Il presidente uscente della Regione Toscana e candidato del “campo progressista”, Eugenio Giani, ha recentemente dichiarato, in una intervista, la sua contrarietà alla riconferma di Marco Carrai come presidente della Fondazione Meyer, sottolineando la necessità di “portare serenità rispetto al sentimento generale”. Forse i tuffi nelle poco salubri acque d’Arno hanno un po’ sbalestrato Giani inducendolo a cercare di dare un colpo al cerchio (magico di Renzi?) e alla botte tanto da non accorgersi che qualcuno possa dare veramente credito a quelle che sono, evidentemente, solo parole!
Vale la pena ricordare le posizioni assunte negli ultimi due anni dal console onorario d’Israele il quale, non solo ha minimizzato la gravità del genocidio, ma ha espresso un costante supporto all’entità sionista e alle operazioni dell’IDF, i cui crimini sono ampiamente denunciati e documentati. La sua figura risulta ancora più spregevole se pensiamo alle recenti dichiarazioni, come quella in cui ha definito le vittime di Hiroshima e Nagasaki: “il prezzo della nostra libertà”.
Negli ultimi due anni si è sviluppata, soprattutto a Firenze, un’importante battaglia per la sua cacciata dall’ospedale che presiede tanto che “la questione Carrai” si è trasformata in un nodo cruciale per il fronte nemico, con ripercussioni che si estendono tanto a livello locale quanto su scala nazionale.
Di fronte a questa mobilitazione Eugenio Giani non ha fatto altro che nascondersi (e continua a farlo) dietro al direttore generale del Meyer, Paolo Morello che sarebbe il reale responsabile della nomina di Carrai. Tuttavia, non va dimenticato che la nomina di quest’ultimo è a sua volta inquadrata a livello regionale, quindi ben sotto la sfera di influenza del presidente stesso!
E’ dunque evidente che è unicamente la crescente mobilitazione popolare in favore della Palestina ad aver spinto il Presidente della Regione Toscana a intervenire sulla questione, seppur in modo opportunista. Dunque, indignarsi e stare alla finestra non basta e non paga. Il movimento popolare per la Palestina deve sfidare l’opportunismo di Giani, del PD e dei suoi cespugli ed esigere la revoca di Marco Carrai adesso, senza aspettare il termine delle elezioni.
La campagna elettorale è l’occasione ideale per mettere Giani alle strette ed intensificare la lotta contro gli interessi sionisti, con l’obiettivo concreto di ottenere l’allontanamento di Carrai dalla Fondazione Meyer.
Rendiamo questa campagna elettorale per le regionali ingestibile a Giani e al resto delle Larghe Intese!
È tempo di puntare al risultato: la destituzione di Carrai deve essere raggiunta senza compromessi, altro che passerelle!
Federazione Toscana P.CARC

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