L’8 febbraio abbiamo preso parte al Congresso del Circolo di Pisa “Camilo Cienfuegos” dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba. L’incontro con i compagni si è rivelato un’importante occasione di confronto, consentendo un’analisi approfondita della situazione attuale e una riflessione su come il movimento comunista e antimperialista possa agire per porre fine alla Terza Guerra mondiale in corso e alle politiche aggressive dell’imperialismo USA-NATO.
Durante la sua relazione introduttiva, il segretario del circolo locale ha illustrato i traguardi raggiunti nel corso del 2025, evidenziando il coinvolgimento dell’associazione in numerose iniziative. Tra queste, spicca la partecipazione attiva alle Brigate di Solidarietà con Cuba, arricchita da una testimonianza diretta che ha offerto uno sguardo autentico sull’esperienza vissuta.
Gli interventi hanno evidenziato come l’Associazione rappresenti un elemento fondamentale nella solidarietà internazionalista verso Cuba e l’America Latina nel suo complesso. Abbiamo posto particolare attenzione alla situazione in Venezuela, sottolineando l’importanza di una solidarietà concreta e attiva. Il contributo che abbiamo offerto come Partito, e che riportiamo in questo articolo, si è focalizzato sulla necessità di spezzare dall’interno la catena dell’oppressione imperialista. Il compito dei comunisti e degli antimperialisti è principalmente quello di spezzare il giogo dell’oppressione esercitato dalle “nostre borghesie”. L’Italia può essere il paese che apre la strada. Questo presuppone anzitutto liberarci dalla presenza delle oltre 130 installazioni USA- NATO che fanno del nostro paese una retrovia dei gruppi imperialisti USA e sionisti in particolare. Il concetto che abbiamo portato è che praticare il nostro internazionalismo significa recuperare la nostra sovranità nazionale: la nostra sovranità popolare! Nel caso di specie, la sovversione della comunità internazionale degli imperialisti americani, sionisti ed europei è quello che la costituzione del Governo di Blocco Popolare comporterà come effetto della sua esistenza e dell’attuazione del suo programma. Questo è un programma realista. Difficile ma del tutto possibile. Questo è il massimo contributo che possiamo e dobbiamo dare noi comunisti e antimperialisti ai popoli oppressi che lottano per la propria emancipazione.
Di seguito riportiamo il saluto che abbiamo condiviso durante il congresso, rinnovando il nostro ringraziamento per l’invito e confermando il nostro impegno a supportare le iniziative e le attività dell’Associazione, in linea con il comune spirito di collaborazione che ci unisce.
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Saluto della Federazione Toscana del P.CARC al Congresso del Circolo di Pisa “Camilo Cienfuegos” dell’Associazione di amicizia Italia-Cuba dell’8 febbraio 2026
Cari compagni,
porto il saluto della Federazione Toscana del Partito dei CARC al vostro congresso.
Auguriamo a questa iniziativa il pieno successo, così come al Congresso Nazionale dell’Associazione previsto per il 17, 18 e 19 aprile a Pescara.
Ringraziamo per l’invito e rispondiamo ben volentieri alle vostre sollecitazioni, circa l’esigenza di un confronto sulla situazione geopolitica attuale e su cosa dobbiamo fare per fronteggiare la guerra in corso.
La Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e associati si è infognata nella Terza guerra mondiale perché non ha altra via per fare fronte alla crisi che corrode e devasta il suo sistema alla radice: crisi economica, politica, culturale, crisi generale che investe ogni aspetto della società e che ha solo due soluzioni possibili, la rivoluzione proletaria o la guerra.
La guerra è una via obbligata per gli imperialisti, nonostante le sconfitte che subiscono come accade in Ucraina, come accade in Palestina e in Iran e come inevitabilmente accadrà quando la estenderanno nell’Asia orientale, contro Stati quali la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica Popolare Democratica della Corea.
Gli imperialisti seminano morte e distruzione, non hanno alcuna regola morale, non si arrestano di fronte ad alcun orrore, e in questo senso sono tigri vere.
Ma fondamentalmente sono tigri di carta: ogni loro passo è un passo verso il baratro, vanno avanti alla cieca spinti dalla ricerca del profitto. Ogni loro passo suscita resistenza e ribellione come sta accadendo per il Venezuela.
