Trasmettiamo il saluto del (nuovo) Partito Comunista Italiano per la presentazione di La mia vita con Lenin (ERS – RSP) di N. Krupskaja. L’iniziativa è promossa dalla sezione reggina del P. CARC “Lidia Lanzi”, sabato 12 ottobre alle ore 17 presso il Centro Sociale “Foscato”. A seguire buffet per la raccolta solidale delle spese legali per Vigilanza Democratica. Qui l’evento Facebook.

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Cari compagni,

ringrazio il compagno Andrea Scarfone che ci ha invitati a intervenire alla presentazione di La mia vita con Lenin. Il tema dell’iniziativa riguarda da vicino l’attività di noi membri del (n)PCI. Forse questa affermazione suonerà strana. In realtà nelle vicissitudini che la Krupskaja descrive in La mia vita con Lenin, noi riconosciamo molte delle vicissitudini pratiche di cui è fatta l’attività attuale di noi membri del (n)PCI. Siamo a cento anni di distanza, ma siamo sempre nella stessa fase della storia dell’umanità: la fase della decadenza del capitalismo e dello sviluppo della rivoluzione che instaura il socialismo. La lettura del libro della Krupskaja aiuterà voi a comprendere le vicissitudini pratiche, quotidiane della vita dei membri del (n)PCI. Il Partito è clandestino, quindi non possiamo raccontare molte delle nostre attività concrete. Ma una conoscenza sia pure indiretta di esse vi renderà più comprensibile l’insieme della nostra opera, compresa quella che riguarda la propaganda del comunismo e della rivoluzione socialista, l’orientamento che diffondiamo a proposito della situazione politica e della linea da seguire per porre fine al catastrofico corso delle cose che i capitalisti impongono alle masse popolari, la costruzione della rete di comitati di partito clandestini nelle aziende capitaliste e pubbliche, la moltiplicazione di organismi di massa aggregati o comunque orientati dal Partito, l’infiltrazione di nostri membri negli organismi e nelle istituzioni della classe dominante. Auspichiamo quindi che spinga alcuni di voi a contribuire a quest’opera, ad arruolarsi nelle nostre file o almeno a contribuire in una della tante forme in cui vi è possibile farlo. Sono molti i modi con cui un compagno può contribuire alla nostra azione pur non candidandosi al Partito. Ve ne indico solo alcuni per rendere l’idea, gli altri li trovate su La Voce n. 55:

– far arrivare alla delegazione del Partito il proprio indirizzario email per potenziare la nostra lista di distribuzione,

– aggiornarci su quanto avviene nella sua zona (smantellamento di aziende, lotte operaie, lotte contro la devastazione del territorio e l’inquinamento ambientale, ecc.), chiederci chiarimenti su dubbi,

– segnalarci iniziative interessanti che si tengono nella sua zona e singoli e/o organismi su cui reputa che è opportuno che noi interveniamo,

– inviarci resoconti di iniziative e manifestazioni a cui partecipa, segnalandoci le persone interessanti su cui intervenire e i loro recapiti di posta elettronica,

– diffondere su Facebook e altri canali Internet i comunicati del Partito,

– proporrre temi e questioni controverse da trattare su La Voce e inviarci le sue considerazioni (riflessioni, critiche, proposte) sulla rivista,

– riprodurre e diffondere La Voce nella propria cerchia,

– fare scritte murali e affissioni con parole d’ordine del Partito: conoscere l’esistenza del Partito infonde fiducia nei lavoratori e smorza l’arroganza dei padroni,

Ovviamente il massimo della collaborazione con il Partito è arruolarsi nelle sue file, mettendosi in contatto con il Partito nella forme che indichiamo nel sito.

Per porre fine al catastrofico corso delle cose, bisogna fare la rivoluzione che culminerà nell’instaurazione del socialismo. Vale oggi, come valeva ai tempi di cui parla la Krupskaja. La differenza tra allora e oggi è che la crisi generale del capitalismo si è aggravata, che alla crisi sociale la borghesia ha aggiunto la crisi ecologica, che oggi le ampie masse del nostro paese sono malcontente e indignate del corso delle cose, ma hanno poca o nessuna fiducia di essere capaci di fare la rivoluzione socialista. L’impotenza rivoluzionaria del vecchio PCI, il suo disfacimento fino alla degenerazione nel PD di Renzi e nel PRC di Bertinotti, il disfacimento dell’Unione Sovietica e di altri paesi socialisti hanno generato nelle masse popolari una sfiducia in se stesse che la borghesia e il clero alimentano in mille modi.

