Sabato 28 marzo a Roma ha sfilato la manifestazione No Kings, contro i re e le loro guerre. A scendere in piazza circa un centinaio di migliaia di persone, che ha composto un movimento variegato figlio delle mobilitazioni degli ultimi anni contro la Terza guerra mondiale e in solidarietà alla Palestina. Solidarietà che oggi – e in quella piazza – si è estesa a tutti quegli stati che sono sotto l’attacco degli imperialisti Usa e sionisti.
Una manifestazione che ha raccolto la sonora vittoria del No al referendum e che l’ha rilanciata in un corteo che ha preso di mira Giorgia Meloni e il suo governo. Manifestazione che ha anche dato un segnale chiaro occupando la tangenziale Est di Roma. Un segnale di continuità e di rilancio del movimento del Blocchiamo tutto. Un segnale che dà avvio alla prossima ondata di mobilitazioni che nel prossimo periodo attraverserà il paese, di cui la prima tappa è la giornata contro la Nato promossa per il 4 aprile dal Coordinamento Nazionale No Nato e da diverse realtà aderenti.
Dalla piazza abbiamo raccolto voci, interviste e commenti e ciò che appare chiaro è la volontà, la necessità, di farla finita con il governo Meloni ma anche con tutte le politiche guerrafondaie. Di fermare di spirale della Terza guerra mondiale, il coinvolgimento del nostro paese in questa e l’economia di guerra che le masse popolari subiscono. Così come è emersa forte la necessità del protagonismo di lavoratrici e lavoratori, di associazioni, comitati e realtà che si battono a questo scopo.
Mettendo insieme tutto quanto è emerso dalla variegata piazza, anche in maniera contraddittoria, è chiaro che la soluzione non è semplicemente un governo di campo largo a trazione PD. Perchè non è un governo di servi e lacchè dei guerrafondai o di pompieri verso le masse popolari la soluzione che può fermare la Terza guerra mondiale e la partecipazione del nostro paese. L’unica soluzione di prospettiva per le masse popolari del paese è un governo che sia espressione del movimento in solidarietà alla Palestina e contro la Terza guerra mondiale che si è sviluppato in questi anni. Un governo che da queste piazze e iniziative nasce e che di queste si fa davvero portatore, rompendo con guerrafondai e criminali di guerra.
La manifestazione No Kings del 28 marzo ha suscitato un certo dibattito tra partiti e organizzazioni del movimento comunista. Qui trattiamo due delle più interessanti.
In un articolo apparso su Contropiano, ad esempio, dal titolo Una grande manifestazione marcia sulla testa dei Re, ma chi marcerà alla sua testa? la manifestazione è stata descritta come effettivamente ampia e molto partecipata. Nell’articolo i compagni hanno criticato la mobilitazione in quanto fondata su parole d’ordine generiche che da un lato alimentano l’inclusione, dall’altro aprono le porte alla “politica” (al PD, AVS e simili) per strumentalizzarle, cavalcarle e reclutare nei movimenti per darsi una spolverata da forze di sinistra in vista delle prossime elezioni. La linea che i compagni propongono è quella di costruire uno spazio politico indipendente da tutti. E nel concreto di non partecipare a queste iniziative.
Il collettivo Militant ha pubblicato alcune note (questa la prima a caldo e poi una più strutturata) in cui definisce le correnti avanzate (il saggio) e quelle arretrate (lo stolto) di fronte a queste mobilitazioni. Gli avanzati sono quelli che vedono questo movimento come espressione di un malcontento diffuso e in particolare di nuove generazioni che si stanno forgiando nella lotta contro il genocidio, la terza guerra mondiale e il governo Meloni. Gli avanzati sono quindi quelli che sostengono questo movimento, lavorano a indirizzarlo e spostarlo sempre più a sinistra. Gli arretrati sono invece affetti da sguardo politicista e finiscono per vedere le cose solo alla luce delle manovre vere o presunte, tentate e relativamente riuscite da parte del PD, AVS e simili di cavalcare per fini elettorali questi movimenti.
Noi riteniamo che questo dibattito sia particolarmente importante e necessario. Riteniamo sbagliate le posizioni di chi decide di non partecipare a queste piazze per non portare acqua al mulino del PD, di AVS e simili. L’effetto di questa loro linea è esattamente l’opposto. È disertando queste piazze che si dà margine a questi soggetti per ammorbidire e sviare questo movimento. Il punto è mettersi a brigare e manovrare perché sia il movimento comunista e la parte avanzata del movimento popolare a conquistare forze, fornire un orientamento avanzato e rafforzare la spinta alla lotta e al cambiamento che queste piazze esprimono (che non vuol dire neanche limitarsi a “sostenere” o “spostare a sinistra”). Diversamente anche questo “spazio indipendente e politico” diventa un recinto più che un fronte aperto, ambizioso e intenzionato a cambiare il paese, a vincere.
Noi comunisti dobbiamo andare in queste piazze con spirito di conquista. Dobbiamo assumerci l’obiettivo di spingere in avanti la parte avanzata del movimento. Rispetto alla base mobilitata dal PD o da AVS non basta spostarla un po’ a sinistra, dobbiamo far sì che gli scappi completamente di mano!
