Ha fatto bene la delegazione di operai iscritti alla USB della Sanac a cogliere l’occasione della festa di Fratelli d’Italia al parco La Comasca a Marina di Massa per mettere con le spalle al muro chi ha usato la sovranità nazionale, il “prima gli italiani”, come cavallo di battaglia per vincere le elezioni e poi platealmente rinnegare tutto nella pratica: le aziende strategiche per il paese sono sempre più nelle mani delle multinazionali che fanno il bello e il cattivo tempo e usano come bancomat lo Stato; peggio ancora cercano di riconvertire quelle aziende in difficoltà nella produzione bellica.
La delegazione ha posizionato uno striscione all’interno del parco per ricordare al ministro del Lavoro Marina Calderone che la loro vertenza è in ballo ormai da dieci anni e c’è una nuova ondata di CIG comunicata dall’amministrazione straordinaria alla rappresentanza sindacale dei lavoratori: niente è cambiato, si parla da anni di soluzioni che ancora non arrivano e il discorso è identico per tutti i maggiori poli siderurgici del paese: Taranto, Piombino, Genova.
Con questa irruzione si sono riaccesi i riflettori sulla vertenza Sanac: gli operai e attivisti sindacali massesi hanno mostrato a tutti i lavoratori e alla classe operaia della Toscana coinvolti in lotte e vertenze (Beko, GKN, Magna, Pierburg… l’elenco è lungo) come si devono sfruttare le prossime elezioni regionali per raggiungere i loro scopi.
Questo è un esempio del lavoro da fare sfruttando la campagna elettorale che vale anche per gli altri sindacati, per gli organismi popolari e operai, compresi i lavoratori della Sanità che si sono mobilitati contro il genocidio a Gaza. Deve essere chiaro che questo governo e gli altri che vi succederanno, se lasciati in mano alle Larghe Intese, non nazionalizzeranno mai le industrie strategiche del paese come vorrebbero farci credere, non perché non lo vogliono fare, ma perché non possono farlo.
È il “normale” andamento del sistema capitalista nella fase di crisi acuta e irreversibile in cui versa: va sovvertito per costruire una nuova società! Solo la classe operaia e le masse popolari organizzate che oggi si mobilitano possono farlo, ma si devono mettere nell’ottica di prendere il potere e imporre amministrazioni locali e regionali di emergenza. Un modo per arrivarci è mettere a contributo i candidati alle elezioni regionali e obbligarli a fare da subito quello che promettono, senza aspettare di mettersi sulla poltrona e di fare azioni, di trovare soluzioni contro l’aggravarsi della crisi che ci ha trascinato in una Terza guerra mondiale. Solo quel candidato che si metterà su questa strada da subito sarà indicato dalle masse organizzate per il voto.
Le Amministrazioni locali sono sempre più messe davanti a un bivio: assumere sui territori che amministrano il ruolo di agenti del governo di Giorgia Meloni che prosegue nello smantellamento dell’apparato produttivo e ci porta alla guerra, oppure schierarsi a sostegno delle masse popolari che si mobilitano in cerca di soluzioni per il futuro loro e dei propri figli.
Che le organizzazioni operaie e popolari della Toscana seguano l’esempio degli operai Sanac e di USB e stiano con il fiato sul collo dei candidati in ogni occasione pubblica, per mandare all’aria le passerelle e alimentare l’ingovernabilità dal basso!
P.CARC, Federazione Toscana


![[Firenze] Appello alla solidarietà: 13 giugno conferenza stampa e presidio di fronte al Meyer](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2024-11-23-at-19.55.37.jpeg?fit=384%2C216&ssl=1)

![[Firenze] Il vero “pericolo sociale” è il sionismo!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-articolo.jpg?fit=2450%2C1633&ssl=1)
![[Toscana] Liberiamoci dai sionisti e dai loro servi!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/724922404_1487919760148499_8710572040068770866_n.jpg?fit=2048%2C1152&ssl=1)