16/09 h. 10 – presidio in solidarietà a Luciano Pasetti contro la farsa montata da Questura e Comune di Milano per i fatti del 4/12/2021
Va avanti la farsa montata dal Comune e dalla Questura di Milano relativa a un fantomatico corteo non autorizzato che si sarebbe svolto nel 2021, il periodo in cui furono istituite le zone rosse, a Milano e nel resto del paese, per reprimere la mobilitazione contro il Green Pass.
Una farsa che, oltre a Luciano, vede coinvolti altri 4 compagni delle sezioni milanesi del P.CARC (ma non solo), multati dal Comune per aver “impedito la libera fruizione di Piazza Duomo”.
Il 4 dicembre 2021 i 5 compagni hanno partecipato al corteo No Draghi Day, promosso dalla CUB (di cui Luciano è un dirigente) e sono stati fermati mentre, a corteo concluso, tornavano verso la fermata della metro più vicina, in un clima di isteria persecutoria contro il movimento No Green pass che proseguiva da alcune settimane.
La Questura aveva letteralmente blindato Piazza del Duomo e con il pretesto di impedire le manifestazioni contro il green pass ha aperto una vera e propria caccia all’uomo (Luciano e gli altri compagni non sono stati gli unici a essere fermati o intimiditi). Le direttive dell’allora ministro Lamorgese volevano andare a colpire non solo il movimento No Green pass, ma TUTTO il movimento popolare che si andava sviluppando contro la gestione della pandemia e le manovre con cui il governo Draghi attuava le politiche liberticide pretese dalla UE.
In quella occasione Luciano è anche stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale ma al processo è stato assolto perché “il fatto non sussiste”.
Eppure, nonostante una sentenza del Tribunale, il Comune di Milano ha deciso di proseguire la farsa della partecipazione a un corteo non autorizzato comminandogli una multa da 100 euro, per aver, appunto, “impedito la libera fruizione di Piazza Duomo”.
La verità è che l’unico impedimento alla libera fruizione di piazza del Duomo lo hanno creato le forze dell’ordine che avevano occupato la piazza e condotto a più riprese fermi indiscriminati di persone: partecipanti al corteo No Draghi day, ma anche comuni cittadini che si trovavano in quello che per la Questura era “il posto sbagliato nel momento sbagliato”.
La verità è che a fronte della mobilitazione contro il green pass, partita dalla classe operaia (portuali di Trieste) e allargatasi fino a diventare “fuori controllo” (le manifestazioni non venivano neppure comunicate in questura), il governo Draghi e le amministrazioni comunali misero in campo misure repressive straordinarie: zone rosse, multe, provocazioni di piazza, DASPO, fermi, licenziamenti dei lavoratori che osavano denunciare le condizioni di (in)sicurezza sui posti di lavoro.
Oggi la situazione non è molto diversa. A fronte della mobilitazioni in solidarietà alla resistenza e al popolo palestinese, le iniziative di lotta di Ultima Generazione e Extinction Rebellion, i picchetti e i blocchi fuori dalle aziende della logistica e dai porti, il governo Meloni usa gli stessi strumenti, anzi rilancia inasprendo le pene attraverso il Decreto Sicurezza approvato lo scorso aprile.
La repressione, tuttavia, è un’arma a doppio taglio per chi la promuove. Perché rende più evidente il carattere antipopolare e antidemocratico di questo sistema e delle autorità che impongono la legalità, suscita l’indignazione di parti crescenti delle masse popolari e spinge il movimento comunista e popolare a darsi i mezzi per organizzarsi ed educarsi alla lotta.
E la repressione perde via via di efficacia di fronte alla solidarietà di classe che circonda chi viene denunciato, multato, arrestato, processato…
Per questo chiamiamo alla solidarietà. Perché l’abuso perpetrato il 4/12/2021 a Milano e l’insistenza con cui sono perseguitati dirigenti sindacali, lavoratori, militanti e attivisti sono inaccettabili e devono avere una risposta.
Per questo facciamo appello a quegli attivisti e militanti che sono ancora alle prese con le multe per quella giornata a mettersi in contatto con noi per fare rete e rispedire al mittente le accuse.
Prima il governo Draghi, ora il governo Meloni. Sempre la giunta Sala…
Tutti quelli che sono animati dai valori e dai principi della Resistenza, tutti quelli che non si rassegnano al costante svuotamento, all’elusione delle parti progressiste della Costituzione hanno il compito di non chinare la testa di fronte ai grandi e ai piccoli abusi, alimentare la solidarietà e rafforzare la lotta dei lavoratori e delle masse popolari.
Il 16 settembre alle h. 10 facciamo un presidio per sostenere Luciano Pasetti davanti agli Uffici del Giudice di Pace di Milano, in via Sforza 23.

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