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[Toscana] Tre esercitazioni militari in un mese: basta con la Nato e la guerra dei padroni!

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Dicembre 6, 2025
in Federazione Toscana
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Nell’ultimo mese si sono concluse sul territorio toscano ben tre esercitazioni militari di portata nazionale e internazionale. Nel dettaglio:

– il 14 novembre si è conclusa l’esercitazione Deployex IV, un’esercitazione della Multinational Division South (che ha sede nel Comando Nato a Firenze) di movimentazione logistica da Firenze ad un’ipotetica zona di imbarco, rappresentata per l’occasione dall’aeroporto di Ampugnano (SI);

– il 28 novembre è stata la volta dell’esercitazione Mangusta 2025 che ha visto impiegati, tra le province di Pisa, Livorno, Siena, Pistoia e Grosseto, oltre 1800 militari provenienti da 7 differenti nazioni e condotta contemporaneamente con le esercitazioni Caex II dell’Aviazione e Muflone del Comando Forze Speciali.​ Il tutto nell’ambito delle esercitazioni congiunte con altri paesi Nato che hanno partecipato, allo scopo “di verificare la capacità delle unità paracadutiste di pianificare, preparare e condurre un’operazione avioportata in uno scenario di combattimento ad alta intensità, comprendente attività di interdizione e contro-interdizione d’area volte a negare all’avversario la libertà di movimento e ad assicurare la superiorità tattica sul terreno e la condotta di una operazione JFEO (Joint Forcible Entry Operation) che prevede l’aviolancio, la conquista e la tenuta di un obiettivo strategico”;​

– il 1 dicembre, infine, si è conclusa anche l’esercitazione Muflone 2025 del Comparto delle Forze Speciali dell’Esercito che ha visto impiegati i reparti per tre settimane nel senese e nel grossetano. L’obiettivo dell’esercitazione era quello di “provare sul terreno l’interoperabilità tra le Forze Speciali e la componente convenzionale terrestre in uno scenario di combattimento contro un avversario paritetico”.

Si parla quindi di tre esercitazioni Nato di grossa portata svolte nel giro di poche settimane, che non fanno altro che alimentare i venti della Terza guerra mondiale in corso anche nel nostro paese. Queste operazioni hanno visto pure la sperimentazione sul campo di nuove tecnologie come il C2D/N EVO, ovvero l’innovativo sistema di Comando, Controllo e Navigazione per le Forze Terrestri frutto della collaborazione tra Leonardo ed Esercito e l’utilizzo massiccio di droni.

Notiamo anche che tutte le esercitazioni hanno preso di mira il piccolissimo aeroporto di Ampugnano (SI) chiuso da anni e ora capiamo meglio perché l’Amministrazione comunale di Siena abbia così tanta fretta e necessità di riaprirlo (ufficialmente per uso civile e per la sola tratta Siena-Roma…). Dietro il paravento dei voli civili, infatti, c’è la volontà di farne un aeroporto a uso militare! La stessa matrice che c’è dietro la volontà delle istituzioni regionali e fiorentine di raddoppiare a tutti i costi la pista dell’aeroporto di Peretola (FI), in modo da disimpegnare Pisa dai voli civili e investire di più nel militare.

Anche tra Pisa e Livorno, infatti, i traffici di armi si fanno più intensi da mesi, in particolare da e verso la base Usa di Camp Darby per la quale le Ferrovie dello Stato hanno costruito dei nuovi scambi e binari alla stazione del Tombolo e hanno ammesso di aver fatto transitare convogli militari contenenti armi, esplosivi e quant’altro all’insaputa della popolazione civile e del resto del personale delle stazioni, esponendoli di fatto anche al pericolo di incidenti.

Il territorio della nostra regione è evidentemente sempre più militarizzato, nel silenzio più totale dei partiti delle Larghe Intese che amministrano i comuni e la Regione fresca di elezioni. Dall’altra parte della barricata, però, decine sono i comitati che si battono contro i traffici di armi, contro la guerra, contro la militarizzazione della società e i suoi effetti. Decine di comitati in cui è crescente la consapevolezza e la necessità di coordinarsi per mettere un freno alle politiche scellerate delle Larghe Intese. Le mobilitazioni degli scorsi mesi e anche di queste settimane in solidarietà alla resistenza palestinese, contro la finanziaria di guerra e contro le manovre repressive del governo Meloni possono e devono essere un alimento in questo senso.

Solo le masse popolari organizzate, infatti, possono fare quello che il governo Meloni suddito dei sionisti, della Nato e della Ue non può e non vuole fare. Solo loro possono unirsi alla classe operaia organizzata che è alla testa degli scioperi e delle mobilitazioni e cominciare a mettere in atto tutte le misure legittime negli interessi dei proletari (legali o illegali che siano). Misure immediatamente attuabili come la rescissione di tutti gli accordi economici, politici e accademici tra la Regione Toscana e lo Stato di Israele; la cacciata di Marco Carrai dalla Fondazione Meyer, da Toscana Aeroporti e da JSW a Piombino; la non riapertura dell’aeroporto di Ampugnano, il no al nuovo masterplan dell’aeroporto di Peretola; la progressiva chiusura delle basi militari Usa e Nato della regione; la lotta per impedire lo smantellamento dell’apparato produttivo e la sua riconversione al militare, ecc.  

Perché affinché le cose cambino, è necessario che le decisioni vengano prese da chi vuole cambiare tutto. Protestare e denunciare non basta, serve fare un salto. Un salto che consiste nel darsi una prospettiva di vittoria e lavorare passo dopo passo per raggiungerla, indicando, promuovendo e preparando una via d’uscita dalla guerra e dalla crisi che sia negli interessi delle masse popolari. Serve quindi che via via le masse popolari organizzate mettano in atto tutte le iniziative di cui sono capaci che minano la legittimità del governo della Regione della cricca di Giani e del governo Meloni.

Facciamo appello ai comitati, alle associazioni e alle forze sociali e politiche di Siena – città particolarmente investita dalle esercitazioni Nato dell’ultimo mese – ad elevare il monitoraggio delle attività militari, a denunciarle e soprattutto a mobilitarsi contro di esse coordinandosi con i tanti comitati contro guerra e Nato che operano in Toscana, a partire da quelli di Firenze e Pisa.

Siamo in una fase in cui i mesi valgono anni e i giorni valgono mesi. La situazione può cambiare velocemente e averne consapevolezza è il primo passo per cambiare tutto davvero.

Fuori la Nato dalla nostra terra! No alla militarizzazione della società! Mobilitiamoci per un governo di emergenza!

P.CARC, Federazione Toscana

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