Pontedera (PI). Da anni prosegue lo scontro fra Comparini, il segretario provinciale della FIOM di Pisa, e i delegati FIOM della Piaggio. Alla base delle divergenze c’è l’imposizione di un contratto integrativo al ribasso, l’assenza di dibattito interno (Comparini si è sempre rifiutato di presenziare alle riunioni del comitato degli iscritti) e la mancata difesa ai reiterati attacchi di Colaninno e compari ai delegati. Si tratta di manovre tese a cercare di “normalizzare” la combattiva RSU di cui il nostro giornale ha parlato nel numero 3/2020 nell’articolo “Alla Piaggio di Pontedera la lotta continua” e a cui la Federazione Toscana del P.CARC ha espresso più volte solidarietà nei mesi scorsi quando, a fronte dell’emergenza Covid-19, gli operai hanno imposto a suon di scioperi che la fabbrica venisse chiusa per essere messa in sicurezza.

La Commissione di Garanzia della CGIL ha sospeso i delegati di fabbrica per 10 mesi (il segretario provinciale ne aveva richiesto l’espulsione!) e ha minacciato di espellere i componenti del comitato degli iscritti, che li hanno sempre sostenuti. Per tutta risposta il comitato degli iscritti ha ribadito la solidarietà verso i propri delegati e ha sospeso il pagamento delle tessere sindacali fino a quando i loro compagni non verranno reintegrati.

L’attiva partecipazione alla lotta di fabbrica e il lavoro di coinvolgimento dei tesserati, che stava alla base del vecchio comitato degli iscritti, assumono ora una forma potenzialmente più avanzata con la nascita del Comitato Operai Piaggio, fondato dai circa cento lavoratori che hanno sospeso il pagamento della tessera FIOM.

Il Comitato Operai Piaggio ha ripreso a organizzarsi indipendentemente dai sindacati, ma – cosa più importante – ha dichiarato di voler legare la propria lotta con quelle condotte dai lavoratori di altre fabbriche e dalle masse popolari più in generale.

Riportiamo le battute finali del volantino con cui gli operai danno notizia della nascita del Comitato: “Abbiamo deciso di continuare, con ancora più fermezza e determinazione, a impegnarci attivamente per vedere affermati i nostri diritti di operai, per contribuire a far aumentare la consapevolezza che con la nostra forza di lavoratori possono essere affrontati i problemi che abbiamo davanti, con un lavoro di denuncia e di impegno serio e costante sugli argomenti sindacali.

Per questo abbiamo costituito un comitato operai Piaggio, un luogo indipendente di discussione e di decisioni sulle iniziative da prendere, che si propone di coinvolgere e diventare un riferimento per tutti i lavoratori.”

La tendenza è quella verso una forma organizzativa che riprende lo spirito unitario e di mobilitazione collettiva dei consigli di fabbrica, organismi che bandiscono la delega facendosi embrione del potere dei lavoratori dentro e fuori dalla fabbrica.

La questione decisiva per sviluppare tutte le potenzialità del Comitato risiede nel fatto di darsi un “piano di guerra” che faccia fronte alla continua espulsione di lavoratori dello stabilimento di Pontedera, per far fronte a una nuova eventuale ondata di Covid-19, per legarsi al movimento di resistenza che le masse popolari e altri lavoratori stanno sviluppando in altre fabbriche come la Sanac di Massa e la ex-Lucchini di Piombino, dalle scuole agli ospedali.

La strada da percorrere è combinare il lavoro di consolidamento e sviluppo dentro l’azienda con l’iniziativa e l’attività fuori dall’azienda per far valere il ruolo e la forza della classe operaia in tutte le mobilitazioni delle masse popolari.

 

 

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