lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Ogni zona rossa sia zona riscossa!

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Gennaio 8, 2025
in In breve
A A
0
0
SHARES
5
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Con la scusa di gestire l’ordine pubblico in occasione dei festeggiamenti di Capodanno il governo Meloni muove un altro passo nella sperimentazione della gestione securitaria della società e nella militarizzazione dei territori. Lo ha fatto attraverso l’istituzione in varie città delle “zone rosse” che sin da subito dal giorno di Capodanno in città come Milano sono state allungate fino a fine marzo. Evidentemente ci si attende lunghi festeggiamenti per l’anno nuovo.

Quella che era presentata come una misura di pubblica sicurezza per un giorno “delicato” dell’anno è in realtà un tentativo di far entrare dalla finestra quello che il governo fatica a far entrare dalla porta del ddll1660, del decreto Caivano, del protocollo Albania-Italia e di tutte quelle misure antisociali con cui cerca di mettere pezze all’ormai manifesta incapacità per la borghesia di dare alla società un indirizzo unitario, di contenere la ribellione e l’insubordinazione generale, di mantenere un minimo di controllo sulle masse popolari.

A proposito del Decreto Caivano è bene dire che si tratta di un modello con cui il governo porta avanti contro le masse popolari del paese. In quest’ultimo anno di Decreto Caivano la presenza dello Stato invece che aiutare le masse popolari, le colpisce ulteriormente mettendo in campo sgomberi delle occupazioni abitative. Interviene con 30 milioni per dare una “pittata di vernice” al parchetto e al centro sportivo, ma lascia senza lavoro e senza casa la popolazione cui per giunta ha tolto il reddito di cittadinanza. Ai clan è stato fatto il solletico con qualche sequestro di auto, di un paio di appartamenti e di qualche migliaio di euro. Col paravento delle attività sociali, il sostegno dei “preti coraggio” che con quei progetti ci mangiano e la necessità di gestire l’ordine pubblico, il Decreto Caivano è un attacco persecutorio contro le masse popolari e alimenta il terreno fertile per la criminalità organizzata.

Le zone rosse in tutta Italia. Subito dopo Capodanno il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha inviato una direttiva ai prefetti per sottolineare l’importanza di individuare, con apposite ordinanze, aree urbane dove vietare la presenza di soggetti pericolosi o con precedenti penali e poterne quindi disporre l’allontanamento. Chiunque risponda alla vaga descrizione di “soggetto pericoloso” può essere seduta stante fermato, identificato, allontanato dalla zona rossa e sottoposto a Daspo. Una definizione piuttosto arbitraria che come già evidente non avrà altro obiettivo che perseguitare gli oppositori politici, gli immigrati e le fasce più oppresse della popolazione.

Contro questo provvedimento si è espresso persino il Consiglio direttivo della Camera Penale di Milano: “Non possiamo, da avvocati penalisti, non preoccuparci per i riflessi che il provvedimento determina sulle garanzie individuali […]allarma il fatto che diritti tutelati a livello costituzionale e convenzionale, anche attraverso una esplicita riserva di legge, quali quelli alla libertà personale (l’allontanamento forzoso la viola senza dubbio) e di movimento, vengano compressi con provvedimenti dai contenuti tutt’altro che tipici, che rimandano a categorie impalpabili (atteggiamenti aggressivi, concreto pericolo per la sicurezza pubblica?), e di durata non corrispondente alle presunte ragioni di urgenza legittimanti il provvedimento di natura eccezionale […] si sottrae spazio al controllo democratico garantito dal procedimento legislativo e, attraverso interventi di soft law, s’interviene su libertà fondamentali del cittadino”.

La lotta contro la repressione e il ddl 1660

Come per il ddl1660, la legge bavaglio e tutte le misure securitarie messe in campo dal governo Meloni la principale arma che abbiamo è quella di boicottarle e violarle sistematicamente fino a renderle carta straccia. Questa lotta è iniziata mesi fa e si sviluppa di settimana in settimana. Questo perché la lotta contro misure repressive è un rivolo della più ampia lotta contro il governo Meloni e il suo programma di guerra, lacrime e sangue. E tanto più il governo Meloni con le sue misure antipopolari seminerà vento, tanto più sarà travolto dal vento della riscossa popolare.

Il governo Meloni pagherà cara e amara questa mossa se le organizzazioni delle masse popolari, i loro sindacati, partiti e coordinamenti sapranno rendere anche questa misura carta straccia: questo significa difendere i diritti democratici praticandoli, quindi violando ogni divieto anti-costituzionale com’è stato fatto lo scorso 5 ottobre a Roma dove è stata la mobilitazione popolare a bocciare il DdL 1660 (prima del Senato), a mostrare alla classe dominante che se le masse popolari intraprendono la via della ribellione, dell’insubordinazione e della mobilitazione, non c’è decreto che tenga. Ogni zona rossa sia zona riscossa!

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Liberi di obbedire

Next Post

[Cecina] È ora di alzare la testa! Basta repressione al salumificio Sandri!

Related Posts

Dal dibattito “Gli insegnamenti di Cuba e Venezuela per avanzare nella rivoluzione socialista”
Federazione Toscana

Dal dibattito “Gli insegnamenti di Cuba e Venezuela per avanzare nella rivoluzione socialista”

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Luglio 20, 2026
0

...

Genova. Un altro mondo è possibile. Con la lotta di classe possiamo costruirlo
Federazione Toscana

Genova. Un altro mondo è possibile. Con la lotta di classe possiamo costruirlo

by Federazione Toscana
Luglio 19, 2026
0

...

Sicurezza popolare nei quartieri: un esempio dal Quartiere Luzzatti-Ascarelli di Napoli

Sicurezza popolare nei quartieri: un esempio dal Quartiere Luzzatti-Ascarelli di Napoli

Luglio 18, 2026
Il movimento comunista e la lotta alla repressione del governo Meloni

Dalla Seconda sessione del Tavolo Permanente dei Comunisti

Luglio 15, 2026
Sull’iniziativa contro la repressione del 10 luglio in Senato

Sull’iniziativa contro la repressione del 10 luglio in Senato

Luglio 15, 2026
[Genova] Solidarietà a tutti gli indagati e denunciati. Contro la repressione passare al contrattacco!

Aspettare l’autunno o alimentare la lotta contro il governo Meloni?

Luglio 16, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d