23.04.2025
80 anni fa si concludeva vittoriosamente la Resistenza contro il nazifascismo.
Uno slogan sempre attuale dice: “Il 25 Aprile non è una ricorrenza, ora e sempre Resistenza”. È vero, il 25 Aprile non è semplicemente una festa: è un giorno di lotta. Si celebra chi ha lottato contro la devastazione del nostro paese, contro la sua sottomissione a una potenza straniera, contro i padroni che da questa sottomissione traevano personale guadagno, contro il fascismo, dittatura terroristica della borghesia imperialista. È la data che incarna una lotta di popolo con alla sua testa la classe operaia diretta dal Partito Comunista. La lotta di classe è stato l’aspetto dirigente della Resistenza, il suo cuore pulsante, il suo motore. Questa lotta è ancora in corso, non è mai finita. Per questo motivo è importante usare questa giornata anche per divulgare gli insegnamenti che ci ha lasciato e che ci sono necessari per la lotta che conduciamo e che dovremo condurre nei prossimi anni. Oggi è sempre più diffusa la sensazione che qualcosa deve succedere e in tanti ci chiediamo in che direzione stia andando la storia. Ecco, non è un’esagerazione dire che “dipende da noi dove la storia andrà”, se lo lasciamo dipendere dalla classe di speculatori affamatori e criminali che è al potere la direzione è chiara ed è quella in cui ci stanno trascinando: la guerra. Ma la storia può prendere un’altra strada, quella della lotta per la nostra emancipazione. La Resistenza antifascista è stata il punto più alto raggiunto dalla classe operaia italiana nella sua lotta per il potere. La liberazione dal nazifascismo non fu però liberazione dal capitalismo e dall’imperialismo, motivo per cui oggi, ottant’anni dopo, serve una nuova liberazione. Nel nostro e negli altri paesi imperialisti i governi delle Larghe Intese (cioè i partiti attuatori del programma di lacrime e sangue che sconvolge le condizioni di vita delle masse popolari) provano a mobilitare in senso reazionario le masse popolari sotto la la bandiera della mistificazione “dell’Europa patria della democrazia e dei diritti per tutti”, per assumere un ruolo di maggiore rilievo nella prosecuzione della guerra per procura contro la Federazione Russa. Possiamo sbarrare la strada alla mobilitazione reazionaria perché l’opposizione alla guerra, all’economia di guerra e alla corsa al riarmo, all’eliminazione delle conquiste di civiltà e benessere strappate quando il movimento comunista era forte è diffusa in buona parte delle masse popolari del nostro come degli altri paesi imperialisti.
Questa opposizione si rafforzerà e crescerà fino a mettere fine alla Terza guerra mondiale se si trasformerà in lotta per rovesciare il sistema politico delle Larghe Intese e imporre un governo di emergenza delle masse popolari organizzate nel nostro paese.Serve ed è urgente: per interrompere il vortice della guerra; per sostenere la liberazione della Palestina; per imporre misure straordinarie contro la chiusura o delocalizzazioni delle aziende e la strage di posti di lavoro. Serve per garantire a ogni adulto un lavoro utile, dignitoso e sicuro. Serve per ristabilire la sovranità nazionale e farla finita con l’UE e con la NATO e per fermare i processi di militarizzazione dei nostri territori. Il movimento di resistenza del nostro paese ha dimostrato e dimostra ogni giorno di avere le potenzialità per portare vittoriosamente fino in fondo la lotta per la sua liberazione dalle forze occupanti e dalle Larghe Intese. La borghesia teme le masse popolari e ancora di più teme il legame tra queste e i comunisti. Per questo motivo cerca di recidere il filo che lega il 25 Aprile del 1945 con la situazione politica del nostro paese e con la lotta di classe in corso. Ci provano con il sostegno dei loro uomini inseriti nelle istituzioni, nei vertici dei “partiti di opposizione” (primo fra tutti il Pd) e nei vertici delle grandi associazioni nazionali (prima fra tutte l’Anpi) e dall’altra ci provano con la violenza poliziesca, squadrista e sdoganando i sionisti, come intendono fare a Roma.
