano è evidente dal risultato del referendum sul taglio dei parlamentari, come è evidente all’opposto il distacco in campo elettorale se prevale la sottomissione ai gruppi di potere e ai comitati d’affari di ricchi e speculatori. La storia sono le masse popolari a farla e il Movimento adesso deve scegliere da che parte stare e che fine fare.

Gli Stati Generali sono l’occasione perché tutti coloro i quali vogliono che il Movimento torni a riprendere quella direzione impongano l’inversione di rotta mettendo in campo il possibile per riprendere il cammino. Le proposte in tal senso non devono rimanere programmi e buoni propositi velleitari, posti in attesa di un’approvazione che non arriverà da parte di quelli che hanno promosso la sottomissione alle Larghe Intese, ma devono essere ambito di battaglia e di terreno conquistato centimetro per centimetro. Per risalire la china e riprendere il legame con i lavoratori italiani, i disoccupati, le partite iva e tutti coloro che pagano la crisi in prima persona, non c’è altra via che agire nei loro interessi.

Agire nei loro interessi significa ad esempio sostenere con ogni mezzo la battaglia degli operai della Whirlpool di Napoli, che si inserisce a pieno titolo nella più ampia battaglia per la per la difesa dell’apparato produttivo del paese. Significa quindi dare gambe concretamente alla gestione centralizzata da parte dello Stato della produzione, così come di pezzi di infrastrutture e servizi nazionali (vedi ad esempio Autostrade!)

Significa che è dalle organizzazioni di lavoratori all’interno delle aziende – come appunto quella della Whirlpool di Napoli o quelle in cui lavorano gli operai metalmeccanici che hanno scioperato il 5 novembre scorso in tutta Italia – dalle organizzazioni di lavoratori e utenti della sanità che su ogni territorio combattono per difendere e rimettere in piedi pezzi di sanità pubblica, dai comitati di insegnanti genitori e studenti che si battono per il diritto all’istruzione e a un lavoro dignitoso, da tutti i commercianti, ristoratori, autonomi e partite iva che in queste settimane si sono mobilitati che devono venire le proposte di legge di iniziativa popolare per rimettere in piedi il paese e far fronte agli effetti della crisi da Covid.

Significa sostenere senza se e senza ma i comitati che si battono contro le grandi opere e in difesa dell’ambiente; significa solidarizzare e mettere in campo tutto quanto possibile per la difesa dei militanti NO TAV attaccati dalla repressione. Significa legare alla battaglia contro le grandi opere quella per le necessarie piccole opere di manutenzione e risanamento e legare a questa la difesa del Reddito di Cittadinanza per la creazione di posti di lavoro utili e dignitosi.

Questa è la via non solo perché il M5S risalga la china e riprenda il ruolo positivo che ha avuto, ma è la via per iniziare a far fronte agli effetti della crisi in corso territorio per territorio.

Gli attivisti e gli eletti del 5 Stelle che vogliono percorrere questa strada non possono più farsi illusioni, è arrivato il momento di tirare un bilancio netto. Nessuno attuerà queste misure se non loro direttamente appoggiandosi e facendosi forza sulle masse popolari.

Sono proprio gli attivisti a poter far andare il movimento in quella direzione, loro sono la forza del 5 stelle e loro possono esserne il cambiamento. Le decisioni prese nelle stanze dei palazzi o tra chi degli eletti è fautore della linea della sottomissione a PD, al polo Berlusconi o alla Lega si possono sovvertire e farle rimanere su carta se la base del 5 Stelle non le rispetta e si mobilita attivamente su ogni territorio.

Se si mobilitano cioè per partecipare ai presidi, per supportare attivamente le lotte delle Organizzazioni Operaie e delle Organizzazioni Popolari. Se ad esempio gli attivisti dei meetup di Napoli si stringeranno attorno agli operai della Whirlpool, se parteciperanno alla loro lotta, li sosterranno e faranno pressione su tutti gli eletti, a ogni livello, con cui sono in contatto per far usare loro ruoli e poteri a fare la stessa cosa. Se li spingeranno a intraprendere la via della battaglia per la nazionalizzazione delle produzioni strategiche ed essenziali. Se gli attivisti in ogni territorio si organizzeranno in comitati in difesa della sanità pubblica, si legheranno a quelli esistenti e si coordineranno con i lavoratori della sanità nella loro battaglia per un lavoro dignitoso e contro la repressione aziendale. Se allo stesso modo si legheranno ai comitati nati in difesa della scuola pubblica e per mantenerla aperta. Se supporteranno e parteciperanno a sostegno delle Brigate di Solidarietà che si stanno facendo sempre più carico di parti di gestione della sanità in termini di prevenzione e informazioni, ma anche di tracciamento del virus. Alle Brigate devono essere dati strumenti e agibilità e gli attivisti hanno un ruolo fondamentale nel supporto e nello spingere gli eletti a fornirli.

Allo stesso modo quelli che tra tutti gli eletti e tra chi ha cariche di responsabilità vogliono riportare il 5 stelle al suo legame con le masse popolari e al ruolo di rottura assunto in passato non solo deve essere presenti in tutti questi ambiti e contesti, ma devono agire negli interessi di comitati, organizzazioni di lavoratori e Brigate di Solidarietà mettendo al loro servizio gli strumenti e i ruoli che hanno. Devono supportare tutti gli attivisti e i meetup che intraprendono quella strada e non attendere un nulla osta. La riattivazione dei meetup non si decide a un tavolo, ma deve essere fomentata e supportata con ogni mezzo e in ogni occasione che vada negli interessi delle masse per trovare soluzioni alla crisi. Nella misura in cui il M5S riguadagnerà il supporto delle masse popolari non ci sarà maggioranza di governo che tenga, avrà dalle masse il sostegno per attuare tutte le misure necessarie, anche se in minoranza all’interno del Parlamento. L’esperienza di questi anni deve fornire questo insegnamento, le misure necessarie possono passare a colpi di decreto, ma possono passare ed essere realmente attuate solo se le masse popolari fuori dal Parlamento sono mobilitate attivamente per il sostegno ai decreti e per la loro attuazione sui territori.

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