Per approfondire leggi Che la situazione sfugga di mano…
Cacciare nell’immediato il governo Meloni, impedire che sia un governo tecnico o a trazione PD a sostituirlo e rimpiazzarlo invece con un governo partigiano della pace e della Costituzione. Questa è l’unica e realistica soluzione di prospettiva per le masse popolari.
Ed è un passo dopo l’altro che le masse popolari organizzate imparano a rendere ingovernabile il paese a qualsiasi governo delle Larghe Intese e a realizzare le condizioni per un loro governo di emergenza. Imparano manifestando e bloccando tutto, così come imparano a farlo organizzandosi nel posto di lavoro, nelle scuole, nei quartieri per combattere la guerra, le speculazioni e le mille problematiche che li affliggono. E creano le condizioni per un loro governo di emergenza nell’attuare direttamente le misure urgenti che servono e che sono la base di un simile governo.
É quello che fanno ad esempio tutte le realtà che con decisione ogni giorno lottano contro la presenza della Nato, contro l’utilizzo delle basi militari del nostro paese nella Terza guerra mondiale e contro gli effetti devastanti nei territori che queste hanno. La loro attività costante, le loro iniziative, costituiscono già una rete che nel territorio nazionale applica l’articolo 11 della Costituzione e inceppa la macchina bellica nel paese.
È questa rete che deve essere rafforzata ed estesa a quanti più ambiti possibile e legata, coordinata, per cambiare i rapporti di forza attuali e fare passi decisi verso il farsi nuova classe dirigente del paese. Spetta poi ai comunisti e a tutte le forze del fronte politico, sindacale e sociale anti Larghe Intese dare al malcontento, all’indignazione e alla ribellione popolare un obiettivo politico chiaro e d’attacco: mandare a casa il governo Meloni, servo degli imperialisti USA, complice dei sionisti, compare di quelli UE e sostituirlo con un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate deciso e in grado di attuare le parti progressiste della Costituzione del 1948.
I prossimi mesi sono ricchi di opportunità per marciare uniti nelle diverse iniziative già in programma. La prossima tappa, come abbiamo detto è quella del 4 aprile per contribuire a fermare la Terza guerra mondiale a partire da ogni territorio.
Come contribuire a fermare la Terza guerra mondiale?
CHIUSURA E/O INTERDIZIONE DELLE BASI E INSTALLAZIONI USA E NATO IN ITALIA, A PARTIRE DA QUELLE STRATEGICHE UTILIZZATE A SOSTEGNO DELLE CRIMINALI OPERAZIONI DI GUERRA DI USA E ISRAELE CONTRO LA REPUBBLICA ISLAMICA DELL’IRAN!
NO AL COINVOLGIMENTO DEL NOSTRO PAESE NELLA TERZA GUERRA MONDIALE E RITIRO DEI CONTINGENTI MILITARI ALL’ESTERO!
VIA L’ESERCITO USA DALL’ITALIA!
Iniziative e attività in programma:
- Ghedi (BS), presidio di fronte ai cancelli dell’aeroporto militare, ore 15.00, via Castenedolo n.85;
- Milano, presidio in Piazza dei Mercanti (fermata Duomo, M1-M3), dalle ore 16.00;
- Bologna, tenda contro le guerre della NATO, giardino dei Pioppi (quartiere Borgo Panigale), ore 16.00. A seguire, ore 20.00, cena operaia presso il Centro Socio-Culturale di Riale di Zona Pedrosa (BO), in via Tosarelli 4, per raccogliere fondi a sostegno delle popolazioni bombardate da USA e Israele in Medio Oriente e per dei progetti legati alle vittime per gli infortuni mortali sul lavoro;
- Firenze, presidio nei pressi della Caserma Predieri, ore 15.00;
- Pisa, conferenza stampa ore 10.30, presso l’Ospedale S.Anna, verso la mobilitazione dell’11 aprile in piazza del Comune contro il coinvolgimento del nostro paese nelle guerre in corso;
- Roma, striscionate in luoghi simbolo della città, verso l’assemblea dell’11 aprile di fronte ai cancelli del Comando Operativo Vertice Interforze (q.re Cinecittà);
- Napoli, piazza Di Vittorio (Secondigliano), ore 11.00, corteo verso la base NATO C4I di Capodichino;
Inoltre, striscionate e volantinaggi a Torino, Palermo, Trapani, Bari.
Iniziative collegate alla giornata di mobilitazione del 4 aprile
- Ancona, 11 aprile: in occasione del 77° anniversario di fondazione della NATO, iniziativa pubblica dal titolo “Un fronte ampio per la pace e il cambiamento”.
- Siena, 11 aprile: presidio in costruzione.
Per info o per segnalare ulteriori iniziative in occasione del 4 aprile, scrivere a [email protected]
Per scaricare le locandine di alcuni degli eventi in corso, cliccare sul seguente link
https://drive.proton.me/urls/6MM9YJPCHC#1s8fwg6u0yW5
Avanti nella lotta per chiudere le basi USA e NATO in Italia!
Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia!
Telegram: https://t.me/CoordNazNoNATO
Contatto mail: [email protected]
Facebook: Coordinamento Nazionale No Nato










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