Nelle scorse settimane abbiamo assistito ad alcune provocazioni di esponenti locali e regionali di Fratelli d’Italia. Ad aprire le “danze” è stato il consigliere comunale di Firenze Matteo Chelli, che il 30 dicembre ha presentato un emendamento alla delibera al bilancio nel quale invocava lo sgombero del CPA Firenze Sud, accompagnando la richiesta alla proposta di destinare quello spazio all’edilizia pubblica e sociale. Siamo all’assurdo: il consigliere di un partito che si è reso alfiere degli sfratti utilizza proprio questo argomento ai danni di uno spazio che da quasi trent’anni è presidio di organizzazione e lotta per le masse popolari del quartiere!
I “Fratelli d’Israele” Alessandro Draghi e Stefano Mengato hanno continuato, poi, attaccando l’assessore di Sesto Fiorentino Jacopo Madau per aver scritto che il calciatore israeliano Manor Solomon, recentemente acquistato dalla Fiorentina e dichiarato sostenitore di Netanyahu, non è il benvenuto a Firenze. Il consigliere comunale Alessandro Draghi, d’altronde, non è nuovo nell’agitare il vecchio e ridicolo mantra dell’antisemitismo per mettere in cattiva luce chi si oppone al genocidio del popolo palestinese: ricordiamo bene quando decise di sfruttare il tempo e lo spazio a sua disposizione per una dichiarazione in cui chiedeva l’oscuramento del sito del (n)PCI in seguito alla lista degli agenti sionisti italiani pubblicata dai compagni con l’Avviso ai Naviganti n.145. L’assessore Madau, per la sua giusta e doverosa presa di posizione, è stato preso di mira, con le stesse argomentazioni, oltre che da Draghi & Co., anche dal Console onorario d’Israele Marco Carrai. Non ci stupisce affatto questo “accordo bipartisan” di FdI e del braccio destro di Matteo Renzi: a volte anche nostalgici del ventennio, in ogni caso agenti sionisti…
Per concludere il triste teatrino, sono da menzionare altri due casi: il commento social dell’ormai ex coordinatore comunale di Empoli di Fratelli d’Italia Isacco Cantini che voleva “sterminare i comunisti anche in Italia”, con riferimento all’aggressione USA al Venezuela (Cantini, quanto meno, ha chiaramente detto quello che pensa dei comunisti e degli antifascisti, senza nascondersi dietro tante parvenze di finta democrazia!) e l’attacco rivolto da Jacopo Cellai e Francesco Torselli all’Assemblea per lo Sciopero, che ha organizzato presso il CPA lo scorso 9 gennaio l’interessante e utile iniziativa “Pratiche di Resistenza”. L’incontro, che vedeva anche la presenza dell’avvocato Sauro Poli, aveva l’obbiettivo di informare i partecipanti su quali siano i propri diritti davanti a situazioni come convocazioni in Questura, interrogatori e altri tentativi di repressione: evidentemente, anche solo menzionare le libertà conquistate con la lotta antifascista di cui (ancora) oggi godiamo è sufficiente per far sussultare questi nostalgici del fascismo.
Il Partito dei CARC esprime piena solidarietà ai compagni del CPA, all’assessore Jacopo Madau e all’Assemblea per lo Sciopero.
Il motivo per il quale riportiamo questa serie di episodi non è tanto quello di una denuncia fine a se stessa (la natura di FdI è chiara, anche a molti ex elettori di questo partito, come dimostra il drastico calo di voti nelle ultime elezioni regionali), ma semmai quello di sviluppare una riflessione rispetto alla necessità di costruire un fronte comune fra le forze sane della società che si dia l’obbiettivo dichiarato della cacciata di questi agenti atlantisti, sionisti e guerrafondai, a partire dai nostri territori e fino ad arrivare al governo del paese.
E’ in quest’ottica che come P.CARC abbiamo deciso, il 2 dicembre scorso, di querelare per diffamazione i parlamentari di Fratelli d’Italia Sara Kelani e Francesco Filini, in seguito ad un’interrogazione che i due e altri loro sodali hanno presentato in Parlamento al ministro Piantedosi lo scorso 8 ottobre, interrogazione con la quale si accusava il nostro partito di antisemitismo e si chiedeva se fossero in atto indagini o misure contro il P. CARC per il contenuto del volantino che abbiamo diffuso durante le mobilitazioni del 3 e del 4 ottobre scorso. Il volantino “incriminato”, fra le altre cose, faceva riferimento alla necessità di cacciare il Governo Meloni e sostituirlo con un governo di emergenza popolare che attui effettivamente la Costituzione del 1948. Siamo convinti del fatto che, con l’interrogazione in oggetto, gli esponenti di FdI non avessero l’obbiettivo di colpire “solo” il P.CARC, ma di avanzare nella criminalizzazione di tutto l’ampio movimento di solidali col popolo palestinese che si è dispiegato durante lo scorso autunno e che ha fatto letteralmente tremare il Governo. A conferma di questo, parlano la lunga serie di episodi repressivi verificatisi nei mesi seguenti: gli arresti a Mohammad Hannoun e ad altri palestinesi su ordine dei servizi segreti israeliani, le ispezioni ordinate da Valditara nelle scuole toscane in seguito agli incontri con Francesca Albanese, le misure cautelari contro gli studenti minorenni torinesi e, ultima novità, le 37 denunce per “interruzione di pubblico servizio” ai danni degli attivisti massesi per lo sciopero del 3 ottobre: un primo tentativo di applicare su larga scala il nuovo Decreto Sicurezza.
Ebbene, la querela che abbiamo depositato è un atto legale, ma è prima di tutto un atto politico. Vogliamo che questa querela diventi uno strumento di organizzazione e di lotta che mettiamo a disposizione di tutte le forze comuniste e antifasciste, dei comitati, delle organizzazioni operaie e popolari per passare da accusati ad accusatori: per questo rivolgiamo l’appello a darne la più ampia diffusione, anche per evitare che venga archiviata.
L’abbiamo scritto nel volantino, lo rivendichiamo e lo faremo: occorre organizzarsi per cacciare il governo della repressione e dello sgombero dei centri sociali come Leoncavallo e Askastasuna, il governo guerrafondaio servo degli USA e complice delle scorribande in corso in Venezuela, il governo che ogni giorno dichiara guerra alle masse popolari con tre morti al giorno sul posto di lavoro, delocalizzazioni e aumento del costo della vita. Il loro posto non deve essere preso da altri, analoghi, agenti sionisti e atlantisti che si danno una spruzzata di finto antifascismo quali sono i partiti del cosiddetto “campo largo” (PD in testa).
Dobbiamo imporre un governo d’emergenza popolare che sia emanazione diretta del fronte anti larghe intese che in embrione esiste già nella realtà e alla cui testa si trovano gli organismi operai e popolari che si sono rafforzati con le mobilitazioni del “Blocchiamo tutto”, come il CALP di Genova, come il CdF della ex GKN, come la miriade di organizzazioni che sono nate nei posti di lavoro, negli ospedali, nei quartieri, nelle scuole: come l’Assemblea per lo sciopero di Firenze o il Presidio permanente per la Palestina di Massa. Questa è la spina dorsale della società, che deve arrivare ad avere la forza di sostituire gli attuali rappresentanti con esponenti veramente progressisti e antifascisti, decisi e in grado di applicare la Costituzione del 1948, a partire dall’articolo 11.
Federazione Toscana del Partito dei CARC

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