A 3 mesi dal sequestro del presidente Maduro e a pochi giorni dall’attacco Usa in Iran, la solidarietà nei confronti dei paesi pilastro della resistenza antimperialista ha segnato le mobilitazioni di inizio mese.
Il 3 marzo in particolare è stata una giornata di lotta per denunciare l’opera criminale della comunità internazionale dei gruppi imperialisti e contro il governo Meloni, vassallo e avamposto delle operazioni condotte da Usa, sionisti e Ue.
A Roma è stato organizzato un presidio di protesta sotto l’ambasciata Usa di via Bissolati a cui hanno partecipato anche attivisti palestinesi e cittadini Iraniani uniti nella parola d’ordine “No all’aggressione contro l’Iran e al servilismo del governo ”.
Nella stessa data anche a Milano Cgil, Anpi e Arci hanno promosso davanti al consolato Usa un presidio contro la guerra e l’escalation USA-Israele-Iran. 500 i partecipanti tra cui il Coordinamento contro la guerra Milano, il P.CARC, Potere al Popolo, Osa-Cambiare Rotta e il Partito di Rifondazione Comunista scesi in piazza per criminalizzare Usa e sionisti, oltre la complicità del governo Meloni nelle loro scorrerie e dove non sono mancate provocazioni e intimidazioni.
A Napoli invece il Consolato della Repubblica Bolivariana del Venezuela ha promosso un presidio a piazza del Gesù in solidarietà col presidente Maduro e la moglie Celia rapiti dagli Usa. Tra gli aderenti il P.CARC e altri organismi attivi nella lotta internazionale contro l’imperialismo.
Questa iniziativa rappresenta uno dei passi per dare gambe all’appello a promuovere le Brigate di Difesa del Venezuela. Un appello lanciato alla fine del 2025 dal governo Maduro in una fase di recrudescenza delle minacce e delle provocazioni militari messe in atto dagli imperialisti USA e rilanciato dalla Piattaforma antimperialista mondiale (PAM) con l’obiettivo di estendere la solidarietà internazionalista verso il Venezuela e rafforzare la lotta contro il sistema imperialista guidato dagli USA.
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Lo stesso sta avvenendo a Bologna, dove la costruzione della Brigata di Difesa del Venezuela locale è diventata ambito e strumento per promuovere l’unità d’azione e il dibattito franco e aperto tra organizzazioni comuniste e singoli compagni. Sono già in costruzione iniziative, tra cui quella di presentazione pubblica della Brigata.
Oggi più che mai, nel nostro paese, dare gambe all’appello del governo Maduro vuol dire sviluppare il coordinamento tra le forze politiche e sindacali, tra i sinceri democratici che si oppongono alle Larghe intese.
Vuol dire lavorare per organizzare la maggior parte di coloro che si sono mobilitati spontaneamente contro il genocidio in Palestina tra il 22 settembre e il 4 ottobre.
Vuol dire alimentare in ogni modo possibile lo sviluppo del movimento contro la Terza guerra mondiale che, ad esempio, si è concretizzato con l’allargamento del Coordinamento nazionale No Nato e con l’attivismo dei lavoratori portuali del paese.
Vuol dire unire le forze per mandare a casa il governo guerrafondaio della Meloni e installarne uno che porti avanti le istanze del movimento di Resistenza. Quindi che liberi l’Italia dagli imperialisti Usa e dalle loro basi. Che liberi il paese da agenti e criminali sionisti. Che sostenga senza se e senza ma, la resistenza palestinese, iraniana, venezuelana, cubana e di tutti i popoli del mondo in lotta contro l’imperialismo.
È questo il governo che ci serve per avanzare nella costruzione della rivoluzione socialista nel nostro paese.
I mesi di marzo e aprile sono mesi pieni di tappe che se concatenate e valorizzate in un piano di guerra possono essere usati per far cadere il governo e impedire che se ne formi un altro fatto dai soliti guerrafondai:
– il 14 marzo si terrà la manifestazione nazionale “Blocchiamo il governo Meloni” promossa dalla Rete dei Comunisti a Roma;
– il 22 e 23 marzo ci sarà il Referendum contro la riforma della giustizia del governo Meloni. Indipendentemente dal merito della riforma, l’aspetto decisivo è utilizzarla per dare uno schiaffone a Meloni e la sua banda. Bisogna votare e far votare in massa NO;
– il 28 marzo la Rete No Kings ha indetto un corteo nazionale contro la guerra e le politiche securitarie promosse dal governo Meloni. Un percorso che prende avvio dalle lotte in difesa degli spazi sociali dall’Askatasuna di Torino a Officina 99 di Napoli e che può diventare una giornata di lotta ampia e dispiegata contro il governo Meloni.;
– il 4 aprile è l’anniversario di fondazione della Nato. In tutta Italia ci saranno manifestazioni contro l’occupazione Usa-Nato e contro il coinvolgimento del nostro paese nella guerra in corso;
– il 12 aprile partirà la nuova Flotilla;
– il 25 aprile può coronare la nuova liberazione nazionale.






