Porto il saluto della Direzione Nazionale del P.Carc. Poco fa abbiamo ascoltato il saluto del nuovo segretario Generale del (n)Pci, il compagno Ivan. Nell’augurare buon lavoro al compagno Ivan, voglio anzitutto fare un saluto al compagno Giuseppe Maj che, in accordo con il Comitato Centrale del (n)Pci ha lasciato la clandestinità per motivi di salute. Per la Carovana del (n)Pci di cui il P.Carc fa parte, il compagno Giuseppe Maj è un esempio presente e un legame con la storia del movimento comunista cosciente e organizzato italiano degli ultimi 60 anni.
Detto questo, per la Direzione Nazionale del P.Carc è un orgoglio importante l’essere riusciti a costruire la prima assemblea giovani del Partito. Significa che stiamo crescendo e avanzando nella nostra opera. Siamo in guerra, e parto da alcuni dati che ci fornisce la stessa borghesia e che confermano la condizione in cui operiamo e in cui versano i giovani delle masse popolari del nostro paese:
- Tasso di disoccupazione under-25: nel 2023 si attesta intorno al **20-22%** (ISTAT), uno dei più alti in Europa (media UE: ~14%).
- NEET (giovani che non studiano e non lavorano): L’Italia è prima in Europa con il **23%** della popolazione 15-29 anni (dati Eurostat 2022).
- Lavoro precario: il 40% dei contratti under-35 è a tempo determinato o part-time involontario (Rapporto Censis 2023).
- Emigrazione giovanile: nel 2022, oltre 250.000 italiani (soprattutto under-40) hanno lasciato il Paese, spesso per carenze di opportunità (Fondazione Migrantes).
- Affitti e case: nelle grandi città (Milano, Roma), gli affitti assorbono oltre il 50% dello stipendio medio under-30 (Rapporto Nomisma 2023).
- Indipendenza ritardata: il 70% degli under-35 vive ancora con i genitori (ISTAT), spesso per motivi economici.
Guerra di sterminio non dichiarata
È un bollettino di guerra. È un bollettino della guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia imperialista conduce contro le masse popolari, della guerra cioè che, anche nei paesi più ricchi e sviluppati (i paesi imperialisti), uccide milioni di persone non sotto i colpi di armi da fuoco, ma sotto i colpi di miseria, sfruttamento, impossibilità di curarsi e malasanità, malattie professionali e incidenti sul lavoro, inquinamento ambientale ed eventi naturali catastrofici prevedibili e contenibili, immigrazione, incidenti stradali, emarginazione, depressione, alcool e droga. Le vittime di questa guerra sono anche più numerose di quelle delle guerre militari: sembrano tanti casi, tanti episodi scollegati uno dall’altro ma, grattando sotto la superficie di quelli che al massimo diventano casi di cronaca sui media di regime, emerge la causa comune.
Guerra Popolare Rivoluzionaria
Negli ultimi quattro anni si è estesa però anche un altro tipo di guerra, quella con cui le masse popolari con alla testa i comunisti la faranno finita sia con le guerre militari degli imperialisti USA-NATO sia con la guerra di sterminio perché metteranno fine al capitalismo instaurando il socialismo.
L’aspetto più visibile di quest’ultima guerra è l’ondata di mobilitazioni in solidarietà alla resistenza del popolo palestinese o le mobilitazioni contro il DDL 1660. Ma l’aspetto di prospettiva, anche se meno visibile, è che l’esercito di questa guerra si è rafforzato: si sono formati organismi operai e popolari che operano da nuove autorità pubbliche, cioè da centri di organizzazione, di mobilitazione, di coordinamento e orientamento delle masse popolari, organismi nuovi o già esistenti. Faccio solo due esempi:
– Ultima Generazione ed Extinction Rebellion che si sono aggiunti a Fridays For Future e hanno alzato il livello dei metodi di lotta;
– il Coordinamento Nazionale No Nato, fondato lo scorso 8 dicembre a Bologna e che già raccoglie decine di organismi che lottano contro l’occupazione militare degli Usa e della Nato nel nostro paese e ha centinaia di aderenti.
Per rafforzare la guerra delle masse popolari per instaurare il socialismo, abbiamo il preciso compito di
1) moltiplicare e rafforzare gli organismi operai, popolari e giovanili, i nuovi soviet: siamo la maggioranza, ma “i numeri pesano sulla bilancia solo quando sono uniti dall’organizzazione e guidati dalla conoscenza” (dall’Indirizzo inaugurale dell’Associazione Internazionale degli Operai – Marx, 1864);
2) favorirne in ogni modo il coordinamento: il coordinamento permette a ogni organismo di imparare e insegnare agli altri, di sostenersi a vicenda, di mettere in comune conoscenze, esperienze e strumenti di lotta, di rafforzare in ognuno la coscienza della propria importanza, delle proprie possibilità e della propria forza, degli effetti della sua opera per il futuro delle masse popolari, di spuntare le armi della “guerra tra poveri” e del “divide et impera”: pensate, ad esempio, al ruolo che ha avuto, a fronte della diffusa contrapposizione tra “lavoro e ambiente”, il legame instaurato dal CdF GKN con Fridays For Future nell’unire la lotta per il lavoro e la lotta per la tutela dell’ambiente contro il nemico comune, contro i responsabili sia della chiusura di aziende sia del loro uso dannoso per l’ambiente;
3) promuovere l’adozione di metodi di lotta all’altezza della situazione: è legittimo tutto quello che serve alle masse popolari, anche se è illegale, cioè è vietato dalle leggi e dalle regole dei criminali che stanno portando il nostro paese allo sfascio; non possiamo combattere solo con gli strumenti che ci consente di usare il nostro nemico, che ci consente di usare gente che o fa leggi e regole a proprio uso e consumo o vìola apertamente quanto resta delle leggi a favore dei lavoratori;
4) portare altri organismi operai e popolari ad agire da nuove autorità pubbliche, ad agire come il CdF della GKN, il CALP di Genova, ecc. fino a rendere ingestibile il paese alle autorità dei criminali responsabili del disastro in cui siamo.