L’aggressione militare del 3 gennaio, con il rapimento del presidente Nicolás Maduro e della primera combattiente Cilia Flores da parte delle forze statunitensi, ha dato impulso a una vasta mobilitazione internazionalista in tutto il mondo, che non si limita alla sola America Latina ma si collega alle lotte di solidarietà con la Palestina e alle iniziative contro le basi USA-NATO in Europa e in Italia.
Gli imperialisti saranno sconfitti, dunque, come lo furono i nazifascisti nella Seconda guerra mondiale perché nessuno può sconfiggere un paese dove il popolo e il suo governo sono uniti, dove i comunisti guidano le masse popolari ad avanzare nella costruzione del socialismo. Cuba è un esempio di ciò e ci trasmette alcuni, importanti, insegnamenti per la nostra lotta in Italia.
Il primo insegnamento è che vincere è possibile: fare la rivoluzione socialista non solo è possibile, ma è sempre più necessario. Cuba socialista ha dimostrato che anche un paese piccolo, assediato e aggredito senza scrupoli dai gruppi imperialisti più potenti del mondo, è in grado di resistere e vincere le aggressioni. Insieme all’eroica e vittoriosa resistenza della Corea e alla lunga e vittoriosa guerra del Vietnam, Cuba, diretta da Fidel Castro, ha mostrato la debolezza del sistema imperialista mondiale anche nella fase della sua ripresa dopo la Seconda guerra mondiale e ha dimostrato che la rivoluzione socialista è possibile anche in un solo paese.
Il secondo insegnamento è che il socialismo è per le masse popolari un sistema di rapporti sociali ben superiore al capitalismo. Nonostante il blocco economico, nonostante le continue e criminali aggressioni su tutti i terreni da parte dei gruppi imperialisti più potenti, nonostante l’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale, Cuba è oggi uno dei paesi in cui sono più ridotte le discriminazioni contro le donne, i giovani e la popolazione di colore, e in cui è più libero e universale l’accesso della popolazione all’alimentazione, alle condizioni basilari della vita, all’istruzione, all’assistenza sanitaria, alla gestione e alla progettazione della vita sociale.
Pertanto, la nostra solidarietà internazionalista consiste in un impegno fermo e concreto: fare dell’Italia un nuovo paese socialista.
I popoli oppressi e i popoli di quei paesi le cui autorità non intendono piegarsi alle prepotenze della Comunità Internazionale e che resistono quindi all’imperialismo, hanno bisogno che la rivoluzione socialista si sviluppi e vinca nei paesi imperialista. L’Italia può essere il paese che apre la strada.
Il governo Meloni è tutt’altro che stabile: sta in piedi solo perché il movimento delle organizzazioni operaie e popolari non si fa ancora apertamente promotore della sua cacciata. Per rispondere alla guerra, all’economia di guerra e al conseguente disciplinamento del fronte interno a suon di decreti e pacchetti sicurezza, come quello recentemente approvato da questo esecutivo, dobbiamo cacciare questo governo, impedire che si costituisca un altro governo delle Larghe Intese (che sia del PD o tecnico) e sostituirlo con un governo di emergenza delle masse popolari organizzate che sia composto da persone che godono della loro fiducia e imposto rendendo il paese ingovernabile alla classe dominante.
Costituire un governo del genere è il primo passo per conquistare quella sovranità nazionale indispensabile a far uscire l’Italia dalla Terza guerra mondiale, indispensabile a sostenere le lotte dei popoli oppressi e a costruire rapporti di solidarietà e collaborazione concreta con quei paesi che si oppongono al sistema imperialista mondiale e alla guerra. Lottare per la nostra sovranità nazionale significa creare le condizioni per esercitare la solidarietà internazionalista verso gli altri popoli, come ci insegna, storicamente, il primo movimento comunista.
Sovranità nazionale significa, anzitutto, liberarci dalla presenza delle oltre 160 basi e installazioni militari USA‑NATO che infestano il nostro paese, anche qui in Toscana: a Pisa, con Camp Darby, e a Firenze, con il comando NATO. Significa sabotare la guerra dall’interno del ventre della bestia imperialista!
Il primo paese imperialista che spezzerà le catene della Comunità Internazionale aprirà una breccia storica e darà forza, fiducia e slancio alle masse popolari di tutti gli altri paesi. L’Italia può essere quel paese: dipende da noi comunisti e antimperialisti far sì che lo diventi.

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