Venerdì 23 ottobre è stata una giornata di mobilitazione e lotta per i lavoratori del nostro paese. Lo sciopero generale indetto dalla CUB si è intrecciato con i presidi e i picchetti per il rinnovo del contratto nazionale della logistica, promossi da SI COBAS e ADL COBAS.

Lo sciopero generale era stato proclamato a luglio e a settembre la CUB aveva anche diffuso un articolato documento sulle misure necessarie per far fronte alla pandemia e alla crisi generale in corso.
Anche se lo sciopero non ha visto una partecipazione massiccia, aver mantenuto questo appuntamento di lotta in una fase come quella attuale è sicuramente un importante segnale politico.
Inoltre, lo sciopero si è andato ad inserire in un contesto di ampi sommovimenti in campo sindacale.

Manifestazioni o presidi si sono tenuti a Torino, Varese, Bergamo, Milano, Roma e Napoli.

A Milano hanno partecipato al corteo i Comitati di Salute Pubblica degli ospedali S. Paolo e S. Carlo, a sostegno degli operatori sanitari duramente colpiti prima dal Covid-19 e poi dalla repressione aziendale per le loro denunce sulle carenti o inefficaci misure di sicurezza.
Sono scesi in piazza anche i lavoratori dello spettacolo, uno dei settori messi in ginocchio dalle misure restrittive e ad alto rischio di tracollo.

SI COBAS e ADL, invece, hanno promosso picchetti in diversi poli della logistica: ai mercati generali di Torino, a Rivalta Scrivia (AL), all’Esselunga di Pioltello (MI), all’Interporto di Bologna e alla SDA di Roma.
I due sindacati rivendicano incrementi salariali significativi e condizioni di lavoro meno pesanti.

Durante la prima fase della pandemia i lavoratori della logistica sono stati tra quelli che hanno pagato il prezzo più alto in termini di contagi e decessi per Covid-19, e inoltre, stante l’aumento degli acquisti on line, hanno pure subito un grave aumento dei carichi di lavoro.

Sempre il 23 ottobre si è tenuto uno sciopero di due ore alla GKN di Campi Bisenzio (FI) per il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici: lo sciopero articolato su due turni ha visto una significativa partecipazione di compagni e compagne venuti a dare solidarietà ai presidi organizzati davanti ai cancelli della fabbrica. Durante il presidio serale si è tenuta un’assemblea cittadina in cui ci si è confrontati non solo sul contratto, ma sulla lotta più generale per l’occupazione, il blocco dei licenziamenti e l’abolizione del precariato. I metalmeccanici della GKN hanno solidarizzato con i lavoratori della logistica in sciopero, partecipando con una delegazione al loro presidio e postando sulla loro pagina Facebook il seguente messaggio: “Crediamo nell’unità dei lavoratori, delle lotte. Crediamo che ogni avanzamento di uno diventerà presto un avanzamento di tutti. Siamo lieti di questa contemporaneità.”

 

Un fermento che fa ben presagire riguardo allo sciopero generale dei metalmeccanici del 5 novembre.
Avanziamo nella pratica dell’unità della classe operaia a prescindere dalle tessere sindacali! Rispediamo al mittente le minacce di Confindustria!

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