La Federazione Toscana del Partito dei CARC aderisce e invita a partecipare al presidio che si svolgerà lunedì 15 dicembre (ore 15:00 in Via dei Gondi, angolo Piazza della Signoria) indetto da Firenze per la Palestina.
Un presidio che, oltre a denunciare la decisione della sindaca Sara Funaro di non assegnare la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, contesta la mancata interruzione dei rapporti con Israele e con le aziende complici del sionismo, chiede al Comune di Firenze il ritiro dell’adesione alla definizione dell’Ihra che equipara l’antisionismo all’antisemitismo e chiede la destituzione di Marco Carrai, Console onorario d’Israele, dalla presidenza della Fondazione Meyer.
Anche Carrai ha preso parola in sostegno alla sindaca e contro il riconoscimento a chi si attiva nella pratica in solidarietà alla Palestina, seguito a ruota dall’Associazione Italia-Israele di Firenze che ha presentato un esposto al Prefetto per chiedere l’immediata rimozione della bandiera palestinese esposta sul Palazzo Sacrati Strozzi, sede della Presidenza della Regione Toscana.
Le argomentazioni della Funaro sulla negazione della cittadinanza onoraria alla Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori occupati, sono i suoi messaggi “divisivi”, ad esempio rispetto alle contestazioni e irruzione nella sede del quotidiano La Stampa, uno dei principali organi di disinformazione della famiglia Agnelli-Elkann.
Le parole della sindaca sui messaggi “divisivi” dell’Albanese hanno la stessa matrice di quelle pronunciate da Meloni e La Russa quando affermano che “il 25 aprile è una festa divisiva”. Per la classe dominante tutto quello che afferma con forza gli interessi delle masse popolari che si organizzano per la difesa dei propri diritti e si mobilitano per cambiare il sistema di potere imposto dalla borghesia imperialista è qualcosa da censurare, da combattere e, in ultima istanza, da abolire. È intossicazione delle menti delle masse popolari, manipolazione delle informazioni che nel nostro paese i partiti dei due poli delle Larghe Intese (il polo PD e il polo Berlusconi) foraggiano a piene mani.
Non a caso è proprio la parte più apertamente sionista del PD quella che più spinge verso la corsa al riarmo e per la discussione in aula del DDL promosso dal Graziano Delrio per scongiurare ogni forma di critica allo Stato sionista d’Israele che, se vogliamo, è ancora peggiore del DDL Gasparri sullo stesso tema. Queste spinte, però, indeboliscono il PD stesso e generano delle contraddizioni di cui dobbiamo approfittare. In Toscana il PD ha uno dei centri di potere principali che però è in crisi sia a livello del Comune di Firenze che regionale, come hanno ben mostrato gli scarsi risultati elettorali o episodi come quello del sindaco di Vicchio (FI) che ha chiesto alla Schlein di buttare fuori i sionisti dal PD e ha presentato la proposta di conferire all’Albanese la cittadinanza onoraria di Vicchio.
Oggi chi legittimamente lotta in supporto alla Palestina, chi denuncia e si oppone allo stato sionista e criminale di Israele e agli affari dei suoi agenti sul nostro territorio viene perseguitato e represso. Basti vedere, solo per rimanere in Toscana, il processo a Gianluca Marinai o la vicenda di Leonardo, ma anche le ispezioni nelle scuole dove è stata a parlare sempre l’Albanese ordinate dal ministro Valditara.
È necessario quindi sviluppare la solidarietà verso chiunque sia colpito da questi attacchi e contro i processi alla Resistenza Palestinese come quello di Anan in corso a L’Aquila. Farlo vuol dire non solo prendere posizione, ma lottare attivamente per cacciare gli esponenti delle Larghe Intese che sono artefici di questa repressione e che salvaguardano i sionisti e i loro interessi a spese delle masse popolari delle città che governano. Per Firenze, vuol dire mobilitarsi per cacciare la sindaca Funaro e la sua amministrazione e, per farlo, serve anche che i dipendenti pubblici e del Comune facciano fronte con gli organismi che lottano in solidarietà alla Palestina. Molti dei lavoratori del pubblico di Firenze, infatti, si stanno già organizzando per vedere rispettati i loro contratti e diritti minimi, come i bibliotecari e i lavoratori dei musei. A loro rivolgiamo un appello particolare, perché sono coloro che possono bloccare direttamente la macchina comunale e contribuire così alla cacciata della sindaca, che si fa vedere in piazza insieme a Landini allo sciopero della CGIL del 12 dicembre, ma che se ne frega delle condizioni dei lavoratori della sua città.
Quindi, a prescindere da quello che farà la sindaca, devono essere i lavoratori, i comitati e le tante organizzazioni politiche e sindacali solidali con la Palestina a conferire a Francesca Albanese la “cittadinanza popolare”.
Le mobilitazioni dei mesi di settembre e ottobre hanno segnato una svolta nel nostro paese e non solo: se a livello internazionale hanno sostenuto la Resistenza palestinese che ha imposto ai guerrafondai Usa e sionisti la “tregua”, nel nostro paese hanno mostrato che le masse popolari si mobilitano se le parole d’ordine sono avanzate (“blocchiamo tutto”) e che il fuoco del cambiamento cova sotto la cenere. Quindi non dobbiamo dare tregua al nemico di classe, né a Firenze, né altrove, dobbiamo passare dalla difesa all’attacco, cacciando dalla nostra città l’amministrazione Funaro e Marco Carrai, entrambi afferenti al “giglio magico” di Matteo Renzi, così come il presidente della Regione Eugenio Giani.
Cacciamo la giunta Funaro, La lotta in solidarietà alla Palestina passa dalla liberazione di Firenze dal sionismo e dall’instaurazione un’Amministrazione Locale di Emergenza!
Partito dei CARC, Federazione Toscana


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