L’assemblea dei lavoratori combattivi che si è tenuta a Bologna, il 27 settembre scorso, ha prodotto come primo risultato le assemblee che hanno cominciato a svolgersi a livello territoriale e i presidi che il 24 ottobre sono stati indetti in varie città d’Italia.
Le sedi locali di Confindustria sono state il bersaglio principale della giornata del 24 ottobre che ha messo al centro la lotta per il rinnovo dei contratti nazionali, primo fra tutti quello dei metalmeccanici. Sui territori, il Coordinamento delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi si sta legando alle lotte e alle vertenze particolari, con il supporto delle forze aderenti al Patto d’Azione promosso dal SI COBAS e a cui hanno aderito vari soggetti sindacali e politici, fra i quali il P.CARC.

Milano. Si sono tenuti due presidi, uno sotto la sede dell’INPS e l’altro sotto la sede di Assolombarda distanti tra loro circa 400 metri.
I presidi sono stati autorizzati dalla Questura, ma lo spostamento in corteo da uno all’altro è stata una forzatura che il SI COBAS ha giustamente fatto. In piazza c’erano circa 300 persone e oltre al SI COBAS erano presenti principalmente le forze aderenti al Patto d’Azione. Erano presenti alcuni lavoratori della BRT di Sedriano e Origgio e della SDA di San Giuliano iscritti al SI COBAS, e i lavoratori degli alberghi dell’Ho Group e quelli dello spettacolo “Attrezzisti violenti” iscritti alla CUB.

Roma. La manifestazione ha visto la partecipazione di circa 200 persone. A livello locale si sta ragionando sull’avvio di una commissione di lavoro sui call center per intervenire, come Patto d’Azione, davanti ai cancelli dei grandi call center della capitale.

Napoli. La mobilitazione si è inserita nel contesto delle proteste contro il governo e contro le misure antipopolari annunciate dal presidente della Campania De Luca. Hanno manifestato circa 500 persone che sono state caricate dalla polizia al tentativo di muoversi in corteo.

Torino. Al presidio in Largo Giulio Cesare hanno partecipato circa 90 persone: studenti del FGC, operai e quadri del SI COBAS e membri di altre organizzazioni politiche (P.CARC, PRC, PMLI da Biella, anarchici FAI, PCL, ecc.).

Bologna. Erano presenti SI Cobas, SGB, PCL, FGC e laboratorio Crash. In tutto circa 400 persone. Partito da Piazza San Domenico, il corteo è transitato sotto la sede della Confindustria per concludersi sotto il Comune.

Piacenza. Circa 500 persone hanno manifestato nella città emiliana. Oltre alla partecipazione delle varie realtà sindacali e politiche, qui ha aderito, dato interessante, anche una nuova organizzazione popolare, Piacenza si Ribella (vedi profilo Facebook), che si propone di sviluppare un’alternativa dal basso per la città, sul modello del Consiglio Popolare – Sciopero Italpizza di Modena.

Altri presidi si sono svolti a Mestre, Varese, Bergamo, Brescia, Modena, Viterbo, Messina e Palermo.

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