Domenica primo marzo abbiamo partecipato all’assemblea pubblica organizzata dagli studenti del Liceo Machiavelli-Capponi di Firenze in piazza S. Spirito per denunciare e discutere di quanto avvenuto alla loro compagna Haji.
Haji è stata segnalata ai Servizi Sociali per aver partecipato ad un picchetto organizzato dal Sudd Cobas. E’ stata accusata di aver interagito con altri manifestanti e di aver urlato slogan. Le sono state mostrate foto e nomi di altri manifestanti, tutti suoi compagni di scuola. Haji è stata intimidita dall’assistente sociale, che le ha detto di aver rovinato la propria vita, la propria famiglia, le ha suggerito, per il futuro, di “starsene buona” e non andare a cercarsi guai. La sua casa è stata ispezionata rovistando anche in armadi e le sono state fatte domande sulla sua famiglia, sui suoi parenti e sulle sue relazioni sociali. L’assistente sociale ha addirittura chiamato la scuola per chiedere se la ragazza riuscisse a socializzare e interagire con i propri compagni e in che modo lo facesse! Le è stato chiesto quale lavoro facessero i suoi genitori e per quale motivo, nonostante Haji fosse una studentessa, si trovasse a manifestare a sostegno dei lavoratori… L’unità fra studenti e lavoratori fa paura alla borghesia così tanto che questa cerca di scoraggiarla in tutti i modi, anche facendo passare come strana o sospettosa una pratica che è tipica del movimento operaio e popolare di sempre e la cui importanza è stata confermata su larga scala, di recente, anche dal ruolo che hanno assunto moltissimi studenti nel sostegno alla lotta degli operai del Collettivo di Fabbrica della ex GKN,
Come se non bastasse, i ragazzi del collettivo hanno anche denunciato di essere stati ripetutamente pedinati all’uscita della scuola da agenti in borghese, che li hanno identificati con foto di volto e documento, ad Haji è capitato due volte.
Quanto accaduto ad Haji evidenzia chiaramente la volontà delle forze di Polizia (volontà alla quale si è prestato anche l’assistente sociale in questione) di intimidire i giovani che lottano, nel tentativo di separare gli studenti dagli operai e, in definitiva, di indebolire quel movimento che ha così tanto spaventato le Larghe Intese nei mesi di settembre e ottobre e le che continua a terrorizzare, come mostra il nuovo Decreto Sicurezza di cui stiamo vedendo gli effetti con multe e denunce che stanno arrivando in molte regioni del paese e che vedono, in Toscana, indagato anche un nostro giovane compagno, in seguito ai blocchi dello sciopero del 3 ottobre a Viareggio.
Gli studenti del Collettivo K1 e i professori della scuola rappresentano un esempio estremamente positivo di come si risponde alla repressione, infatti hanno prontamente reso noto quanto accaduto, denunciando al tempo stesso la stretta repressiva che sta subendo il mondo dell’istruzione pubblica, dalle pressioni fatte dal Ministero dell’istruzione per l’introduzione obbligatoria del “contraddittorio” nelle assemblee scolastiche alla crescente militarizzazione e repressione dei docenti che si schierano.
Il Governo Meloni mostra tutta la propria debolezza ricorrendo all’arma repressiva. Questa è l’ultima strada che riesce a trovare per poter continuare a portare avanti la propria politica di guerra, riarmo e vessazioni nei confronti delle masse popolari; il nostro obiettivo deve essere quello di mandare in frantumi questo progetto attraverso la mobilitazione e la lotta.
I compagni del Collettivo K1 hanno mostrato come per far fronte alla repressione occorra la lotta, dobbiamo trasformare la difesa in attacco per rafforzare il movimento delle masse popolari e indebolire il fronte imperialista e guerrafondaio delle Larghe Intese. L’esempio di Haji deve essere indicato a tutti i giovani. Lei e tutti coloro che sono colpiti dalla classe dominante non devono essere lasciati soli!
Occorre passare dalla difesa all’attacco, organizzarsi per creare una primavera piena di lotte che faccia tremare la classe dominante ancora di più delle ultime e che abbia come obiettivo cosciente e condiviso quello della cacciata del Governo Meloni e dell’instaurazione di un Governo di Blocco Popolare che prenda misure immediate contro la guerra e la crisi e che funga da base di partenza per una nuova società socialista!
Per tutti questi motivi e, soprattutto, per far conoscere la vicenda e l’esempio di Haji anche agli studenti, ai giovani e agli attivisti di altri territori abbiamo deciso di invitare il Collettivo K1 all’iniziativa di presentazione del Piccolo Manuale di Autodifesa Legale che svolgeremo venerdì 20 marzo ad Empoli, al Circolo ARCI Ponterotto, dalle 18:00. L’iniziativa sarà un’occasione per confrontarsi su come fare fronte alla repressione, a partire dalla presentazione del Manuale di Autodifesa Legale che le Edizioni Rapporti Sociali hanno recentemente aggiornato e ripubblicato: uno strumento utile per chiunque voglia assumere un ruolo nella lotta di classe, per conoscere i propri diritti, per passare da accusati a accusatori!
Partito dei CARC Empoli




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