Buongiorno, sono Anna di Alternativa Giovanile Territoriale della sezione di Pisa.
Vorrei partire con questo mio intervento ponendo una domanda ai giovani, agli adolescenti miei coetanei, ovvero: nei luoghi in cui voi vivete, quanti luoghi di aggregazione effettivamente al servizio della comunità dei giovani ci sono realmente, che sono accessibili a tutti? Noi ci siamo resi conto che, al giorno d’oggi nel 2025, trovare dei luoghi veramente al servizio della collettività per i giovani è un qualcosa di veramente complicato. Soprattutto in città come Firenze. Siamo ormai dinanzi al fenomeno della gentrificazione.
Questa è la domanda che ci siamo posti noi quando, nel 2023, abbiamo deciso di far nascere Alternativa Giovanile Territoriale (AGT). Infatti, noi ci occupiamo, tra le altre cose, anche della creazione di spazi al servizio della comunità e, soprattutto, dei giovani. Spazi accessibili a tutti all’interno dei circoli e dei nostri luoghi di aggregazione portando aule studio, ma anche organizzando serate.
Abbiamo deciso di chiamarci “Alternativa Giovanile” perché vogliamo parlare a tutti i giovani. Non solo agli studenti e alle studentesse, ma anche ai giovani lavoratori e ai giovani che hanno abbandonato il percorso scolastico perché, a parer nostro, la lotta deve riuscire a poter convergere tutti. Anche perché la politica può avere una grandissima funzione educativa per quanto riguarda i giovani e può davvero andare a aiutare un ragazzo offrendogli una buona strada, perché la militanza politica – e lo sappiamo tutti tra i qui presenti – ci porta a sviluppare determinate competenze, sia per raggiungere delle grandi vittorie sia perché ci insegna anche ad accettare le sconfitte. La militanza ci insegna il valore della collettività e del lavoro, per organizzare e raggiungere grandi obbiettivi. A volte l’obbiettivo non si raggiunge, ebbene allora si riparte da capo tornando ad organizzarci.
Tornando invece al discorso fatto prima che i giovani non hanno più speranze nel futuro, si può benissimo collegare, a parer nostro, a questo discorso, poiché spesso i ragazzi si ritrovano ad essere l’ultima ruota del carro, si trovano completamente privati di quelli che sono i loro spazi: spazi di aggregazione per una collettività serena ed unita. Insegnare anche a loro il valore dell’organizzazione e dello spazio. In un’epoca sempre più capitalista essa viene sempre tolta poiché gli spazi vengo espropriati per creare altri luoghi.
Banalmente, anche nella mia città che è Pontedera, un circolo è stato chiuso recentemente mentre noi avevamo intenzione di portarci un’aula studio ma non ci è stato reso possibile. Si potrebbe dire che siamo stati sconfitti, ma noi non ci arrendiamo e cerchiamo di continuare a portare avanti quelli che sono i nostri valori.
Credo che questo discorso possa toccare tutti i giovani, sia coetanei che più grandi, di tutta Italia o, perlomeno, della Toscana. Poiché è chiaro che non c’è futuro se non si permette al giovane di organizzarsi, ma questi non deve demordere, deve portarlo ad una lotta sempre più forte.