Ma la questione centrale oggi per dare gambe a questa linea d’azione è 5) coalizzare gli organismi operai, popolari e giovanili intorno all’obiettivo comune di costituire un loro governo di emergenza.
I giovani devono essere i protagonisti del P.Carc!
Oggi arriviamo a questa I assemblea nazionale giovani che il P.Carc sta diventato un partito di quadri e di massa e voi giovani dovete diventarne sempre più i protagonisti!
La nostra organizzazione parte dalla necessità di resistere al procedere della crisi generale del capitalismo e porta a convincere gli operai, i giovani e le masse popolari, per loro esperienza diretta, che la rivoluzione socialista è l’unica strada realistica, efficace e possibile. La creazione delle condizioni per costituire il Governo di Blocco Popolare è questa esperienza diretta che ci farà avanzare verso la rivoluzione socialista.
Nel prossimo periodo ogni nostro sforzo per la costruzione di un partito di quadri e di massa è proficuo se finalizzato alla lotta per il GBP e il socialismo. Certo dobbiamo essere un partito che interviene e usa le elezioni, certo dobbiamo essere un partito che sostiene e valorizza le lotte economiche e rivendicative… ma noi stiamo costruendo un partito di quadri e di massa perché è quello che serve alla lotta per il GBP e il socialismo, perché solo dando questo obiettivo politico alla mobilitazione delle masse popolari riusciamo a valorizzare ogni singola lotta.
L’esperienza di questi anni ci conferma che è possibile, oltre che indispensabile, mobilitare un ampio numero di persone disposte a fare anche solo piccole cose per la causa del comunismo. L’esperienza di questi anni ci conferma che per tessere il legame tra comunisti e masse dobbiamo cogliere ogni occasione per spiegare, mostrare, far toccare con mano ai nostri compagni che la grande impresa di costruire la rivoluzione socialista è fatta di piccole cose quotidiane che ogni militante può e deve fare: il volantinaggio davanti la fabbrica, la stesura di un volantino, la piccola iniziativa nel quartiere, ecc. Che quel volantinaggio davanti al Pignone di Firenze, quel banchetto nel quartiere Sanità di Napoli, quell’iniziativa culturale all’università di Palermo, quel presidio sotto l’ospedale San Paolo-San Carlo di Milano hanno un filo che li lega, hanno un progetto comune: l’obiettivo politico di fase, il GBP. Ogni militante che interviene in una OO-OP-OG, che costruisce una OO-OP-OG, che rafforza il loro coordinamento è prezioso alla causa della rivoluzione socialista.
L’esperienza di questi anni ci conferma che possiamo, dobbiamo costruire nuove sezioni del Partito in ogni regione, provincia e città d’Italia: lo stiamo facendo e questa è la base per allargare ulteriormente il Partito e valorizzare quei compagni che vogliono dare il loro contributo alla nostra lotta.
Fare oppure no la rivoluzione socialista è una questione che riguarda direttamente e praticamente noi comunisti, il modo in cui concepiamo il nostro ruolo e i compiti che abbiamo di fronte. Noi siamo la riposta alle esigenze delle masse popolari.
Compagni, viviamo in un periodo in cui si fa la storia. Che ognuno ne sia consapevole e agisca di conseguenza.
Viviamo un mondo dove la crisi climatica viene ignorata, dove i diritti dei lavoratori sono calpestati, e dove la disuguaglianza si fa sempre più profonda, essere comunisti non è una scelta: è un dovere!
Voi giovani siete nati in un’epoca di contraddizioni estreme: da un lato, la ricchezza concentrata in poche mani; dall’altro, milioni di giovani come voi che lottano per un lavoro dignitoso, per un’istruzione libera, per un pianeta vivibile.
Il capitalismo cercherà di corrompervi, di farvi credere che “il sistema si cambia dall’interno”. Ma la storia insegna: la vera liberazione nasce dal basso, dai consigli, dalle assemblee, dalle bandiere rosse che sventolano più alte della paura.
Compagni, il futuro non è scritto. Sta a voi scriverlo con il coraggio di chi sa che un altro mondo è possibile.
Avanti, verso la vittoria!
La questione non è se la rivoluzione verrà, ma quando e come la prepareremo! Voi giovani compagni dovete diventare i protagonisti della rivoluzione socialista!
Viva il Partito dei CARC, viva il comunismo!

