Da qualche mese a Napoli si sono moltiplicate assemblee e confronti tra comitati territoriali, associazioni e realtà sociali, sindacali e politiche per discutere insieme dello stato della città e delle politiche dell’amministrazione comunale.
Alcune di queste realtà – dalla Rete Sociale NoBox e l’Osservatorio Popolare di Bagnoli fino a Mare Libero e Napoli Monitor, dai movimenti di disoccupati e lavoratori in lotta alla ReteSet “Resta Abitante”, vari beni comuni dall’Asilo Filangieri a Gallery Art fino alle reti per la salute pubblica e l’Ambulatorio Popolare – stanno provando a mettersi in rete e a lavorare unitariamente per costruire l’opposizione sociale alla presente amministrazione comunale. A questo percorso ha aderito anche la Federazione campana del nostro Partito.
Il 16 aprile, presso lo spazio sociale liberato Gallery Art, si è svolta la terza assemblea di questa rete per definire i prossimi passi da compiere, mobilitazioni e iniziative, con l’obiettivo di cacciare l’attuale sindaco Pd, Gaetano Manfredi, e riprendersi la città. Questo perché la giunta Manfredi, in assoluta complicità con il governo Meloni, prosegue l’attuazione del “Patto per Napoli” (accordo tra il Comune di Napoli e il governo italiano per risanare il disavanzo della città) firmato con il governo Draghi e che si basa sulla realizzazione di tre misure principali:
1. spolpare le masse popolari con multe, imposte e riscossione coatta ed esternalizzata a società private dei tributi;
2. affidamento a privati, e in certi casi (s)vendita, del patrimonio immobiliare pubblico e dei beni monumentali della città legato a una turistificazione generale del Centro storico;
3. riordino del debito e ridefinizione delle società comunali pubbliche e partecipate attraverso esternalizzazioni e/o “razionalizzazioni”. Politiche e dinamiche a cui si aggiunge la gestione criminale dell’emergenza terremoto e l’assenza di interventi reali per fare fronte alla disoccupazione crescente e ai tagli a servizi fondamentali come la sanità, il trasporto pubblico e l’istruzione.
Durante l’assemblea, sono state analizzare alcune delle criticità che attanagliano la città.
A fronte della situazione che è stata delineata da coloro che sono intervenuti, si è ragionato di un aspetto importante. Oggi i tanti comitati e organismi di lotta presenti sul territorio sono tutti portatori di rivendicazioni e misure urgenti, che nel loro insieme costituiscono una sorta di programma per un’amministrazione alternativa della città. Per questo fare rete e puntare ad applicare con la mobilitazione e l’organizzazione questo programma è un passo da fare.
Per andare in questa direzione, la proposta emersa dall’assemblea è stata quella di costruire un consiglio popolare a Piazza Municipio in cui dare visibilità e voce collettiva alle richieste di ogni organismo, ma soprattutto ragionare sul da farsi per imporne l’attuazione.
Si è quindi considerato che per la promozione di questo consiglio è importante coinvolgere maggiormente le masse popolari e le varie anime dei comitati e delle reti presenti in città – in certi casi anche superando concorrenze o divisioni – sia realizzando banchetti e momenti informativi che la raccolta di ulteriori problematiche presenti nei quartieri della nostra città ed esigenze di coloro che vi abitano.
Dal punto di vista organizzativo è emersa la necessità di rendere sempre più continuativi questi appuntamenti in modo che via via la rete “riprendiamoci la città” diventi una vera e propria campagna per la cacciata della giunta Manfredi.


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