Festeggiamo un’altra vittoria per il delegato USB Sanità e nostro compagno, Marco Lenzoni, che ha ottenuto l’annullamento della ennesima contestazione disciplinare ricevuta negli ultimi anni. Il ricorso è stato accolto completamente, confermando che le accuse non avevano fondamento alcuno se non quello di voler colpire un delegato attivo sindacalmente e non solo.
La ASL ha cercato motivazioni pretestuose per colpirlo, usando un post FB dove il compagno si mostra in vacanza senza averlo comunicato durante la malattia: già così faceva abbastanza ridere il “peso dell’accusa”, visto che tutti sanno che Marco non è così sprovveduto da far sciocchezze simili, ovviamente. La reale motivazione per cui è stato attaccato attraverso l’uso indiretto dell’arma degli obblighi di fedeltà aziendale (con i quali i padroni vorrebbe chiudere la bocca ai lavoratori combattivi) sono le sue critiche pubbliche al sistema delle cosiddette “aslone”, e il sostegno alla campagna referendaria che è stata condotta in questi mesi per contestarle. L’obbiettivo è (sempre) quello di colpire un delegato sindacale, un comunista e un attivista sociale: colpire uno per colpire tutti, stavolta andando anche a ficcanasare nella vita privata… Peccato che gli è andata male anche a questo giro!
Marco in questi mesi di vertenza ha mostrato come non si debba chinare la testa di fronte a questi attacchi subdoli che a nostro avviso vanno ben oltre la soglia del mobbing; ha mostrato come sia importante sbandierare ai quattro venti l’attacco facendo banchetti, raccolte firme, organizzando un presidio all’ospedale di Livorno in cui i compagni del P. Carc erano presenti insieme ai suoi colleghi, sindacalisti e delegati di USB, militanti di comitati per la Sanità pubblica, operai della Sanac. Tutto questo lavoro ha portato Marco, con il supporto del suo sindacato USB di Massa Carrara, ad avere la massima solidarietà operaia e popolare e a respingere un attacco che è strettamente legato con lo smantellamento e la devastazione della Sanità pubblica, così come avviene per altri delegati impegnati in fabbriche, scuole e università, ospedali ed enti pubblici: per procedere indisturbati, per i padroni è necessario zittire delegati e lavoratori conflittuali e disarticolare l’organizzazione e la mobilitazione sindacale dentro e fuori i posti di lavoro.
Chi pensava di metterlo a tacere con i provvedimenti disciplinari si è dovuto ricredere! Marco mostra ai lavoratori che non vogliono chinare la testa che è ben possibile farlo, che questi attacchi padronali bisogna ritorcerglieli contro passando dalla difesa all’attacco, mostra come usare la solidarietà di classe come arma: perché i padroni hanno terrore della solidarietà, va contro il loro pensiero reazionario e il loro intento di isolare il lavoratore, demoralizzarlo e fiaccarlo, farlo sentire solo e abbandonato, in poche parole far passare che “te la sei cercata”. Si tratta di una questione collettiva e non individuale, come tale va gestita e diretta.
Molti sono i lavoratori oggi che vengono colpiti dalla repressione aziendale, in non pochi vincono i processi ma il paradosso è che sta passando la tendenza nei tribunali che 1. ognuno si deve pagare le spese legali anche se ha vinto, 2. se perdono sono condannati a spese legali astronomiche (la ASL e le altre aziende pubbliche che le intentano sappiamo bene dove li pescano: dalle nostre tasche). Queste sono pratiche funzionali a scoraggiare il lavoratore a fare causa e non arrivare a processo rischiando di andare incontro pure a simili pagamenti iniqui (che magari si aggiungono a un licenziamento). I padroni sanno benissimo che un lavoratore ha difficoltà ad arrivare a fine mese, figuriamoci pagare delle spese legali per giunta esorbitanti. Chi vince non deve pagare un bel niente, semmai dovrebbero farlo quei dirigenti e “manager” che con tanta facilità attaccano delegati e lavoratori e somministrano provvedimenti disciplinari a man bassa: magari, sapendo che non rimarranno impuniti e che ci rimetteranno dalle loro tasche e non dalle nostre, ci penseranno due volte…
Come P.CARC invitiamo ogni lavoratore a organizzarsi e sosterremo chiunque si mette su questa strada, la strada della lotta di classe per la conquista di una nuova governabilità delle aziende, dei servizi di scuole e ospedali che tentano di ridurre a caserme e mattatoi, in poche parole del paese. È necessario organizzarsi in ogni azienda 1. per mettere in piedi una cassa di resistenza che faccia fronte alle spese legali, 2. per far fronte a denunce e intimidazioni, 3. per non trovarsi impreparati di fronte a licenziamenti, chiusure e attacchi vari, 4. per insegnare a tutti e dare a tutti la possibilità di lottare ed essere protagonisti. Organizzarsi serve per continuare a bloccare tutto per cambiare tutto, per imporre un governo di emergenza popolare che cominci ad invertire il disastroso corso delle cose in cui siamo sempre più immersi, fatto di guerra, miseria e devastazione ambientale.
Marco Lenzoni insegna che la lotta paga e i padroni non sono forti come vogliono sembrare, sono tigri di carta che si accartocciano quando trovano lo zoccolo duro della classe operaia e dei lavoratori! Che questa vittoria sia di esempio e slancio per tutti i lavoratori che oggi lottano sul proprio posto di lavoro per la sicurezza, il salario e contro chiusure, licenziamenti e angherie di ogni genere!
Ancora complimenti a Marco e a USB Massa Carrara, viva la solidarietà di classe, arma, patrimonio storico e coscienza collettiva della classe operaia che dobbiamo far vivere e crescere, per portarla ad adempiere al suo compito storico di cambiare il corso disastroso delle cose e fare dell’Italia un nuovo paese socialista!
P.CARC, Federazione Toscana

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