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Intervista a Cristian Boeri, candidato per la lista Pistoia Rossa

Agenzia Stampa Staffetta Rossa by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Giugno 16, 2026
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Pubblichiamo l’intervista a Cristian Boeri della segreteria Federale Toscana del P.CARC e candidato nella lista Pistoia Rossa che si è presentata alle elezioni amministrative della città degli scorsi 24 e 25 maggio.

Dall’intervista emerge un primo bilancio dell’esperienza della lista Pistoia Rossa, nata e costruita su spinta di alcune organizzazioni anti Larghe intese del territorio. Un bilancio che ripercorre la campagna elettorale messa in campo, ne riconosce i limiti, ma soprattutto individua le linee di sviluppo necessarie per proseguire il lavoro in termini di radicamento e organizzazione.

Dalle parole del compagno emerge inoltre anche un primo insegnamento, cioè che le elezioni non rappresentano il fine ultimo della lista Pistoia Rossa, ma la tappa di un processo per alimentare e rafforzare la costruzione del fronte unito di forze, politiche e sociali, che non si limita a denunciare le politiche antipopolari attuate dei partiti delle Larghe Intese. Ma un fronte che chiama la classe operaia e le masse popolari a governare, ad applicare fin da subito le parti progressiste della Costituzione, a rivoltare la città come in calzino fino a fare piazza pulita delle lobby, delle cricche e dei politicanti delle larghe intese che le tengono in ostaggio.

Questa esperienza, come diverse altre esperienze nelle ultime amministrative, conferma dunque che non basta presentarsi alle elezioni come l’opzione più a sinistra nel ventaglio di partiti e liste che si candidano. Proporre alle masse popolari la prospettiva di partecipare al teatrino della politica borghese per conquistare uno, cinque o dieci seggi per fare l’opposizione alle Larghe intese porta al risultato di non ottenere alcun seggio. Il punto allora è sfruttare la campagna elettorale per irrompere in quel teatrino, farlo saltare, mettere in campo azioni radicali e attuare sin da subito operazioni che alimentano organizzazione e al contempo alimentano l’ingovernabilità dal basso.

Leggi anche: Stare al passo con i tempi. Le elezioni amministrative di maggio con un occhio alle prossime elezioni politiche

***

1) come è nata la lista Pistoia Rossa, da chi è composta e con quali obiettivi.

La lista Pistoia rossa è nata su spinta di alcune compagne e compagni di Potere al Popolo, che verso la fine dicembre 2025 chiamarono una assemblea cittadina per confrontarci sulla volontà di costruire una lista elettorale alternativa ai due poli delle Larghe Intese. Come forze politiche eravamo presenti noi del P.CARC e Potere al Popolo. C’erano poi tanti singoli compagni, dissidenti del PRC, membri del PCI di Alboresi, lavoratori iscritti ai Cobas, alla CUB, a USB, compagne e compagni del mondo dell’associazionismo. In questo percorso di sei mesi alcuni compagni hanno mollato perché impegnati in altre attività sociali, altri ancora sono subentrati assumendo un ruolo importante all’interno della lista. Ci siamo dotati di una struttura organizzativa basata sulla divisione dei compiti e sulla responsabilizzazione dei singoli compagni. Su mandato dell’assemblea planaria, che è l’organo decisionale, ciascun gruppo ha iniziato a lavorare in autonomia riportando successivamente in assemblea l’esito dell’attività svolta. L’obiettivo principale, che è stato quello che ci ha permesso di mantenere l’unità e superare gli ostacoli nonostante le differenze, è stato quello di voler offrire ai pistoiesi la possibilità di trovare sulla scheda elettorale una lista di sinistra alternativa al polo PD, che in occasione di questa tornata elettorale sapevamo avrebbe costituito il campo largo assieme ad AVS, Possibile, M5S e PRC. Altro obiettivo era costituire un organismo che potesse agire da raccordo e punto di riferimento per coloro che volevano mobilitarsi per invertire il corso nefasto delle cose.

2) che ruolo ha avuto il P.CARC.

Inizialmente abbiamo cominciato col discutere di come le vicende internazionali e nazionali determinano delle pesanti ricadute sulle condizioni di vita e di lavoro delle masse popolari. Parimenti, fiduciosi dell’importanza di dare gambe a questa esperienza, abbiamo lottato contro forme di rassegnazione e sfiducia sulla possibilità di costituire la lista.

