La querela che abbiamo sporto a dicembre contro i parlamentari di FdI sta smuovendo le acque.
Brevissima ricostruzione: a ottobre una squadra(ccia) di parlamentari di FdI ha presentato un’interrogazione al ministro Piantedosi per avere informazioni sui provvedimenti delle autorità contro il P.Carc per i contenuti “sovversivi” della propaganda, per la promozione dell’antisemitismo e per la presunta convergenza fra “terrorismo comunista e terrorismo islamico”.
Nelle intenzioni degli interroganti la criminalizzazione del P.Carc aveva lo scopo di rafforzare la criminalizzazione del movimento popolare e la campagna mediatica su cui poggia la repressione poliziesca e giudiziaria. Ma gli interroganti sono rimasti spiazzati di fronte al fatto che il P.Carc li ha querelati (vedi “Abbiamo querelato i parlamentari di FdI” sul numero 1/2026 di Resistenza).
Sara Kelany, querelata, non l’ha presa benissimo e trasuda bile. Un giorno sì e uno no pubblica su Facebook invettive e provocazioni contro il P.Carc.
Fra le ultime “perle” anche una sorta di canzonatura perché “i rivoluzionari si rivolgono alla magistratura”.
È talmente disabituata a non rispondere di quello che fa e di quello che dice e avvezza all’impunità e all’irresponsabilità che non riesce a capacitarsi di essere stata querelata.
Per non farsi mancare niente ha anche provato a intimidire il deputato del M5s Dario Carotenuto, per la sua partecipazione all’iniziativa in solidarietà al Venezuela che si è svolta a Napoli il 17 gennaio.
In sostegno di Sara Kelany sono accorsi i giornalacci del governo. In particolare Il Giornale ha iniziato a pubblicare un giorno sì e uno no – sembra che la redazione lavori su commissione – articoli dal taglio scandalistico e allarmistico: “I Carc vogliono cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo che attua la Costituzione del 1948” (sic!).
Francesco Filini, querelato, è più composto. Continua a operare a testa bassa in qualità di membro della Commissione parlamentare di vigilanza Rai. Propaganda sionista a tutto spiano, sia quando è ospite delle trasmissioni televisive, sia quando si limita a vigilarne il contenuto.
Probabilmente non è un caso che la Rai faccia da megafono tanto alla propaganda sionista che a quella missina.
A inizio gennaio il vicedirettore di Rai sport ha pubblicato sui social il simbolo del Msi con chiaro intento apologetico. Nulla di stupefacente o particolarmente scomodo se Riccardo Pescante fosse un signor nessuno qualunque. Ma il simbolo del partito dei fucilatori di partigiani e dei promotori delle leggi razziali in Italia è stato pubblicato, in questo caso, da un dirigente Rai.
Le acque attorno alla querela si stanno dunque muovendo, ma non ancora come potrebbero.
Stiamo lavorando affinché la querela, che si presenta ed è ancora recepita come uno scontro fra P.Carc e FdI, diventi compiutamente uno strumento di lotta contro la cappa di censura, repressione, strumentalizzazione, impunità e tracotanza dei personaggi che affollano le file di FdI; perché diventi, a tutti gli effetti, uno strumento di lotta contro il governo Meloni.
E del resto, sono in tanti ad avere solidi e fondati motivi per schierarsi in questa lotta e impedire che la querela venga insabbiata.
Era il 2023 quando il sottosegretario alla giustizia, Delmastro, è stato pizzicato a trafugare segreti istruttori sul caso Cospito per consegnarli al collega di partito Donzelli, che all’epoca aveva il compito di “infiammare l’aula” con discorsi forcaioli e giustizialisti. Nel 2025 è stato pure condannato.
Delmastro non era affatto nuovo a comportamenti da guappo di cartone. Ricordiamo, fra tutte, le dichiarazione ai limiti del sadismo contro i detenuti (“l’intima gioia” provocata dal “non lasciarli respirare”?).
Gli esponenti “territoriali” di FdI, in particolare quelli torinesi e massesi, si sono distinti per l’incontenibile entusiasmo per essere riusciti a usare il Ministero dell’Interno come arma per regolare vecchi conti personali “con gli antagonisti”. Marrone e Montaruli hanno convinto Piantedosi, senza dover troppo insistere, a sgomberare l’Askatasuna (Montaruli, quella condannata per peculato nel 2023: usava i rimborsi da consigliera regionale per fare regali a se stessa, ai famigliari, conoscenti e collaboratori). Alessandro Amorese è persino riuscito a far pubblicare sulla pagina Facebook del Ministero dell’Interno un post celebrativo dello sgombero della Casa Rossa, a Massa, dello stesso tenore delle “celebrazioni istituzionali” che hanno seguito l’arresto di Provenzano.
Che dire poi del Presidente del Senato, terza carica dello Stato, Ignazio La Russa? Ha usato la carica per togliere dagli impicci (cioè per impedire le indagini) il figlio Leonardo, denunciato per stupro.
E non si contano, letteralmente non si contano, i personaggi di seconda fila che, esaltati dalle gesta degli esponenti nazionali e dalla tracotanza che ostentano, si abbandonano a dichiarazioni in bilico fra il farneticante e il criminale.
Al netto del fatto che in alcuni casi il sospetto è che si tratti di circonvenzione di incapace da parte dei vertici di FdI, si va con leggerezza dallo “sterminare i comunisti” a “violentare le donne che manifestano per la Palestina” fino alla castrazione chimica per gli stupratori (Capito, Leonardo La Russa?).
Il deputato Domenico Furgiuele della Lega ha patrocinato per il 30 gennaio una conferenza stampa alla Camera per la presentazione della legge di iniziativa popolare di Casa Pound sulla “remigrazione”. I fascisti in doppio petto provano ad aprire il parlamento ai fascisti “del terzo millennio”.
Le imbarazzate reazioni di Lorenzo Fontana, leghista e Presidente della Camera, sono la tipica ipocrisia dei nostalgici di quel duce che si travestì da tedesco per scappare in Svizzera.
Vogliamo smuovere le acque perché se qualcuno pensa che tutto questo sia “normale” si sbaglia.
Non è normale ed è sbagliato rassegnarsi a questo andazzo. E poiché non siamo gli unici a pensare che non sia normale e che sia sbagliato rassegnarsi, lanciamo un appello alla controffensiva.
Un appello ai compagni e alle compagne, ai democratici, ai progressisti, agli organismi operai e popolari e ai movimenti a sostenere la lotta per evitare che la querela contro FdI venga insabbiata.
Vi chiediamo di sostenerla mettendoci la faccia e la firma, quale che sia il motivo generale o particolare per cui pensate che è ora di rimettere questi fascisti di merda al loro posto.
Un appello anche ai deputati e senatori antifascisti affinché si rendano disponibili a promuovere una conferenza stampa (alla Camera o al Senato) in cui, prendendo spunto e stimolo dalla nostra querela, prenda la parola il movimento popolare contro i promotori della Terza guerra mondiale. Contro quelli che in questo caso specifico hanno nostalgia del fez e della camicia nera (alcuni hanno sfoggiato anche la divisa delle SS con tanto di svastica al braccio, come Galeazzo Bignami), ma nascondono dietro al becero nazionalismo il più squallido servilismo alla Nato, agli Usa, ai sionisti e alla Ue.


![[Firenze] 9 maggio 1945 – 9 maggio 2025 Le masse popolari possono liberare il paese!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2025/05/bandiera-rossa-sventola-sul-reichstag.jpg?fit=800%2C600&ssl=1)



