Nonostante Avs

Ilaria Salis è stata eletta

L’elezione di Ilaria Salis offre spunti utili a trattare nel concreto alcune questioni che in termini generali affrontiamo nell’articolo “Insorgiamo, serve un nuovo Cln”.
Riguardo al piano strettamente elettorale, riportiamo uno stralcio del comunicato della Direzione Nazionale del P.Carc del 12 giugno:
“In un contesto in cui non era presente alcuna lista anti Larghe Intese, l’elezione di Ilaria Salis è stata una vittoria della sinistra e dell’antifascismo popolare, dei movimenti e delle forze anti Larghe Intese, benché la lista in cui era candidata è a pieno titolo una lista delle Larghe Intese.
Il risultato di Avs è, per intero, il frutto della candidatura di Ilaria Salis e di Mimmo Lucano che hanno portato alla lista 500 mila voti. Avs ha guadagnato 500 mila voti rispetto alle politiche del 2022 NON per “le politiche di sinistra” per cui si distingue. Al contrario, Avs si distingue per essere stampella e cespuglio del Pd su tutte “le questioni che contano” e proprio per la sua natura e il suo ruolo una larga fetta di “gente di sinistra”, legata più o meno direttamente al movimento comunista, ha deciso di NON votare Avs nonostante la candidatura di Mimmo Lucano e, soprattutto, di Ilaria Salis.
Ovviamente non esiste nessun automatismo che possa confortare la tesi che quei 500 mila voti in più siano tutti voti di “rottura” con il teatrino della politica borghese, ma certamente sono voti mossi anche da PaP, pezzi di Prc, pezzi di Pci e altri che altrimenti si sarebbero astenuti (anche il P.Carc ha dato indicazione di votare Salis nelle circoscrizioni in cui è stata candidata).
È utile prendere atto che una parte di chi ha votato Avs lo ha fatto come rottura con la sinistra borghese e sarebbe stata disponibile a votare una lista alternativa, di rottura, di “azione”, di lotta. Si sarebbe unita ad essa una parte di chi, nonostante la candidatura di Ilaria Salis, ha deciso di astenersi.
Il risultato di Avs, malgrado Avs, è dimostrazione che nel nostro paese esistono spazi di iniziativa per incanalare – anche sul piano elettorale, ma soprattutto sul piano politico – una parte di elettorato che aspira a rompere con il sistema politico delle Larghe Intese.
Non abbiamo mai riposto particolare fiducia nella via elettorale, anzi conduciamo una battaglia dispiegata tanto contro l’elettoralismo che contro l’astensionismo di principio, ma a posteriori – e alla luce del risultato di Avs – è evidente che gli indugi, le incertezze, le diatribe e l’attendismo che hanno condotto al fallimento la possibilità di presentare alle elezioni europee una lista anti Larghe Intese erano manifestazioni delle resistenze a riempire quel vuoto politico che si manifesta (anche) con l’aumento dell’astensionismo, erano manifestazioni di elettoralismo.
Salutiamo positivamente l’elezione di Ilaria Salis perché è un passo concreto nella lotta per la sua liberazione, ma soprattutto perché si tratta, probabilmente, dell’unica eletta completamente estranea al sistema politico delle Larghe Intese. Che la sua elezione sia uno strumento per alimentare l’antifascismo popolare, la lotta contro la repressione e contro il sistema carcerario della classe dominante dipende anche da quello che chi ha contributo a eleggerla farà nel prossimo futuro”.

A ciò aggiungiamo alcune considerazioni alla luce degli sviluppi.
La destra – e intendiamo tanto Fdi e la Lega, ma anche certi “diversamente democratici” del codazzo di Renzi, Calenda e persino elementi del Pd – schiuma di rabbia per l’elezione di Ilaria.
Ha iniziato una martellante campagna denigratoria per squalificarla attraverso beceri attacchi personali e inconsistenti “questioni politiche” che sono evidentemente un pretesto. Il vero motivo degli attacchi è che Ilaria Salis è un corpo estraneo in un ambiente in cui, di norma, “il più pulito ha la rogna”: gli implicati in traffici di ogni tipo, i condannati per reati contro le masse popolari, gli speculatori e i guerrafondai, i nostalgici del Ventennio sono accecati dal fatto che un’occupante di case, una militante per il diritto alla casa, un’antifascista militante abbia superato le “invalicabili barriere” che separano due mondi inconciliabili e in guerra fra loro.
La “rocambolesca” elezione di Ilaria Salis pone nuove “questioni a sinistra”. Come dice il Comunicato della Direzione Nazionale, il ruolo che Ilaria Salis assumerà concretamente dipende solo in parte dalle sue scelte e caratteristiche individuali, dipende invece molto da quanto i promotori della mobilitazione popolare vorranno e sapranno valorizzare l’opportunità della sua elezione. Non per “avere una sponda politica nelle istituzioni” o per “dare voce alle lotte” (questo è il minimo sindacale), ma per allargare quanto più possibile le crepe di un sistema politico marcio e decadente, popolato da personaggi luridi.

Non siamo noi, qui, a pretendere che Ilaria Salis faccia “questo o quello” in ragione della sua elezione. Siamo a spingere, spingeremo, affinché siano gli organismi operai e popolari e le organizzazioni politiche, sindacali e le associazioni di base a chiamarla in causa per farle assumere il ruolo conforme alle loro battaglie, alle loro lotte, ai loro obiettivi.

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