In diverse città della Toscana e del resto del paese parteciperemo anche alle celebrazioni ufficiali nel modo più organizzato possibile, chiamando anche i lavoratori e le masse popolari a partecipare per fare di ogni contestazione un’occasione di organizzazione delle masse popolari e di coordinamento degli organismi, delle organizzazioni e dei partiti anti Larghe Intese. A Firenze, quindi, oltre a partecipare alle attività in piazza Santo Spirito promosse da Firenze Antifascista, parteciperemo anche alle celebrazioni istituzionali promosse dal Comune di Firenze facendo nostro l’appello di Firenze per la Palestina a costruire uno spezzone solidale con la Resistenza e con il popolo palestinese.
Facciamo irrompere la causa della Resistenza e del popolo palestinese, della lotta contro la NATO e la Terza guerra mondiale, ovunque si trovino masse popolari a cui parlare. Non lasciamo campo libero alle manovre e alla propaganda dei nemici delle masse popolari!
Compagni e compagne, siamo di fronte a una situazione che presenta analogie rispetto a quella del secolo scorso ma anche molto differenze: è una situazione che nessuno di noi ha mai vissuto e che non trova descritta nei libri. Il nuovo suscita dubbi e perfino paura: è inevitabile perché presenta aspetti incerti e ignoti.
“Guardati dall’inquietudine traboccante che spezza il cuore, getta uno sguardo lungimirante sulle cose del mondo”, lo scriveva Mao. L’inquietudine che spezza il cuore è il frutto del senso di smarrimento e di impotenza rispetto a come vanno le cose. Gettare uno sguardo lungimirante sulle cose del mondo significa imparare a leggere l’oggi non per quello che è, ma per quello che può diventare. Significa immaginare, sognare, ambire e costruire il futuro attorno alle nostre migliori aspirazioni. Possiamo indirizzare il corso delle cose a nostro favore e se avremo successo nel nostro paese, compiendo l’opera che mai è stata compiuta: fare la rivoluzione socialista in un paese imperialista, allora contribuiremo alla rinascita del movimento comunista in tutto quanto il mondo.
Riprendiamo il cammino interrotto per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!
Federazione Toscana del Partito dei Carc
Di seguito gli appuntamenti a cui parteciperemo in Toscana
FIRENZE
Partecipazione al corteo istituzionale con Firenze per la Palestina, ritrovo alle 9:30 in Piazza dell’Unità
Festeggiamenti in Piazza Santo Spirito organizzati da Firenze Antifascista, dalle 13:30
PISA
Celebrazioni in Piazza S. Caterina organizzati dal P.CARC, ritrovo alle 10:00
Partecipazione al corteo “80 volte no guerra, fascismo, sionismo”, ritrovo alle 11:00 in Piazza Garibaldi
COLLE VAL D’ELSA
Partecipazione alle celebrazioni istituzionali, ritrovo ore 11:30 in Piazza Arnolfo di Cambio
SIENA
Pranzo popolare e antifascista all’Orto dei Tolomei organizzato da Partito della Rifondazione Comunista e P.CARC, ore 13:00
Partecipazione al corteo istituzionale, ritrovo 15:30 in Piazza La Lizza
Partecipazione al corteo organizzato da Cravos, ritrovo 17:00 in Piazza Matteotti
PISTOIA
Partecipazione al corteo organizzato da Pistoia Resiste, ritrovo ore 11:00 in Piazza Gavinana
MASSA
Partecipazione al corteo cittadino Antifascista, ritrovo ore 9.30 al monumento ad Aldo Salvetti
ABBADIA SAN SALVATORE
Partecipazione alle celebrazioni istituzionali, ritrovo ore 9:30 al Palazzo Comunale
Partecipazione alla Passeggiata della Memoria organizzata da ANPI, ore 14:00 dal Museo Minerario e alla merenda delle 17:00
AREZZO/VALDARNO
Partecipazione alla celebrazione istituzionale in Piazza Poggio del Sole, ore 11:30
Partecipazione al pranzo allo Spazio Popolare Abbomba, ore 13:00.

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