25 Aprile – h. 12 Via Palestro (M1) Milano
Liberazione! Per un 25 Aprile unitario, popolare e di riscossa!
Aderiamo e rilanciamo l’appello di GPI, UDAP e CPL per il 25 Aprile e inviatiamo tutte e tutti a scendere in piazza a Milano in uno spezzone unitario, popolare e di riscossa: il 25 Aprile deve essere libero dai “corpi estranei” sionisti e guerrafondai!
Il 25 Aprile non è una ricorrenza, è soprattutto la giornata dei lavoratori e del resto delle masse popolari, degli antifascisti, dei comunisti, dei sinceri democratici e dei progressisti, di tutti quelli che portano fieramente avanti il testimone della Resistenza in ogni ambito in cui sono inseriti e che possono dare, ognuno dal proprio posto di lotta, il loro contributo alla nuova liberazione di cui il paese ha bisogno e alimentare l’ondata di rivoluzioni e lotte antimperialiste che crescono in vari paesi del mondo, a partire dalla Palestina.
Se il governo Meloni ha provato a depotenziare le mobilitazioni per il 25 Aprile, proclmando 5 giorni di lutto nazionale per la morte di Bergogiio (a proposito di laicità dello Stato e di Repubblica Pontificia italiana…), il PD persevera nei tentativi di strumentalizzazione e promuove il suo antifascismo padronale per sdoganare i sionisti e guerrafondai, muovendo a questo scopo i suoi “cespugli”, i vertici di Anpi e Cgil.
A Roma i vertici Anpi hanno imposto ai circoli locali di disertare la piazza simbolo della Resistenza – Porta San Paolo – lasciandola direttamente in mano ai sionisti della brigata ebraica e ai loro complici neofascisti e neonazisti. Hanno fatto bene a sollevarsi gli antifascisti romani che hanno lanciato l’appello a riprendersi la “loro casa”.
A Milano, più cauto, il segretario provinciale dell’Anpi Primo Minelli ha fatto appello a un 25 Aprile “unitario, pacifico e di popolo”, in cui “le discussioni politiche che ci sono e non si possono ignorare vengano lasciate fuori”. Con la solita passerella della brigata sionista e dei loro complici e che sostengono il genocidio in Palestina, il riarmo e gli attacchi ai diritti e alle vite dei lavoratori.
I vertici dell’Anpi, in buona compagnia con i vertici della Cgil, hanno già preso una sveglia con la partecipazione alla manifestazione guerrafondaia ed europeista del 15 marzo a Roma, ma continuano a provarci.
Dobbiamo riprenderci il 25 Aprile e impedire che quella piazza venga deturpata da chi spaccia il piano di riarmo di Ursula von der Leyen come un “male necessario” per garantire la pace e da chi presenta il genocidio contro il popolo palestinese come “guerra contro il terrorismo di Hamas”.
Che il corteo del 25 Aprile, dalla testa alla coda, sia un corteo all’insegna
– della solidarietà al popolo palestinese che sta combattendo la sua Resistenza contro i sionisti,
– della solidarietà alla lotta che ogni giorno decine e decine di migliaia di lavoratori, giovani e donne delle masse popolari mettono in campo per resistere agli attacchi dei padroni, del governo Meloni e di tutte le Larghe Intese: anche questa è Resistenza,
– della denuncia e isolamento dei sionisti della brigata sionista che oggi sostengono il genocidio in Palestina (perché il sionismo di oggi è il nazismo di ieri) e di tutti gli esponenti del polo PD delle Larghe Intese che stanno sostenendo le politiche guerrafondaie in accordo con il governo Meloni, con l’UE e la NATO.
Che il 25 Aprile sia una giornata di lotta e una tappa per promuovere la costruzione di un fronte unito che oggi si organizza e si mobilita in ogni città per cacciare dalle piazze e dai cortei del 25 aprile i guerrafondai e i sionisti e che domani prosegua organizzandosi e mobilitandosi in ogni posto di lavoro, scuola, università e quartiere per cacciare il governo Meloni e costruire un nuovo futuro, una nuova società per cui anche i partigiani di ieri hanno lottato e dato la vita, una società senza oppressione, sfruttamento e guerre.
Osare sognare, osare lottare, osare vincere!

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