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[Piombino] Il tempo di riprendersi il proprio destino è ora, dalla Val di Susa a Piombino!

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Luglio 20, 2020
in Federazione Toscana
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PIOMBINO, ITALY - AUGUST 05: A view of the Lucchini steelworks on August 5, 2010 in Piombino, Italy. Alexei Mordashov the Russian billionaire chief executive officer of OAO Severstal and the largest shareholder of Lucchini steelworks presented business plans at the meeting to local and national institutions. Mordashov had been looking to sell Lucchini, the largest  Italian steel producer employing 4,000 staff, if he was unable to arrange debt restructuring agreements with banks. The Russian steelmaker Severstal, also controlled by Mordashov and which has a significant stake in Lucchini has stated that it may reconsider previous plans to view the company as a discontinued operation, confirming it  make look to deliver a business plan for presentation to the banks in September. (Photo by Laura Lezza/Getty Images)

PIOMBINO, ITALY - AUGUST 05: A view of the Lucchini steelworks on August 5, 2010 in Piombino, Italy. Alexei Mordashov the Russian billionaire chief executive officer of OAO Severstal and the largest shareholder of Lucchini steelworks presented business plans at the meeting to local and national institutions. Mordashov had been looking to sell Lucchini, the largest  Italian steel producer employing 4,000 staff, if he was unable to arrange debt restructuring agreements with banks. The Russian steelmaker Severstal, also controlled by Mordashov and which has a significant stake in Lucchini has stated that it may reconsider previous plans to view the company as a discontinued operation, confirming it  make look to deliver a business plan for presentation to the banks in September. (Photo by Laura Lezza/Getty Images)

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A Piombino l’amministrazione comunale è sempre più preda dello scontro interno, le contraddizioni sono sempre più difficili da risolvere per l’acutizzarsi della crisi; è il medesimo problema che attraversa la giunta Fontana in Lombardia dove l’assessore Gallera viene battuto al voto segreto dai suoi, sono gli stessi problemi del governo centrale per ogni “dossier” che gli arriva sul tavolo: conciliare l’inconciliabile – gli interessi delle masse popolari e quello della borghesia – diventa sempre più difficile e le spaccature e i sommovimenti si moltiplicano. Non è questione di singoli personaggi e delle loro idee ma degli effetti della crisi in cui stiamo sprofondando, e che il COVID ha solo accelerato. Per questo è necessario metterci mano schierandosi da una parte o dall’altra.
 
La parte delle masse popolari e dei lavoratori è quella dei comitati che raccolgono centinaia di persone e intendono vedere bloccata la discarica di Rimateria, pretendono il potenziamento dell’ospedale di Villa Marina e la rimozione delle balle di immondizia dai fondali di Cerboli. E’ la parte dei mille e passa operai della ex Lucchini e dell’indotto, con cui schierarsi per imporre l’avvio immediato delle bonifiche e la rimozione delle strutture antiquate e fatiscenti, per imporre che il famoso piano per la siderurgia nazionale di cui parla il ministro Patuanelli da settimane venga messo sul tavolo, discusso e applicato: sono a rischio le aziende siderurgiche e le popolazioni di Taranto, Terni, Trieste, Genova, alle quali si aggiunge, per aggravare una situazione già devastata, la Dalmine Tenaris di Piombino: sembrava apparentemente sotto una “cappa di vetro” mentre oggi sprofonda nella richiesta della cassa integrazione (mentre il sindacato cerca di nasconderne la vicenda…). Il rischio di vedere tracollare l’occupazione della Val di Cornia e di rimanere con tonnellate di scorie ad avvelenare i territori è sempre più pressante e richiede soluzioni.

Oppure si tratta di schierarsi dalla parte dei padroni e della classe dominante, dalla parte di Rimateria, che prosegue nell’intento di raddoppiare la discarica e i suoi veleni continuando a impestare il territorio facendo di Piombino un polo di rifiuti (che ne richiamano altri): altro che rilancio del turismo!
Si tratta di schierarsi con Jindal per continuare a lasciare spremere la Fabbrica e i suoi operai, magari intascando un altro gruzzolo di milioni da Cassa Depositi e Prestiti e di Invitalia che Renzi, i suoi “ex” amici del PD con il supporto del sindacato (compresa l’UGL) cercano di far ingoiare come l’ennesima “narrazione felice”. Sono quelli che presentano Carrai, già presidente di Toscana Aeroporti e console onorario di Israele, come il salvatore degli operai e delle loro famiglie, spedito a Piombino per gestire al meglio la prossima campagna elettorale per la Regione Toscana contrapponendosi (a parole) all’ormai inattivo Ferrari, che non sa più a che santo votarsi!!!
 
