Organizziamo la Festa della Riscossa Popolare perché l’emergenza non è finita, finirà solo ad opera dei lavoratori e delle masse popolari organizzate

L’emergenza sanitaria non è conclusa e quella economica e sociale è appena iniziata. La classe dominante non può e non vuole gestirla negli interessi dei lavoratori e delle masse popolari. E’ evidente da come ha gestito i mesi di lockdown, abbandonando milioni di persone a sé stesse e mandando i lavoratori al macello. Se il bilancio dell’emergenza sanitaria non è peggiore di quanto – tragicamente – è già, è solo perché gli operai delle grandi e medie aziende hanno scioperato in tutto il paese imponendo le misure di sicurezza, è perché i lavoratori della sanità hanno sorretto sulle loro spalle le falle di un sistema sanitario collassato (e oggi pagano con la minaccia di licenziamento le conseguenze delle denunce che hanno fatto), è perché le Brigate volontarie per l’emergenza si sono organizzate per non lasciare nessuno indietro, è perché le famiglie e gli insegnanti si sono fatti in quattro per la tutela di bambini e ragazzi, è perchè i lavoratori autonomi, le partite iva, i commercianti e ristoratori si sono mobilitati per non essere strangolati e per far pressioni affinché fossero applicate dal governo misure economiche di emergenza (anche se si sono rivelate del tutto insufficienti). Tutto questo dimostra che soltanto le masse popolari organizzate possono far valere i loro interessi e che per affermarli devono attivarsi e mobilitarsi.

Quest’anno organizziamo la Festa della Riscossa Popolare perché l’emergenza non è finita, essa finirà solo ad opera dei lavoratori e delle masse popolari organizzate. Sarà una festa in completa sicurezza che ha al centro l’educazione sanitaria, il dibattito, il confronto, l’organizzazione e la mobilitazione per fare fronte agli effetti della crisi nell’interesse dei lavoratori e delle masse popolari. Nei prossimi giorni presenteremo il programma politico e i principali contenuti.

Vogliamo intervenire per il momento sulla polemica sollevata strumentalmente da alcuni personaggi della politica locale che con la scusa di “tutelare i ristoratori” vogliono vietare sagre, feste popolari e di partito. Il loro comportamento è irresponsabile ed è utile solo ad alimentare la guerra fra poveri.

La Festa della Riscossa Popolare è prima di tutto un evento politico, poi – secondariamente – è un evento di sana socialità e convivialità: due aspetti che sono comunque importanti in questa fase in cui per troppe volte nei mesi scorsi sono stati messi in discussione il diritto di assemblea e di sciopero, la libertà di movimento, la libertà di associazione, ecc. In ultimo, la Festa della Riscossa Popolare è un piccolo, ma significativo, contributo alla rete di fornitori, commercianti, produttori locali, piccole aziende del turismo (campeggi): poiché se è vero che “i ristoratori devono poter lavorare” perché non dovrebbero poter lavorare i fornitori di bevande? I fornitori di generi alimentari? I fornitori di attrezzature? I gestori dei campeggi?

In questo senso e per questo motivo l’organizzazione della Festa della Riscossa Popolare è uno strumento per unire quello che la classe dominante e i suoi lacchè vogliono dividere e contrapporre. Gli operai, i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi, i commercianti, i ristoratori ecc. non sono nemici fra loro, hanno un unico nemico che li strangola: il grande capitale, le banche, le autorità e le istituzioni che se ne fanno burattini.

Per tutto questo anche, e soprattutto, quest’anno organizziamo la Festa della Riscossa Popolare come strumento della costruzione di un’alternativa positiva a partire proprio dal coordinamento di tutte le masse popolari per l’individuazione e l’applicazione delle misure urgenti e necessarie che sono nei loro interessi. Per far sì che nulla sia più come prima ma che tutto sia meglio di prima! Questa è l’unica via per la soluzione positiva all’emergenza.

Facciamo appello a chi, tra gli esponenti politici e della società civile ha davvero a cuore l’individuazione di soluzioni positive di fronte alla situazione, a contribuire direttamente alla riuscita della Festa.

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