A Milano Sala e la sua giunta sono sotto indagine per abusi edilizi riscontrati nella costruzione di edifici che, per evitare permessi e piani attuativi, sono stati spacciati per ristrutturazioni.
I casi più eclatanti riguardano progetti che avrebbero dovuto essere autorizzati tramite il permesso a costruire ma che sono invece stati realizzati con una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) in palese contrasto con le norme urbanistiche, come il Park Tower di via Crescenzago e la Torre Milano di via Stresa. Altri progetti come la costruzione dello Scalo House di via Lepontina sono stati fondati sulla manipolazione e falsificazione dei titoli edilizi.
Per farla breve “solo” cinque tra i cantieri sotto indagine avrebbero creato un buco nelle casse comunali pari a circa 14,4 milioni di euro.
Un buco che impatta inevitabilmente sulla vita dei proletari milanesi come i lavoratori di Atm, l’azienda del trasporto pubblico locale che, per il profitto di un pugno di affaristi, sono costretti a condizioni di vita e di lavoro degradanti.
Turni massacranti e straordinari, uniti al rischio corso su mezzi fatiscenti e poco manutenuti non garantiscono nemmeno ai tranvieri di pagare un affitto in città, tant’è che la maggior parte è costretta a trovare casa nell’hinterland milanese.
Rilanciamo quindi il volantino in diffusione davanti ai depositi di Atm perché alla speculazione dei caporioni dell’edilizia protetti da Sala e la sua giunta, la risposta deve essere quella dell’organizzazione dei lavoratori della principale azienda pubblica della città.
I tranvieri di ATM, insieme alle masse popolari già organizzate in comitati a difesa del diritto all’abitare, insieme alle associazioni e ai sindacati hanno la possibilità di cacciare Sala e riprendere in mano la gestione di Milano.
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Liberare Milano e Atm da palazzinari, speculatori e affaristi!
Continuano i colpi di scena per l’inchiesta giudiziaria che coinvolge anche esponenti della giunta Sala, colpevoli di abusi edilizi.
Quello della Milano di Expo 2015, delle Olimpiadi 2026, della “rigenerazione urbana” è un sistema consolidato. Un programma fatto di speculazioni edilizie a favore dei fondi finanziari e immobiliari; grandi opere; taglio dei servizi come trasporto, istruzione e cura delle persone o il diritto alla casa. A ciò si aggiunge la complicità e il sostegno ai guerrafondai e in particolar modo ai sionisti che stanno perpetrando il genocidio in Palestina. Il trasporto pubblico locale non ne è esente, anzi.
Se l’urbanistica milanese piange, nemmeno Atm ride… anche perché dopo le dimissioni di Giana da AD dell’azienda a prendere il suo posto è stato Zorzan, direttore generale dell’Atac di Roma, famosa per la media di due tram che ogni mese prendono fuoco.
Questo mese la riduzione di corse e i ritardi di quelle previste è in aumento e le riduzioni dell’orario estivo di agosto sono state allungate anche nella prima settimana di settembre. Atm aveva chiesto agli autisti pensionandi di trattenersi dando loro un incentivo economico, ma per le condizioni di lavoro disastrose in pochi hanno aderito alla richiesta.
Neanche il coinvolgimento delle ambasciate straniere per pubblicizzare il reclutamento di autisti ha funzionato. Ogni dieci neo assunti a cui è stata pagata la patente e promessa una casa in affitto, sette lasciano l’azienda una volta verificate le condizioni di lavoro: mezzi fatiscenti, il non rispetto del contratto sull’orario di lavoro e una prassi antisindacale continua sono un incentivo ad andarsene.
La cacciata del Sindaco Sala e della sua giunta sono il primo passo per riprendersi la città. Ma aggiungiamo che solo una mobilitazione di massa può cacciarli! Una mobilitazione che si ponga l’obiettivo di cacciarli e impedire che un’altra amministrazione di centro sinistra o centro destra li sostituisca, proseguendo con il modello Milano e in quel programma antipopolare e di devastazione che li accomuna.
Non basta più rivendicare e chiedere: è un sistema che ha fallito, ma che per sua natura e per sopravvivere deve salvaguardare i propri interessi e profitti a danno delle masse popolari.
Per questo, per invertire la rotta e porre fine a questo scempio, è necessario che anche i lavoratori di Atm si mettano sulla strada dell’organizzazione e della mobilitazione per cacciare questa giunta e per isolare i tentativi di strumentalizzazione del centro destra. È necessario prendere in mano il futuro di Atm e di tutta la città senza aspettare le elezioni, l’esito delle inchieste della magistratura o chissà quale altra manovra. La forza per farlo c’è: anche in questo caso è una questione di volontà e coraggio politico.
Da dove iniziare, quindi? Ecco alcune proposte
I lavoratori Atm possono promuovere assemblee in ogni deposito per confrontarsi e comprendere quanto sta avvenendo in azienda e in tutta la città. Raccogliere le problematiche dei colleghi e provare a elaborare soluzioni. O partecipare ad assemblee cittadine promosse da altri per fare altrettanto nei quartieri.
Ogni tranviere oltre ad essere un lavoratore è anche un cittadino e se ad esempio il problema principale è quello degli affitti alti e della casa, bisogna promuovere il legame con i comitati di lotta per la casa o i sindacati degli inquilini e iniziare a mappare le case e spazi sfitti per liberarli (a partire da quelli di ALER, MM e tutti gli altri istituti come INPS, ecc.) dal degrado, riconsegnandoli per un uso pubblico, a scopo abitativo, sanitario o per ciò che serve.
I lavoratori Atm, insieme ai comitati, collettivi, forze sindacali e politiche anti Larghe Intese e a tecnici, possono promuovere consigli comunali popolari per discutere dei problemi della città e del trasporto pubblico locale. Per elaborare le soluzioni dal basso e un proprio programma che metta al centro gli interessi delle masse popolari.
I lavoratori ATM possono essere parte attiva nella creazione di un coordinamento cittadino per la liberazione di Milano da palazzinari, speculatori, guerrafondai e sionisti.
Per invertire la rotta e riprenderci la città e le nostre vite non serve aggiustare il sistema, serve un cambio radicale che abbia al centro il protagonismo popolare, il rafforzamento e la moltiplicazione di organismi popolari, operai e di lavoratori che con gli esponenti che godono della loro fiducia inizino ad imporre le misure che servono.

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