Ma le sconfitte che noi comunisti abbiamo subito sono dovute solo ai nostri limiti, non alla forza della borghesia. Infatti le potenze imperialiste non riuscirono a impedire lo sviluppo di ogni settore dell’attività umana nell’Unione Sovietica di Lenin e di Stalin, neanche mettendo in campo Hitler e il nazismo. Il fascismo di Mussolini finì sconfitto dalla Resistenza guidata dal PCI che Mussolini perseguitava in ogni modo. Questo ha mostrato le potenzialità del movimento comunista quando ha una linea giusta. Il catastrofico corso della cose invece mostra che la borghesia non ha futuro, che con la borghesia l’umanità non ha futuro. Il (n)PCI ha individuato e indicato i limiti che nel secolo scorso hanno impedito ai comunisti di instaurare il socialismo in Italia e negli altri paesi imperialisti e hanno permesso che in Unione Sovietica ad un certo punto prevalessero Kruscev e i suoi seguaci che l’hanno portata alla decadenza e infine alla rovina. In nome di questo vi chiediamo di sostenere il (n)PCI e salutiamo il P.CARC che è l’organizzazione pubblica che meglio si ispira alla nostra linea e contribuisce a far avanzare la rivoluzione socialista che farà dell’Italia un nuovo paese socialista. Chiediamo a ogni operaio che aspira al comunismo di mettersi alla testa della resistenza nella sua azienda e di rafforzare anche fuori di essa tutti quelli che resistono alla borghesia. Non lasciatevi demoralizzare dalla sconfitta che il movimento comunista ha subito: nella storia dell’umanità nessuna grande trasformazione è avvenuta in un colpo solo, tanto meno poteva riuscirvi una trasformazione che non sostituisce una classe di oppressori e sfruttatori con un’altra classe sempre di oppressori e sfruttatori, ma deve porre fine alla divisione in classi di sfruttatori e sfruttati, di oppressori e oppressi! Non lasciatevi frenare dall’opera di denigrazione del movimento comunista e dei suoi dirigenti, dell’Unione Sovietica e degli altri paesi socialisti che la borghesia ha compiuto e sta intensificando con risoluzioni come quella adottata recentemente dal Parlamento europeo: i risultati del dominio della borghesia sono lo sfacelo che ognuno di voi ha sotto gli occhi! Non lasciatevi scoraggiare dal fatto di essere in pochi: l’esperienza illustrata dalla Krupskaja fa vedere che i bolscevichi sono diventati grandi e hanno vinto perché fin da quando erano “piccoli”, “pochi” e “poco influenti” non si sono limitati alle rivendicazioni e alle proteste, ma hanno impostato la loro attività come una guerra senza quartiere contro le classi dominanti; non hanno fatto solo gli oppositori delle classi dominanti per spuntare miglioramenti per le masse popolari, ma hanno creato mattone su mattone un nuovo sistema di potere, il potere dei soviet cioè delle masse popolari organizzate, che scalzasse quello delle classi dominanti!

La chiave per guidare il resto delle masse popolari alla vittoria l’avete nell’ideale che vi ispira e che vi lega all’ondata rivoluzionaria che nel secolo scorso ha “sconvolto il mondo”. Ogni gruppo delle masse popolari può raggiungere i suoi obiettivi particolari solo se la lotta per instaurare il socialismo si sviluppa con successo.

Che l’esperienza che la Krupskaja descrive, ispiri in ognuno di voi fiducia nella nostra causa e in se stesso.

10, 100, 1000 Comitati di Partito clandestini!

Il comunismo è il futuro dell’umanità. Possiamo porre fine al corso catastrofico delle cose. Dipende da noi comunisti e dipende da ognuno di voi.

Compagno Ulisse, segretario generale del Comitato Centrale del (n)PCI.

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