Esprimiamo massima solidarietà e complicità al compagno Gabriele Rubini per il vile attacco repressivo ricevuto in queste ore. Hanno perquisito casa di Gabriele, sequestrandogli diversi strumenti informatici e tenerlo in commissariato a Frascati dalle 7 di mattina alle ore 19:50.
È ridicola la solerzia con cui le forze del disordine hanno proceduto in questa operazione mentre si sa ancora poco, a oltre un anno di distanza, di quali siano le indagini e l’iter processuale dal tentato omicidio di una squadraccia sionista contro Gabriele.
L’obiettivo è chiaro, cercare con ogni mezzo di reprimere chi oggi si organizza, mobilita e lotta contro la guerra e gli effetti della crisi. Ma quando il nemico ti attacca significa che ha paura. Ha paura del fatto che cresce sempre di più, in ogni parte del paese, la resistenza delle masse popolari agli effetti della guerra e della crisi, che settori sempre più ampi di masse si mobilitano e convergono.
L’ aumento della repressione, con il DL sicurezza, è la risposta del nemico a questa ingovernabilità ed è la cifra della sua preoccupazione. Ma la repressione è un’arma a doppio taglio perché se da un lato spaventa comminando misure repressive, dall’altro lato alimenta la lotta, la solidarietà delle ampie masse e rafforza il nostro campo.
LA SOLIDARIETÀ È UN ARMA! USIAMOLA!
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PERQUISITA LA CASA E GLI STRUMENTI INFORMATICI DI GABRIELE RUBINI, ALIAS “CHEF RUBIO”
La mattina del 17 luglio alle 7:00, gli agenti della “Divisione investigazioni generali – Operazioni speciali. III Sezione Antiterrorismo Interno” della Questura di Roma hanno fatto una perquisizione nella casa di Gabriele Rubini -in arte, Chef Rubio- in cui hanno sequestrato tutti i suoi strumenti elettronici e le chiavette USB.
Dopo di che lo hanno portato nel commissariato di Frascati e trattenuto fino alle 19:50.
L’obiettivo dell’operazione era di acquisire informazioni sulle sue attività telematiche, contestandogli due post sul proprio profilo X, nonché cercare all’interno delle sue chat private di Telegram e Signal.
Al momento Gabriele è privo di strumenti elettronici e fino al dissequestro non ha accesso ai propri profili, chat e cloud (non sono stati chiusi). Per questo motivo ha chiesto a me, Alberto Fazolo, di riportare ciò.
Gabriele è libero, ci tiene a garantire che sta bene, ma per un po’ non avrà modo di comunicare attraverso i suoi canali o recapiti. Pertanto, inutile cercarlo.
Gabriele da anni è perseguitato e bersagliato per la sua attività di denuncia della pulizia etnica della Palestina. Il provvedimento di perquisizione e il successivo sequestro è stato determinato dai due post qui sotto riportati, ognuno può liberamente farsi una propria idea sul fatto che possano rappresentare, o meno, un pericolo per qualcuno e qualcosa. Tuttavia, in questa operazione, sono stati impegnati i migliori apparati dello Stato a cui sarebbe demandata la sicurezza nazionale.
L’attività di indagine in questo caso ha avuto, in ragione della immediata individuazione di Gabriele e della sua piena disponibilità, un immediato effetto, cosa che purtroppo non possiamo registrare nella ricerca dei mandanti e degli esecutori dell’attentato del 15 maggio scorso, in cui lui è stato massacrato di botte da una squadraccia. Come minimo, si registra una forte asimmetria.
Gabriele non si fa condizionare, va avanti nella lotta con sempre maggiore determinazione e consapevolezza. Ci tiene appunto a ricordare che ad altre persone va pure peggio.
Solidarietà a Gabriele e a tutte le altre vittime.
Di Alberto Fazolo






