Condividiamo il video con cui Leonardo, collaboratore del P.CARC, denuncia l’indagine in cui è coinvolto a seguito dell’accusa di aver diffamato Marco Carrai. Quest’ultimo, figura chiave nei traffici legati ai sionisti sia in Toscana che nel resto del paese, è stato oggetto di alcune locandine dove viene definito un “criminale di guerra”.
Com’e’ noto, Carrai riveste diversi incarichi di rilievo: è presidente della Fondazione Meyer, vicepresidente della JSW (coinvolta nel tracollo) e presidente di Toscana Aeroporti, società che ha minacciato azioni legali contro gli operai GKN che hanno fatto irruzione nello scalo aeroportuale lo scorso 18 ottobre. Carrai è soprattutto console onorario dello Stato di Israele per la Toscana, l’Emilia Romagna e la Lombardia ed è un convinto sostenitore del sionismo. Egli rappresenta un paese responsabile di un genocidio: del genocidio a Gaza e della crescente occupazione coloniale e violenta in Cisgiordania.
Come P.CARC esprimano piena solidarietà a Leonardo e a tutti coloro che sono sotto attacco per il loro impegno nella causa palestinese. Siamo solidali, sempre e comunque, a prescindere dai metodi di lotta che hanno scelto di praticare o di cui sono accusati. Siamo solidali con i partigiani palestinesi Anan, Alì e Mansour che rischiano anni di carcere, con Mohammed Shin che rischia la deportazione in Egitto (da cui era letteralmente fuggito per scampare alla tortura), con Ahmad Salem in carcere da sei mesi per avere chiamato alla mobilitazione contro il genocidio. Siamo solidali con Gianluca Marinai, accusato di aver scritto su un muro: “W la resistenza palestinese”. Le autorità volevano silenziare la vicenda con un decreto penale di condanna: 150 euro di multa con pensa sospesa ma Gianluca ha deciso di fare ricorso: la resistenza va fatta anche nelle aule di tribunale!
Le oceaniche e combattive manifestazioni di settembre e ottobre hanno spaventato il governo. La reazione è quella che, sempre nella storia, la classe dominante ha messo in campo in questi casi, quella di chi ha finito tutte le altre opzioni: la repressione. Gli attacchi repressivi non sono un segno di forza, anzi! Denotano che la mobilitazione ha colpito nel vivo, che il governo è in difficoltà e non ha altre opzioni che cercare lo scontro diretto, esponendosi al rischio di ottenere l’opposto di quanto si propone. È proprio ciò che è accaduto in questo caso: con il pretesto di un’accusa, il loro intento appare chiaramente quello di intimidire un giovane come Leonardo e forse scoraggiarlo dal sostenere attivamente la causa palestinese. Tuttavia, hanno ottenuto esattamente il risultato opposto. La verità è che la classe dominante teme chi si organizza per il lavoro, teme i giovani che come lui e tanti altri, si organizzano per prendere in mano il proprio futuro, teme i lavoratori che scioperano, teme chi si organizza per cambiare lo stato di cose presente. Teme la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato in particolare nei paesi imperialisti come lo è l’Italia. La classe dominante e il governo Meloni non solo fanno bene a temerci ma dovrebbe farlo ancora di più perché ad ogni misura e nuovo attacco suscita ribellione e indignazione di parti crescenti della popolazione. La strada che indichiamo e che perseguiamo con decisione per non soccombere alla repressione è quella di non farsi paralizzare e legare le mani, denunciare ogni tentativo repressivo e proseguire con le proprie attività rilanciandole; farne occasione per estendere la rete di convergenza e la solidarietà!
Rilanciamo l’appello alla solidarietà a Leonardo e a Gianluca e invitiamo tutti quanti alla cena solidale che terremo il prossimo giovedì 4 dicembre al circolo di S. Niccolò a Firenze alle ore 20.00 prenotando al 3391918491
Rafforziamo con maggiore determinazione il nostro impegno nella lotta in solidarietà e sostegno al popolo palestinese. Una battaglia che si intreccia strettamente con quella in difesa degli interessi delle masse popolari nel nostro Paese e per la liberazione dell’Italia dalla Comunità internazionale dei gruppi imperialisti. Siamo consapevoli che la resistenza contro i sionisti di Israele e i loro affiliati attivi in Toscana si manifesta, prima di tutto, attraverso l’obiettivo della rimozione di Marco Carrai a cominciare dal suo ruolo di presidente della Fondazione Meyer. Pertanto, seguiremo con attenzione l’evoluzione della vicenda di Leonardo, trasformandola in un ulteriore elemento della lotta per estromettere Carrai.
Ritorcere gli attacchi repressivi contro il nemico è possibile!
La miglior difesa è l’attacco!
La solidarietà è un’arma per rafforzare il nostro campo!
Solidarietà a Leonardo, a Gianluca, ai partigiani palestinesi e a tutti quelli sotto attacco dei sionisti e dei loro agenti!
P.CARC, Federazione Toscana
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sono con Leonardo…..
ti aiuteremo ….
Forza e Coraggio