Noi ci schieriamo senza riserve con il primo campo e sosterremo con le forze disponibili ogni iniziativa che intenda praticare da subito le misure che verranno decise e che servono. Non basta lamentarsi e puntare il dito o sogghignare delle difficoltà dell’amministrazione comunale e dei vari governi e istituzioni, ma senza fare niente di concreto: il tempo delle denunce è finito, ora si tratta di fare i fatti! Le elezioni regionali sono un’occasione di cui approfittare per spingere candidati, amministratori e politici di ogni schiera a fare subito ciò che promettono; vogliamo vedere le navi che recuperano le ecoballe, gli operai richiamati al lavoro e avviate le bonifiche del SIN, va avviata immediatamente una raccolta differenziata spinta e bloccato ogni conferimento di rifiuti che venga da fuori della Val di Cornia: Piombino per quanto riguarda i rifiuti ha dato fin troppo!
 
Con la lettera aperta a Patuanelli, Speranza e Catalfo, delegati sindacali e non delle più importanti aziende siderurgiche del nostro paese hanno chiesto di nazionalizzare questo settore che lo stesso Patuanelli e soci ritengono strategico per il nostro paese. E’ possibile! E’ necessario! La pratica lo dimostra!
Guardate Arcelor-Mittal. guardate Arvedi, guardate Jindal! Dove mettono le mani c’è solo disoccupazione, devastazione ambientale, migliaia di famiglie nel baratro! Nazionalizzare è possibile: Alitalia è la dimostrazione!
Respingere l’ennesima umiliazione per la gente di Piombino, per tutta la Val di Cornia a opera di un imprenditore che cerca solo di spremere soldi pubblici e di faccendieri arrampicatori senza morale!!!
 
E’ il tempo della Riscossa Popolare e del protagonismo dei lavoratori e delle masse popolari, gli attori principali del “cambiamento” che coordinandosi possono invertire il corso delle cose e imporre le misure che servono: e se i governi di ogni livello non le adottano vanno immediatamente sostituiti. Sono le associazioni e i comitati, il CSP, Camping CIG, Amici di Vittorio, gli operai della Magona e della Tenaris Dalmine finiti anche loro in CIG, quelli che possono e devono far valere la propria forza e decidere del proprio destino. Il loro contributo fa scuola ed è decisivo anche a livello nazionale, il fermento e la mobilitazione dal basso in questa città è di esempio per le brigate di solidarietà e le organizzazioni operaie e popolari di ogni territorio che si trovano di fronte problemi simili. Insieme possono imporre il proprio governo di emergenza a una classe dominante allo sbando e criminale, per come ha gestito il COVID e per come si prepara ad affrontare la crisi economica dando miliardi ai padroni della ex FIAT e senza aver fatto nulla per la ristrutturazione delle scuole, con le prese di posizione preventive di polizia e ministero dell’interno terrorizzati dalle proteste che monteranno a breve per i licenziamenti che Confindustria vuole incassare. E’ una classe, la borghesia, arrivata alla frutta e che disperatamente le proverà tutte pur di mantenere i propri lussi e privilegi: sta a noi comunisti e alle masse popolari metter fine a questo stillicidio, imponendo il Governo di Blocco Popolare e avanzare verso la società socialista.
 
Vi aspettiamo il prossimo martedì 21 luglio dalle 18,30 in piazza Gramsci per parlarne e presenteremo la prossima Festa nazionale della riscossa Popolare, che si terrà a Massa dall’11 al 16 agosto; una festa con dibattiti e tavoli tematici, con la Tenda della Salute tenuta da operatori sanitari e compagni che si occuperanno della educazione sanitaria per chi arriva e per chi lavorerà all’interno. Una festa in cui conoscersi, organizzarsi e coordinarsi per invertire il catastrofico corso delle cose e far valere sempre più l’inarrestabile forza delle masse popolari e dei lavoratori quando marciano compatti. Il tempo di riprendersi il proprio destino è ora, dalla Val di Susa a Piombino!

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