Firenze. Un esempio di irruzione nella campagna elettorale

In vista delle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno, il P.Carc ha lavorato per mesi all’obiettivo di far confluire in un’unica lista gli organismi e le forze anti Larghe Intese presenti in città, in particolare raccolte attorno a Sinistra Progetto Comune (già presente in Consiglio comunale) e Firenze Rinasce.

Il 10 maggio la Segreteria Federale Toscana del P.Carc ha emesso un comunicato in cui, a fronte dei risultati negativi rispetto all’obiettivo di presentare un’unica lista, ha annunciato la candidatura di membri del P.Carc in entrambe le liste:

“In questi mesi pur non riuscendo a costruire un fronte elettorale, siamo comunque riusciti a rafforzare relazioni e rapporti con entrambe le liste fino a decidere di candidare, in ognuna delle due, nostri compagni come indipendenti. È nella pratica quindi che cercheremo di far confluire i temi che animano quanto di positivo c’è nei programmi, nelle esperienze, nelle pratiche di entrambe le liste. Unire quello che l’elettoralismo divide è l’obiettivo che ci poniamo, la strada per accelerare e sviluppare la lotta per imporre un’amministrazione alternativa della città e per fare della campagna elettorale un effettivo strumento di lotta, mobilitazione e organizzazione”.

Gaia Dondoli e Tommaso Bolognesi sono candidati come indipendenti nella lista Sinistra Progetto Comune (candidato a sindaco Dmitrij Palagi); Paolo Babini come indipendente nella lista Firenze Rinasce (candidato a sindaco Alessandro De Giuli).

Ciò ha permesso di far convergere sui temi politici i due principali aggregati alternativi alle Larghe Intese, indipendentemente dal fatto che si presentassero in reciproca concorrenza sul piano elettorale, anche grazie alle iniziative e alle prese di posizione dei candidati indipendenti del P.Carc presenti in entrambi.

L’11 maggio si è svolto un presidio con microfono aperto e volantinaggio in piazza della Leopoldacontro la russofobia e per la fratellanza tra i popoli, contro l’economia di guerra e per le misure economiche a favore delle masse popolari. Gli interventi dei candidati hanno messo al centro la necessità di liberarsi dalle catene degli imperialisti che trascinano il nostro paese nella miseria e nella guerra. È stato evidenziato come ogni candidato che abbia a cuore realmente la pace deve opporsi all’aumento della spesa militare, all’invio di armi in Ucraina, alla militarizzazione delle scuole e del territorio. Durante il presidio sono state esposte le bandiere delle repubbliche di Donetsk e Luhansk ed è stata rinominata con un’insegna la fermata della tranvia di Piazza della Leopolda in ricordo dei martiri della Casa dei sindacati di Odessa.

Per l’occasione era presente anche Olga Igniatieva, cittadina ucraina sopravvissuta alla strage della Casa dei sindacati di Odessa avvenuta nel 2014 per mano dei nazisti ucraini.

Il 13 maggio i candidati del P.Carc sono andati a “bussare” alle porte dei quotidiani locali, così impegnati a dare risalto alle chiacchiere dei partiti delle Larghe Intese da tralasciare le notizie sui candidati “ostili” o anche solo “alternativi”.

Il 16 maggio i nostri candidati (ma è intervenuto il medico Libertario Raffaelli, candidato nella lista Firenze Rinasce) hanno sfidato uno dei vari “tabù” della campagna elettorale, con un presidio sotto l’ospedale Careggi per la cacciata di Marco Carrai dalla presidenza della Fondazione Meyer.

L’iniziativa si inseriva nella più ampia mobilitazione promossa dai Sanitari per Gaza.

I candidati hanno messo al centro della campagna elettorale la solidarietà con la Palestina e la difesa della sanità pubblica. A Firenze questo vuol dire cacciare Carrai dalla Fondazione Meyer. Messo lì da Giani, governatore della Toscana e da Nardella, sindaco uscente di Firenze, Carrai svolge il ruolo di dirottare i fondi pubblici nelle tasche dei sionisti attraverso canali come la multinazionale farmaceutica israeliana Teva. Non solo. È anche tra i principali promotori dell’opera di devastazione e saccheggio del territorio. È infatti amministratore delegato delle acciaierie di Piombino, da anni in via di smantellamento con conseguente perdita di posti di lavoro, e presidente di Toscana Aeroporti che promuove nella piana fiorentina l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, un’opera inutile e dannosa.

Il 23 maggio si è tenuto un presidio per la sicurezza sui posti di lavoro di fronte alla più importante fabbrica della città, la Baker Hughes (ex-Nuova Pignone). Oltre ai candidati del P.Carc è intervenuto il candidato sindaco della lista Firenze Rinasce, Alessandro De Giuli.

Queste sono solo alcune delle iniziative svolte (scriviamo a circa dieci giorni dalle elezioni) e offrono una visione certamente parziale. Tuttavia, permettono di mettere a fuoco alcuni aspetti di quello che intendiamo per irruzione nella campagna elettorale.

L’esito di questo lavoro non sarà misurato in termini di voti raccolti dalle due liste anti Larghe Intese, ma sulla base di quanto sarà stato da stimolo e da orientamento per proseguire e sviluppare la mobilitazione dopo le elezioni.

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