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[Modena] Viva il Consiglio Popolare!

Federazione Emilia Romagna by Federazione Emilia Romagna
Luglio 17, 2020
in Federazione Emilia Romagna, Federazione Emilia Romagna
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Il Consiglio Comunale di Modena, una delle declinazioni del governo del territorio a guida PD con alla testa il sindaco Muzzarelli, svuotato di rappresentanza popolare e sordo nei confronti di cittadini e lavoratori, non gode più della loro fiducia. D’altronde, il governo “istituzionale” locale in realtà è l’espressione di un vero e proprio sistema clientelare e mafioso, alleato della Questura, che predilige, ammettendolo con serenità, di fare da “sponda politica” a padroni e padroncini locali. Un sistema, il “sistema Modena”, che comprende città e provincia e che aggredisce ogni aspetto del tessuto produttivo e sociale del territorio, dall’esternalizzazione dei nidi cittadini, alla strage nel carcere Sant’Anna fino alla repressione e allo sfruttamento nella Logistica e nel settore Carni.
In questo quadro, non sorprendono le parole del presidente di Assocarni che, a fronte dei focolai di Covid-19 nei macelli, ha individuato la causa nelle “condizioni abitative dei lavoratori stranieri”: i padroni e i loro portavoce sono in guerra contro i lavoratori e così i lavoratori costruiscono loro Istituzioni per mettere al centro i propri interessi, gli interessi della classe operaia e del resto delle masse popolari.
Infatti, giovedì 16 luglio, giorno in cui si riuniva il Consiglio Comunale, è nato il Consiglio Popolare di Modena che ha tenuto la sua prima sessione in Piazza Grande alla presenza di un centinaio di partecipanti, tra cui i lavoratori licenziati da Hera, delegati sindacali SI Cobas e FIOM, operai del gruppo FCA/CNHi e di vari magazzini della Logistica, educatori e personale scolastico, familiari delle vittime in RSA e CRA insieme a operatori del settore (OSS e infermieri) e militanti di diverse realtà politiche territoriali.

È stato un primo appuntamento che non “cade dal cielo” ma, raccogliendo il positivo lavoro del tavolo di solidarietà nato intorno alla vertenza Italpizza, è frutto dei tempi: la crisi sanitaria da pandemia Covid-19 ha fatto deflagrare tutte le contraddizioni e i nodi del capitalismo in crisi e quindi l’esigenza di trovarsi in piazza tra vari settori, a fronte di una repressione poliziesca e aziendale in crescendo, è qualcosa di impellente.
Inoltre, ogni settore, sia esso la Sanità, la Logistica o la Scuola, è un aspetto particolare della medesima società e in questa affonda le proprie radici: la causa della situazione attuale, fatta di intossicazione sfruttamento e privatizzazione, è il capitalismo e la soluzione non può che essere collettiva e politica, costruendo un fronte di prospettiva tra le varie vertenze, mobilitazioni e settori che vada oltre il piano vertenziale e si ponga su quello politico, e cioè della gestione diretta del territorio. Un principio questo, emerso con forza dall’assemblea, dimostrato molto bene dall’intervento del Comitato dei familiari delle vittime in CRA/RSA che ha posto con forza l’accento sul legame (e le difficoltà, stanti i vincoli di fedeltà aziendale) con gli operatori sociosanitari come fronte indispensabile non solo per arrivare ad ottenere verità e giustizia ma anche per costruire un nuovo modello di gestione della cura degli anziani e delle persone non autosufficienti, affinché tornino ad essere “pazienti e non clienti”.

Un primo passo ma che ha l’obiettivo di diventare “un appuntamento cittadino fisso per costruire insieme la rete di sicurezza necessaria nei prossimi mesi per far fronte alla crisi causata dal Covid” fino a “pretendere di avere agibilità sindacale e di lotta per chiedere a gran voce sicurezza sociale, perché è questa la nostra sicurezza, non quella fatta di telecamere e manganelli”: i problemi sul lavoro, le denunce e le multe ai lavoratori, l’agibilità politica e sindacale, la sicurezza nelle scuole e nella Sanità sono tutti aspetti comuni, “sono una questione pubblica che riguardano l’intera città”. E come tali vanno trattati, perché la vera sicurezza è avere un lavoro utile e dignitoso per tutti, prevenire e limitare i contagi e non rimetterci in salute e lavoro per il profitto dei padroni.

Salutiamo positivamente la nascita del Consiglio Popolare e lavoreremo affinché si consolidi e si allarghi ad altre realtà e organizzazioni operaie e popolari del territorio: esprimere una nuova governabilità è la chiave di volta, a Modena, in provincia e nel resto del Paese!

Invitiamo a partecipare, mercoledì 22 luglio, alla prossima assemblea di coordinamento per costruire il secondo appuntamento del Consiglio Popolare, a breve le indicazioni di dettaglio.

Viva il Consiglio Popolare: commissariare di fatto e dal basso le istituzioni borghesi, costruire le Istituzioni dei lavoratori e delle masse popolari. A Modena, un primo inizio.

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