Una volta impostato il lavoro e definito Fabrizio Mancinelli come candidato sindaco, ci siamo impegnati nel gruppo che ha elaborato il programma elettorale e in quello che organizzava gli incontri con singoli e organismi. Abbiamo spinto per mettere al centro del programma elettorale l’attuazione delle parti progressiste della Costituzione del 1948 e per favorire il protagonismo popolare a cominciare da tre differenti tipologie assembleari, che possano permettere la partecipazione attiva alla vita politica, sociale e culturale delle masse popolari. Queste tipologie assembleari sono la Consulta popolare, che opera su base tematica, il Consiglio popolare, che opera su base territoriale, il tavolo permanente, per fronteggiare problemi ordinari e specifici.

Durante la campagna elettorale abbiamo individuato nella classe operaia i nostri referenti principali, organizzando una tenda per la sicurezza nei luoghi di lavoro rivolta ai pendolari alla Stazione Ferroviaria. Poi abbiamo proposto di organizzare delle assemblee nei quartieri popolari, legandoci degli scioperi al contrario dove i lavoratori si occupano della messa in sesto e della riqualificazione del territorio. Per mancanza di tempo, ma probabilmente anche per mancanza di energia, questa proposta non è andata in porto. Ci siamo proposti di realizzarla subito dopo la campagna elettorale.

3) che bilancio traete dell’attività svolta in campagna elettorale e dei risultati?

I 1.089 voti raccolti in sei mesi di lavoro non sono stati sufficienti per entrare in Consiglio Comunale. Inizialmente la delusione c’è stata ed abbiamo vissuto attimi di sconforto, ma la ragione ha prevalso sugli stati d’animo e già il giorno successivo allo spoglio elettorale ci siamo ritrovati per “brindare” e tirare un primo bilancio. Il principale aspetto positivo emerso da questa esperienza è stato quello di essere stati capaci di superare le difficoltà dovute alle differenti esperienze politiche in nome dell’obiettivo comune, cioè quello di offrire ai pistoiesi la possibilità di trovare sulla scheda elettorale una lista alternativa al campo largo del Partito Democratico. Questo è stato la conferma della voglia di convergere da parte degli organismi e dei singoli presenti nella lista, ma soprattutto è stato il segnale di una maturazione politica da parte del movimento pistoiese che non era per nulla scontata.

Il limite è stato quello di non di non essere stati capaci di dare continuità al lavoro messo in campo nella prima fase della costruzione della lista, andando nei quartieri popolari e nelle periferie a parlare con le persone sottoponendole un questionario sulle difficoltà riscontrate nel quotidiano. Soprattutto i “propagandisti” sono stati eroici per l’attività svolta attraverso i volantinaggi, i porta a porta e facendo banchetti quotidiani in centro e al mercato.

L’esperienza ci insegna che una lista come Pistoia rossa, che si poneva in alternativa ai due poli delle Larghe Intese e che voleva intercettare il mondo dell’astensione (i votanti complessivi sono stati 42.2721 su 74.630 aventi diritto), doveva impostare una campagna elettorale diversa da quella dei partiti classici. Da una parte è doveroso che il candidato sindaco prenda parte ai dibattiti e alle conferenze promosse dagli organismi di massa, dall’altra avremmo dovuto costituire un Comitato Elettorale per fare propaganda nei quartieri popolari, di fronte alle fabbriche e alle scuole. 

4) come pensate di dare continuità al lavoro messo in campo.

I presupposti per dare seguito a questa esperienza ci sono tutti. Intanto è stata presa in considerazione la possibilità di costituirci in Associazione e di trovare un fondo, possibilmente pubblico, dove istallarci per mettere una sede. Avere un luogo fisico dive ritrovarsi e dove far convergere amici e simpatizzanti per organizzare la lotta è un aspetto importante per crescere e per radicarci sul territorio dato che l’obiettivo principale è quello di diventare punto di riferimento per coloro che vogliono organizzarsi. Per questo motivo una delle proposte che abbiamo portato in assemblea è stata di riprendere in mano il programma elettorale e tradurlo in un calendario di iniziative informative, culturali e di lotta adeguate al contesto pistoiese. Sarà responsabilità dei membri della lista riuscire a portare i cittadini e le cittadine a disporre pienamente della propria sovranità e di esercitarla in piena coscienza.

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