Il governo guerrafondaio Meloni sta dando particolarmente risalto alla “Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate”, il 4 novembre, per rinfocolare la propaganda bellicista e di sottomissione alla Nato, per legittimare l’economia di guerra (è in via di approvazione la legge di bilancio che aumenta a dismisura le spese militari, in ossequio a quanto chiesto da Nato e Usa, a discapito di servizi basilari per le masse popolari come trasporti, istruzione e sanità) e la partecipazione del nostro paese alla Terza guerra mondiale.
Oltre le celebrazioni istituzionali, sono prese di mira soprattutto le scuole. Dalle gite alle basi militari alla quasi “obbligata” promozione di attività che esaltano le forze armate (spesso in presenza di membri dell’Esercito), la patria, il sacrificio per essa, con particolare riferimento alla Prima guerra mondiale che fu una carneficina di proletari su larga scala, mandati al macello per la guerra dei padroni. La legittimazione della guerra in cui il governo Meloni ci sta trascinando necessita infatti del sostegno attivo o dell’indifferenza delle masse popolari.
Ma tanti sono i docenti e studenti che si ribellano a queste imposizioni di propaganda di guerra. In particolare l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e università da anni vigila e fornisce strumenti legali a docenti, personale scolastico e studenti per dire “no” a questo genere di attività (che purtroppo si snodano durante tutto l’anno scolastico).
Per la giornata l’Osservatorio, oltre a lanciare mobilitazioni in varie città del nostro paese, ha anche organizzato un corso di formazione e aggiornamento, insieme a un ente accreditato presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, dal titolo “4 novembre, la scuola non si arruola” che però il Ministero ha annullato. Il convegno verrà tenuto ugualmente, ma il personale scolastico non potrà richiedere l’esonero dal lavoro per formazione: è solo l’ultimo attacco del governo che lede la libertà di pensiero e di dissenso e soprattutto che attacca il mondo dei lavoratori. Questo fa il paio con il processo di approvazione del DDL Gasparri che equipara la critica allo stato sionista d’Israele all’antisemitismo e al DDL Sicurezza che criminalizza e inasprisce le pene per le legittime mobilitazioni dei lavoratori e del resto delle masse popolari.
Inoltre la stessa sera a Milano si terrà una mobilitazione che partirà da Palazzo Marino, ormai rinominata Piazza Gaza, per ribadire la contrarietà al gemellaggio Milano-Tel Aviv e denunciare la complicità della giunta Sala con l’Entità sionista. In effetti la stessa sera Sinistra per Israele ha organizzato un incontro al CAM di Via Garibaldi, con tanto di “presenze istituzionali”.
Ma il mondo della scuola e dell’università ha mostrato bene che nel nostro paese esiste un fronte ampio e combattivo contrario alla guerra, al genocidio in Palestina, alle manovre della Nato e all’economia di guerra. A Milano, come nel resto del paese, centinaia di migliaia di persone – di cui una grossa fetta appartenente al mondo della scuola – ha riempito le piazze in solidarietà alla Resistenza del popolo palestinese e alla Flotilla. Le grandi mobilitazioni degli ultimi mesi hanno contribuito a saldare i diversi fronti di lotta, a far nascere nuovi organismi, associazioni e collettivi che lottano conto la Terza guerra mondial, i suoi effetti e in solidarietà al popolo palestinese. Facciamo quindi del 4 novembre una tappa per rafforzare la mobilitazione popolare e il coordinamento tra i vari organismi, forze studentesche, sindacali e politiche che sono contro le Larghe Intese (rappresentati dal polo del PD e da quello del centro-destra) e le loro politiche. La mobilitazione, l’unità e il coordinamento sono la nostra forza e per questo sono la cosa che il governo Meloni e in generale la classe dominante temono di più e cercano in tutti i modi di scoraggiare. La risposta migliore che i vari organismi e collettivi possono dare alla repressione dei padroni e alla militarizzazione dell’istruzione e dei territori è infatti l’organizzazione per contrastare le misure liberticide del governo Meloni fino a cacciarlo, e per decidere dal basso come governare i territori, dalle nostre città e fino all’intero paese.
Per questo il 4 novembre, così come lo sciopero già indetto dai sindacati di base per il 28 novembre e le tante mobilitazioni in agenda devono essere funzionali a unire le forze, a bloccare tutto di nuovo, a coordinarsi di più e sempre meglio.
Organizzarsi in ogni azienda, scuola e quartiere! Coordinarsi per cacciare la giunta Sala e imporre un’amministrazione popolare, espressione delle organizzazioni operaie e popolari, che ponga fine alla complicità con i sionisti, alle speculazioni edilizie e allo smantellamento dei servizi come il trasporto pubblico. Per una Milano solidale e popolare!
Invitiamo tutte e tutti a partecipare alla mobilitazione del 4 novembre: concentramento fuori da Palazzo Marino, Piazza Gaza, h. 18.
Partito dei CARC – Milano

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