In questi giorni, stanno arrivando a pioggia diverse multe. Questi provvedimenti sono inerenti alla violazione delle misure di distanziamento fisico durante le mobilitazioni dei mesi scorsi, contro la gestione criminale dell’emergenza sanitaria ed economica da parte di Regione e Governo.

Queste multe sono illegittime e illegali.

Sono un tentativo di minare la libertà di mobilitazione e organizzazione dei lavoratori e delle masse popolari (tra cui ricordiamo durante il lockdown anche la presenza dell’esercito nei magazzini della logistica), puntano a colpevolizzare il singolo (vi ricordate la retorica dell’untore?) per cercare di nascondere le responsabilità della Regione (21 milioni di euro spesi per un ospedale INUTILE a Fiera, 16 mila morti, nessuna assunzione di personale sanitario) e del Governo (ritardi nella CIG, buoni spesa, etc).

Noi non pagheremo queste multe e vogliamo costruire, con tutti quelli che ci stanno, una campagna di mobilitazione e organizzazione per rigettarle e rivoltare questo attacco contro il nemico.

Colpiscono i lavoratori che si sono organizzati per far fronte alle emergenze ma….

Chi ha causato con le proprie scelte politiche 16 mila morti?

Chi ha spinto perché non ci fossero zone rosse nella bergamasca e non solo?

Chi ha tagliato negli anni i finanziamenti alla sanità pubblica?

Facciamo un appello a tutti gli organismi, collettivi e singoli che stanno ricevendo queste misure a mettersi in contatto con noi per fare una mappatura di questi provvedimenti come premessa per costruire una azione comune.

Nonotante gli ostacoli, gli impedimenti e le “scuse” che la Digos e la Polizia Stradale stanno mettendo in campo in questi giorni pur di non farci accedere agli atti necessari per impugnare le multe(ad esempio rimbalzandosi l’un l’altro la competenza), noi siamo determinati a fare ricorso e su questa base, se lo riterremo necessario, a denunciarli per violazione della legge 241/1990 sull’accesso agli atti.

Invitiamo tutti i sindacati, gli organismi, i collettivi e i consiglieri che hanno a cuore la difesa degli spazi di agibilità politica a prendere una posizione pubblica sull’attacco repressivo in corso.

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