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Milano sud. Gratosoglio: il quartiere è allo sbando, organizziamoci per invertire la rotta.

Sezione di Milano sud by Sezione di Milano sud
Agosto 14, 2025
in In breve, Sezione di Milano - Sud
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Lunedì 11 agosto in via Saponaro una signora di 71 anni è stata investita da un’auto ed è poi deceduta in ospedale. Si è in seguito scoperto che a guidare la macchina erano quattro ragazzini di etnia Rom, tutti minori di 14 anni. 

È l’ennesimo, gravissimo, episodio dopo quelli che si sono susseguiti sistematicamente in queste settimane estive, tra accoltellamenti, risse, furti e atti vandalici.

Già poche ore dopo questa tragedia Pd e Lega – il polo di “centrosinistra” e quello di “centrodestra” delle Larghe Intese che governano da decenni il paese – hanno cominciato a rimpallarsi la responsabilità della situazione, cavalcano la tragedia per la loro becera propaganda elettorale. Cercano di intruppare la giusta rabbia degli abitanti del quartiere nel solito gioco di tifoserie opposte, per neutralizzarla e volgerla a loro favore. È solo propaganda!

Qual è infatti la causa di questa situazione? In generale è la crisi in cui versa l’Italia, dove aumentano continuamente povertà, emarginazione, disoccupazione, creando una situazione sempre più esplosiva. Crisi frutto dell’asservimento del nostro paese ai circuiti della finanza internazionale, alle banche, alle multinazionali, alla Nato e alle istituzioni europee, che – con la complicità dei governi e istituzioni – saccheggiano il paese come vere e proprie forze occupanti.

Nello specifico poi è la gestione criminale del nostro come degli altri quartieri popolari di Milano, che sono diventate le discariche di tutti i “problemi”, spostati in periferia per ripulire le zone più centrali della città, diventate un parco gioco per ricchi e una vetrina per turisti, ambito del “sacco di Milano” patrocinato dal Sindaco. “Problemi” che diventano a loro volta ambito di speculazione, come succede ad esempio con la povertà in cui sono gettate fasce sempre più ampie della popolazione: invece che costruire case popolari e posti di lavoro, vengono costruiti enormi dormitori e mense per poveri, dove i gestori fanno lauti guadagni ricevendo per ogni letto e ogni pasto soldi dallo Stato, mentre la problematica, al posto di risolversi, si perpetua.

Chi sono i responsabili di questa situazione? Proprio quelle stesse forze politiche che ora si rimpallano la colpa, i vertici dei partiti delle Large Intese si alternano al governo del paese, della Regione, del Comune. A beneficio di telecamere fanno fingono di essere alternativi l’uno all’altro, ma nella realtà hanno agito di concerto nel portarci al disastro attuale, nel saccheggiare la città e nel trasformare i quartieri popolari in ghetti. Perché la realtà è che i loro referenti, quelli a cui rispondo, sono gli speculatori, i fondi di investimenti, le banche, sono i loro capi a Bruxelles e Washington. Non i lavoratori, gli studenti, i pensionati, chi deve lavorare per vivere, chi ha costruito e tiene in piedi questa città.

Se li lasciamo fare, la situazione non potrà che continuare a peggiorare. Non c’è altra via per invertire la rotta che mobilitarci per mandare a casa questi criminali al governo e imporre le misure urgenti che servono a fare fronte a questa situazione.

Per farlo dobbiamo innanzitutto organizzarci. Costruiamo in ogni palazzo comitati di abitanti e coordiniamoci in un comitato di quartiere, sviluppiamo una rete con chi in altri quartieri, nei posti di lavoro, nelle scuole fa la stessa cosa. Ci sono esperienze in quartiere di chi ha già cominciato a mettersi su questa strada, come i comitati di abitanti nati nelle torri bianche dove l’anno scorso c’è stato l’incendio, che si sono organizzati e hanno cominciato a promuovere mobilitazioni e iniziative e stanno già raccogliendo contatti per coordinarsi con chi in quartiere vuole fare lo stesso. Prendiamo esempio e spunto da questa esperienza per allargare l’organizzazione a tutto il quartiere!

Costruire questa organizzazione è necessario per sviluppare un controllo popolare del territorio, che è alla base di qualsiasi discorso reale sul tema della sicurezza. Ed è necessario a darci la forza per affrontare le principali questioni che stanno facendo di Gratosoglio un quartiere ghetto:

– Dato il sempre minore numero di case popolari – sempre più vengono vendute ai privati o tenute sfitte, mentre di nuove non ne costruiscono – quelle rimanenti vengono assegnate quasi esclusivamente alle persone con gravi problemi economici e sociali, creando ovviamente una situazione sempre più problematica e di abbandono. Inoltre un numero crescente di case e stabili resta sfitto e, dato il sempre maggiore numero di senza tetto, viene occupato, creando situazioni spesso al limite della dignità e con problematiche per la sicurezza. Bisogna che gli alloggi e gli spazi sfitti siano immediatamente assegnati.

– C’è poi la questione della Casa Gialla, trasformata dalla giunta Moratti in dormitorio e mensa per senza tetto, affidata alla Fondazione Fratelli di San Francesco d’Assisi. La struttura serve migliaia di pasti al giorno, ricevendo fondi per ogni utente che mangia o dorme lì: più pasti serve, più posti letto mette a disposizione, più risparmia sui servizi che fornisce ai suoi utenti, più guadagna. Per il resto non si cura in nessuno modo delle persone che usano la struttura, spesso con gravi problemi economici e sociali, a volte anche psicologici, che ovviamente si riversano quindi in quartiere, dormendo e accampandosi dove trovano.

– inoltre c’è la gestione del campo rom, autorizzato dalla giunta Albertini e completamente abbandonato a sé stesso, che ha creato una situazione di segregazione ed emarginazione fonte di continue problematiche. Mesi fa il Comune ha annunciato che verrà chiuso, ma non se ne è saputo poi nulla, né è stato detto quale sarà la soluzione per chi ci abita: finiranno anche loro per strada?

Se non facciamo niente, o peggio se ci facciamo dividere tra italiani e stranieri, tra chi fa il tifo per il PD e chi per la Meloni e così via, facciamo il gioco di chi comanda e ha interesse tenerci divisi perché questa situazione vada avanti.

Il nostro nemico non è il nostro vicino con idee diverse dalle nostre, né chi viene da un altro paese o chi è messo peggio di noi. La soluzione non è la guerra tra poveri! Il nostro nemico è chi ha creato questa situazione: gli speculatori che stanno devastando Milano e le forze delle Larghe Intese a loro asservite. La soluzione è cacciarli e imporre istituzioni locali e un governo del paese che faccia gli interessi di chi deve lavorare per vivere.

Se tutti quelli che sono stanchi di questa situazione e vogliono invertire la rotta si uniscono e si organizzano in tutto il quartiere, certamente potremo trovare e attuare le soluzioni migliori ai problemi che viviamo sul territorio e avremo alleati, altri con problematiche simili alle nostre e che si organizzano, in tutta Milano e in tutta Italia.

Il Partito dei Carc sostiene e organizza tutti quelli che vogliono mettersi su questa strada, invitiamo tutti quelli interessati a contattarci.

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