A proposito degli “attacchi violenti”, riportati dai media in questi giorni, che sarebbero avvenuti nei cantieri per impiantare i mastodontici impianti eolici al Giogo di Villore in Mugello ci sentiamo di dire quanto segue: se c’è qualcosa e qualcuno che finora è stato sottoposto a violenza sono l’Appennino e i suoi abitanti, come si vede bene dalle foto che postiamo.
Il territorio toscano è massacrato da decenni (i lavori del TAV hanno disseccato lo stesso Mugello), e da decenni il governo della regione è in mano al PD. Con Giani abbiamo toccato il livello più basso, per l’esclusione costante dei cittadini nei processi decisionali per ciò che riguarda il futuro dei territori, per l’impatto delle opere speculative e pericolose come il rigassificatore a Piombino, che riguardano anche il fronte delle energie ritenute rinnovabili: come lo sfruttamento geotermico in Amiata, l’eolico selvaggio nel Mugello, il fotovoltaico che ingoia ettari di terreni coltivabili… opere molto impattanti per la salute delle popolazioni, e devastanti.
I comitati popolari, ambientalisti e operai con al fianco tecnici e scienziati lo denunciano da tempo con dovizia di perizie, dati e analisi ma sono sistematicamente ignorati, i ricorsi al Tar sono bocciati, così come le richieste dei consigli comunali alla Regione di agire in trasparenza rendendo pubblici gli accordi con le società e multinazionali interessate allo sfruttamento delle risorse. “Progetti di pubblica utilità, decisi con partecipazione, confronto e dialogo”, dice la Regione”. Dialogo con chi? Decisi con chi? Non certo con i comitati, associazioni e tutti coloro che si attivano a difesa del territorio, ai quali non solo viene negata la partecipazione, ma vengono accusati pure di violenza e distruzione se si danneggiano i cantieri, quelli sì illegittimi e illegali!
Gli agenti forestali e le forze dell’ordine farebbero bene a vigilare contro lo scempio prodotto nei territori per soddisfare il profitto di pochi a scapito della collettività, con ettari di foreste abbattute da mezzi pesanti e sentieri divelti per lasciare spazio alle mega pale eoliche.
Non caschiamo nella classica divisione fra buoni e cattivi, nel dividere chi protesta secondo le regole con chi pratica il sabotaggio.
Come insegna il Movimento NO TAV, per impedire la distruzione dei territori ogni forma di lotta è legittima se serve ad arrivare allo scopo: anche se illegali.
La classe dominante fa carta straccia ogni giorno di più della propria legalità e della Costituzione del 1948. Perché mai rispettare queste regole che servono solo a legare le mani al protagonismo e alla lotta popolare e a lasciare indisturbati i veri vandali?
Invitiamo cittadini e comitati a confrontarsi con noi su questi temi alla Festa Nazionale della Riscossa Popolare che si terrà a Pisa – ARCI Putignano via XXV Aprile. In particolare: il 31 luglio a partire dalle 17.30 l’Assemblea dei comitati territoriali della toscana: “Come la terza guerra mondiale sta devastando l’ambiente e la sanità in Toscana” e il 3 agosto a partire dalle 17.30: “Organizzare la resistenza al governo Meloni e al suo decreto sicurezza”.
Questo secondo dibattito vedrà la partecipazione anche del Movimento NO TAV, che abbiamo citato proprio come esempio di lotta alla criminalizzazione del dissenso, a ogni forma di dissociazione dalla lotta, esempio di convergenza delle pratiche in virtù degli interessi comuni e di classe: lottare contro il capitalismo speculativo ed energivoro che massacra i nostri territori. Crediamo che sia un’occasione per tutti e tutte ascoltare la loro esperienza, alimentare il confronto e il dibattito, costruire percorsi comuni, virtuosi anche in Toscana per fermare la militarizzazione, la devastazione dell’ambiente, la speculazione.
Federazione Toscana del Partito dei CARC

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