Mercoledì 3 dicembre la Guardia di Finanza per conto della Corte dei conti ha notificato amministratori, dirigenti e revisori dei conti pro tempore della Città Metropolitana di Napoli l’apertura di un’inchiesta per un danno erariale di circa 23 milioni di euro. Tra gli indagati anche Luigi De Magistris. L’accusa è di aver provato a salvare l’azienda del trasporto pubblico CTP sull’orlo del fallimento. Salvataggio poi non andato in porto dato che, scaduto il mandato di De Magistris, è stata smembrata e privatizzata da De Luca e Manfredi.
Appena ricevuto l’avviso, l’ex sindaco di Napoli ha, giustamente, dichiarato: “agire nell’interesse pubblico, provare a salvare un’azienda pubblica, per un sindaco seguire pareri e proposte di direttore generale, segretario generale, ragioniere generale, dirigenti tutti, revisori dei conti, con il sostegno di tutti i consiglieri metropolitani di tutte le parti politiche, può mai essere una colpa o una condotta illegittima?”
Il Partito dei Carc – Federazione Campania esprime la sua solidarietà a Luigi De Magistris. Indipendentemente da quello che leggi e la magistratura contabile potrà affermare, fare tutto quanto in proprio potere per difendere le aziende pubbliche, i posti di lavoro e la tenuta di un servizio essenziale come il trasporto pubblico è un’opera da cui ogni sindaco e amministratore deve prendere esempio.
L’esatto contrario di quello che oggi la giunta Manfredi sta facendo attraverso l’attuazione del Patto per Napoli. Un “pacco” fatto di svendita dei beni immobili e monumentali della città come la Galleria Principe di Napoli, di riscossione persecutoria dei tributi e di liquidazione delle aziende comunali e partecipate come Napoli servizi.
È proprio per queste “nuove mani sulla città” che anche i tentativi di salvataggio di aziende pubbliche come la CTP fatte da amministratori alla De Magistris sono esempi pericolosi e da criminalizzare. È inaccettabile che questi cosiddetti “danni erariali” debbano essere pagati dagli amministratori o dai dirigenti comunali. Questo meccanismo mette questi amministratori e dirigenti sotto ricatto, in condizioni di non poter esercitare liberamente e secondo coscienza il proprio ruolo, li costringe a farsi complici di politiche antidemocratiche e ostili a quelle iniziative che vanno nella direzione dell’attuazione della Costituzione come i tentativi di salvataggio di CTP.
Il procedimento in corso, quindi, rientra nelle manovre del Governo centrale, della Corte dei conti e anche del suo terminale locale bifronte Fico-Manfredi di mettere le mani sui beni pubblici della nostra città e minare la sovranità dei napoletani. Tentativo che tutte le forze democratiche e popolari della città devono respingere. Un primo passo per farlo è quello di firmare la petizione popolare lanciata dalla campagna Riprendiamoci la città – Napoli non si vendeper la sospensione del Patto per Napoli (la petizione è reperibile dal sito o dai social omonimi della campagna) e di mobilitarsi in città per la cacciata della giunta Manfredi.
Le nostre città e le nostre regioni hanno bisogno di Amministrazioni Locali d’Emergenza che da subito inizino a prendere provvedimenti urgenti, anche se provvisori, per quanto riguarda il lavoro, la casa, i servizi pubblici, l’ambiente e che contribuiscano, con il loro operato e le misure che adottano, a sabotare l’azione del governo centrale e ad alimentare l’ingovernabilità a ogni decreto, legge reazionaria, misura di guerra che va contro gli interessi popolari.



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